Cari assunti, convenienti precari,
i cittadini aquilani sono scesi in piazza a Roma, visto che l’Aquila è ancora coperta di macerie.
Cosa chiedono? Giustizia, perché ci sono responsabilità non ancora chiarite. Dignità, perché quando vivi per troppo tempo sotto una tenda, ti viene il sospetto che, per lo Stato, ricostruire la tua vita sia meno importante che tirar su impalcature pagate dieci volte il loro valore. E, ovviamente, un fottuto tetto sotto il quale sentirsi ancora cittadini italiani. Ma cari aquilani, attualmente il Governo è alle prese con un altro terremoto: uno che ne sancirà molto presto il crollo.
Tranquilli, le poltrone dei politici sono antisismiche e loro, in qualche modo, resteranno saldamente al potere. Indovinate, invece, chi resterà sotto le macerie del nostro parlamento? – Arnald