Nicola in R-esistenza precaria.
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Le tute blu stanno scomparendo? Beh, Marchionne ce la sta mettendo tutte per sterminarle con tedesca, anzi, italiana ostinazione. Tuttavia, c’è ancora una tuta blu che si batte per il diritto dei lavoratori di dare alla propria famiglia il meglio dei nostri tempi: droga, provini e analfabetismo.
Questa tuta blu si chiama Nicola e per fortuna dell’industria pesante mondiale, lavora solo nella testa del suo autore: Marco Pinna, meglio noto come MP.
Un libro da non perdere. Anche perché sennò vi toccherà ricomprarlo. – Arnald
p.s.:
Grazie alla collaborazione con la casa editrice digitale Quintadicopertina (www.quintadicopertina.it) Nicola e’ disponibile anche in ebook, nei formati .epub, .cbz (per kindle) e .pdf adattato.
Per ordinare l’ebook a 4.99 EUR basta cliccare su www.mamma.am/e-nicola
Tempo sprecato.
nov 25
Cari assunti, convenienti precari,
Termini Imerese e la Fiat si sono separati. Certo, non in maniera consensuale, ma i fatti sono questi.
Così, gli operai siciliani hanno deciso di occupare una fabbrica che non ha più alcuna intenzione di occuparsi di loro. Il futuro sarà segnato da un vivacchiare continuo, tra un padrone e l’altro, senza mai avere seriamente per le mani il proprio destino.
Ma questi novelli disoccupati possono avere altre aspirazioni? La Sicilia sarà anche una terra splendida, ma resta piena di carenze. Perché questi operai, con sindacati, regione e comuni, non si mettono in cooperativa per costruire strade, ferrovie, ospedali, scuole e tutte le infrastrutture necessarie per rendere la Sicilia una regione europea e non africana?
Se questa vi pare una proposta idiota, potete sempre farvi assumere nel cantiere del ponte sullo stretto – Arnald
Scrivi a Sergio.
nov 22
Cari assunti, convenienti precari,
la storia ci ha fatto conoscere grandi precursori e pionieri. Steve Jobs, per citare uno degli ultimi, Mark Zuckerberg e, naturalmente, Sergio Marchionne. Eh sì, perché il caro Sergio è uno che in Italia anticipa i tempi. E siccome il nostro futuro è ogni giorno di più una ritirata verso il passato, possiamo dire che Marchionne è un personaggio di spicco. Giorno dopo giorno, dichiarazione dopo dichiarazione, l’amministratore delegato di Fiat sgretola i diritti dei lavoratori e l’impianto sociale derivante dal lavoro in fabbrica e dalla produzione di auto.
Marchionne sta creando deliberatamente le condizioni per una protesta violenta pur di ottenere l’alibi che lo farà stare dalla parte dei buoni.
In fondo la sua violenza si esprime in modi più raffinati rispetto a quella dei lavoratori presi per le palle. Volete sapere come andrà a finire? Chiedetelo direttamente a Sergio attraverso l’ufficio stampa Fiat:
mediarelations@fiatspa.com
Chissà che non ci risponda.
Arnald
Piazzali Loreto.
nov 13
Cari assunti, convenienti precari,
ieri sera migliaia di persone hanno circondato i palazzi di potere per dire addio Berlusconi alla maniera che gli italiani doc riservano ai potenti. Tra caroselli, trenini, insulti, tappi di spumanti che saltavano, una piazzale Loreto in linea con i nostri tempi: grottesca.
Ora, se giri per strada non trovi più un italiano che l’abbia votato Berlusconi. Io, per esempio, non l’ho mai votato, ma come potete credermi, se tutti dicono di non averlo mai fatto?
Per tutta la mattina ho incontrato solo persone schifate da quest’uomo che ha fatto del paese l’azienda più produttiva del suo conto in banca.
Uno che si è dovuto comprare quasi tutto – dal parlamento ai giudici, – tranne i suoi elettori. No, signori miei, quelli Berlusconi li ha avuti gratis, regalati dalla storia e dall’attitudine di un popolo come il nostro, che da sempre vive in modo irresponsabile qualsiasi beneficio gli venga dato, democrazia inclusa.
La classe politica che Berlusconi ci lascia, a parte qualche new entry per ragioni puramente anagrafiche, è la stessa che lo vide entrare in politica.
D’Alema è ancora lì. Casini è ancora lì. Bossi è ancora lì. Con loro una schiera di magnaccia, indagati, avvocati, palazzinari, sfruttatori e opportunisti di ogni genere. Ma la cosa che più mi preoccupa è che sotto di loro, pronti a farli resuscitare dall’urna nella quale potremmo seppellirli una volta per tutte, ci siamo ancora noi. – Arnald













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