Tabula rasa.

Cari assunti, convenienti precari,
questa caldissima estate è stata solo il preludio all’autunno più bollente degli ultimi anni.
Il governo tentenna, l’opposizione si cerca e tutta la classe dirigente è occupatissima a seguire le vicende della corona berlusconiana che, in base alle esigenze, tramuta i suoi diamanti in spine per rendere l’immagine sacra del nostro moderno duce più vicina a quella dei martiri.
Intanto, il Popolo Viola si prepara al No Berlusconi Day 2, anche se alla fine le piazze servono per contarsi, mentre solo le urne possono seppellire un governo.
Cosa penso di Berlusconi è cosa nota: è l’elemento più spregiudicato di una classe politica e dirigente fatta a sua immagine e somiglianza. Tutti, da D’Alema a Franceschini, da Casini a Fini, da Bossi a Lombardo, da Chiamparino a Di Pietro – che ormai vanta almeno un quindicennio di attività politica e che, secondo voci di piazza, si prepara ad assorbire il movimento viola nel partito – hanno fallito. E questo è un fatto.
Dunque, perché Berlusconi dovrebbe dimettersi e loro no? Questione morale?
Ma se in parlamento il più pulito ha la peste (altro che rogna), perché i nostri onorevoli, per il bene del Paese (come recitano ossessivamente), non si dimettono in massa e in via definitiva? Non possiamo mica aspettare che si tolgano dai coglioni nei tempi di Cossiga: non mi pare una via perseguibile.
In breve: l’azzeramento della classe politica è l’unica soluzione per far ripartire il Paese.
Hanno avuto tempo per governare e non l’hanno fatto. Ma hanno trovato il tempo di arricchirsi e fare a pezzi lo Stato. E hanno avuto l’arroganza di sfasciare il futuro di intere generazioni. Andare in pensione a questo punto è doveroso, ma che non chiedano anche la liquidazione. Qualcuno potrebbe prenderli sul serio. – Arnald



24 agosto 2010 - 18:44
Caro Arnald,
mi permetta una piccola correzione; cito dal suo post:
Ebbene, diagnosi scorretta: hanno la lebbra, ed anche umida (cioè contagiosa, se la sono passata tutti). Una soluzione non sono le dimissioni in massa, ma l’internamento coatto in lebbrosario. Dice che non ne esistono più? Vedere qui:
http://enteroclisma.blogspot.com/2010/08/la-piaga-infetta.html/
24 agosto 2010 - 18:49
Scusate: togliere lo slash o barra alla fine del collegamento, poi funziona
26 agosto 2010 - 09:21
I regimi, uno in particolare, hanno avuto solo una buona cosa ( da usare con cautela ): hanno inventato i forni crematori.
Io li farei riaprire e ripartire.
Il primo giro lo farei fare ai nostri governanti, opposizione compresa.
Il secondo: a una buona parte del clero.
Se serve quello con il cerino che per primo accende il gas, io mi offro volontario.
Poi li chiuderi per farli smantellare; inquinano troppo e hanno fatto una gran puzza con tutte quelle merde che ci sono finite dentro!
26 agosto 2010 - 14:20
sono perfettamente d’accordo con voi. Abbiamo una classe politica indegna di questo nome. Oramai politica=immoralità ed io il mio voto non lo dò all’immoralità. Cordiali saluti a tutti
marius
26 agosto 2010 - 21:17
Allora, volevo segnalarti la grandiosa uscita di Tremonti (“la legge sulla sicurezza sul lavoro è un lusso che non possiamo permetterci”) e il generatore automatico di revisioni dei principi costituzionali sul sito di Metilparaben:
http://metilparaben.blogspot.com/
26 agosto 2010 - 23:20
Bellissimo il sito, drammatica la dichiarazione di Tremonti. Ormai hanno deciso: si cambia lo stato sociale. Grazie Marino. – Arnald
27 agosto 2010 - 12:45
Sei un tipo in gamba Arnald.
Guarda quanti aspetti della nostra vita riesci a far affiorare anche con il contributo dei visitatori del tuo sito.
GRAZIE