Cari assunti, convenienti precari,
se volevate le prove che ci avviamo serenamente (o quasi) a diventare un paese del terzo mondo con qualche spruzzata di Sud America, le potete trovare in queste ore in giro per Roma. E non mi riferisco alle dichiarazioni di Tremonti e Marchionne sul lavoro, né ai nostri parlamentari (che come prova sarebbero più che sufficienti), ma all’amatissimo Gheddafi. Il leader libico si aggira tra le vie del centro con la sua scorta da circo, spiega il Corano a duecento ragazze pagate per starlo a sentire e invita l’Europa a diventare islamica (mai uno che ce la proponga laica).
Meraviglioso, in tutto questo, il genuflesso Berlusconi che bacia le mani a Gheddafi – neanche fosse Bernardo Provenzano – mentre i nostri imprenditori gli baciano il culo e fanno a gara per costruire autostrade nel deserto libico. Modello di riferimento, la Salerno- Reggio Calabria. – Arnald