Cari assunti, convenienti precari,
Termini Imerese e la Fiat si sono separati. Certo, non in maniera consensuale, ma i fatti sono questi.
Così, gli operai siciliani hanno deciso di occupare una fabbrica che non ha più alcuna intenzione di occuparsi di loro. Il futuro sarà segnato da un vivacchiare continuo, tra un padrone e l’altro, senza mai avere seriamente per le mani il proprio destino.
Ma questi novelli disoccupati possono avere altre aspirazioni? La Sicilia sarà anche una terra splendida, ma resta piena di carenze. Perché questi operai, con sindacati, regione e comuni, non si mettono in cooperativa per costruire strade, ferrovie, ospedali, scuole e tutte le infrastrutture necessarie per rendere la Sicilia una regione europea e non africana?
Se questa vi pare una proposta idiota, potete sempre farvi assumere nel cantiere del ponte sullo stretto – Arnald