Cari assunti, convenienti precari,
anni fa sono stato in vacanza in Francia. Un viaggio itinerante in auto che mi ha portato da Parigi alle spiagge della Normandia. Lungo la strada incontravo spesso dei cantieri e mi sono reso conto che, durante le pause, gli operai facevano una cosa straordinaria: leggevano romanzi.
Lì potevi vedere sul bordo di un marciapiede, o sui pilastri del cantiere, mentre sorseggiavano il caffè alla fine del pasto, assorti nella lettura e insensibili al caos cittadino, neanche fossero nella più silenziosa delle biblioteche.
Un caso, direte voi. Negli anni successivi ho visto operai di altri paesi, Canada, Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Finlandia e il risultato era sempre lo stesso: dovunque andassi, nel nostro progredito occidente, incontravo operai lettori.
Insisto su questo punto, per parlare un po’ di noi.
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