Archive for febbraio, 2012

Lavoratori impagabili.

Poteri forti.

Di questi tempi non amo scrivere. Quando accade devo combattere contro la rabbia che prova a farsi parola impossessandosi delle mie dita, per battere sentieri azzardati sulla tastiera. Ma oggi, più che in altri giorni, mi pongo delle domande.
Mi chiedo perché mai un manipolo di tassisti possa essere più forte di milioni di precari e disoccupati. O perché un gruppetto di farmacisti possa marciare sui corpi dei cittadini, già trafitti dai tagli affilati alla sanità.
Mi domando perché anche questo Presidente del Consiglio si stia guadagnando le copertine di mezzo mondo, senza però cambiare alcunché di rilevante, ma sparando ogni giorno cannonate di propaganda per intercettare le bordate dei mercati. Cannoni caricati a salve, perché se dici di volere le liberalizzazioni, ma finisci per accontentare le lobbies, i mercati se ne accorgono e ti puniscono con un supplemento di frustate.
Vorrei capire perché una classe politica, ampiamente messa in discussione, non tema in alcun modo la reazione popolare e continui a servirci frutti amari e fuori stagione.
E qui arriva la domanda più pesante. Una domanda costruita sulla distanza che c’è tra politica e vita reale, tra governo e persone, tra ministri e giovani, tra occupanti del potere e disoccupati: quanto velocemente sta bruciando la miccia? – Arnald

Riforme precarie.

Condanne.

Chi cerca cerca.