Diversamente occupati
Pic-nic.
mar 11
Cari precari,
la sinistra va in piazza, la destra va in piazza, il centro va in piazza. Insomma, l’offerta è completa e tutti avremo l’occasione di passare una giornata all’aperto per inseguire le lotte intestine al potere. Portatevi la merenda e, se avete voglia di avventure, munitevi di diverse bandiere e colori, tanto per andare a saggiare gli argomenti e le pulsioni dei diversi palchi. Nel contempo, mentre la sinistra si straccia le vesti in difesa di una Costituzione che ha contribuito ad affossare, e la destra marcia su Roma e sul resto del Paese a tamburo battente, continua la moria di posti di lavoro. E, come avvoltoi, i nostri amati politici volteggiano sulle nostre teste, in attesa che anche noi si stramazzi al suolo e si finisca in una delle piazze ad animare la contesa. Se ci pensate bene, cosa ci resta ora che anche il voto è finito nell’urna cineraria che raccoglie le ceneri del nostro paese? Nelle aule del parlamento ormai c’è così tanta merda che l’aria s’è fatta irrespirabile. Sarà per questo che ora scendono tutti ad appestare le piazze? – Arnald
Mestieri immorali.
mar 10
Cos’è il celibato? Niente altro che una clausola amministrativa. Non fatevi ingannare dalle parolone delle tonache vaticane: non è per farli stare più vicini a Dio che i preti non possono trombare, sposarsi e fare quello che secondo natura è assolutamente normale (per quel che ne penso, omosessualità inclusa). E visto che quando fai qualcosa di innaturale, come frenare le normali e sacrosante pulsioni emotive delle persone, ci scappano effetti collaterali non sempre piacevoli. Ma meglio qualche migliaio di ragazzino stuprati o molestati che un’ammissione di verità: un prete non sposato e senza figli non ha eredi. Chiesa a parte, naturalmente. – Arnald
Brogli elettorali – 7.
mar 4
Cari precari,
non voglio sembrare prevenuto, ma mi domando perché mai, quando si tratta di fare leggi e leggine che vanno contro i diritti dei lavoratori, il nostro parlamento, da destra a sinistra, lavora sempre a pieno regime.
Comunque, la questione dell’aggiramento dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori continua, in un modo o nell’altro, a tenere banco. Qui e qui due differenti visioni della notizia. – Arnald
Preview.
mar 1
Cari assunti, convenienti precari,
sabato il Popolo Viola si è ripresentato in piazza (del Popolo stavolta), in difesa della Costituzione.
Altri i numeri rispetto al milione e mezzo (minimo) del 5 Dicembre. A essere ottimisti ci saranno state sì e no 60.000 persone (venti amici secondo il TG1): non male comunque. Una decimazione fisiologica, direi, visto che come tutti i movimenti nati “contro qualcuno”, anche questo è destinato a lasciare saldamente in sella l’oggetto della protesta, per poi scomparire nonostante i tentativi di cambiare natura. Mi riferisco all’accusa, fondatissima, di essere solo un movimento anti-berlusconiano. Oggi i “viola” dicono di essere qualcosa di costruttivo, un gruppo di persone che si oppone ai mali del Paese.
Onestamente, non mi pare.
Tangentopoli: un gioco sempre di moda.
feb 25
Come si diventa ricchi? Come si corrompe il prossimo? Come si truffa lo Stato?
Impariamo tutti i segreti, ma divertendoci!
Dopo il grande successo nazionale del 1992, torna TANGENTOPOLI, un gioco essenziale per la crescita dei tuoi figli.
Costruisci case ai terremotati lucrando sui ponteggi, inizia grandi opere senza portarle a termine e evita di andare in prigione.
Specula sulla salute dei cittadini con ospedali fatiscenti o trucca i risultati elettorali. Fai accordi con la mafia, conquista il parlamento e demolisci la costituzione. Un gioco che non ti stancherà mai!
E se hai paura che l’impero ti crolli addosso, puoi sempre pescare il jolly tra le carte delle opportunità: “VAI AD HAMMAMET SENZA PASSARE DAL VIA”. – Arnald
p.s.: Scrivici per avere la tua copia in alta risoluzione per la stampa.
Brogli elettorali – 4.
feb 23

Cari precari,
oggi non so proprio da cosa cominciare. Andiamo per ordine.
Al primo posto, terremoto all’Ateneo di Bari dopo il rifiuto delle commissione di dare il posto alla vincitrice di un concorso del 2005, Luisa Fiorella, figlia di Raffaele Fiorella, potente barone, docente e direttore della clinica dove la figlia già lavorava. Immagino il durissimo colpo per la famiglia di luminari: adesso chiederanno alla protezione civile lo stato d’emergenza e si faranno costruire in fretta e furia un ospedale tutto per loro.
Al secondo posto, la meravigliosa notizia che la Thyssen – sì, quella che ama i barbecue umani – concederà la cassa integrazione in deroga a ventidue operai, ma solo se rinunceranno a costituirsi parte civile nel processo sull’incidente del 2007. Non parliamo di ricatti, per favore, e spegniamo subito le polemiche. Ma per farlo non usate gli estintori della Thyssen: quelli sono vuoti.
Leggi il resto »











Commenti recenti