Archive for 23 aprile 2010
La festa è finita.
apr 23
Cari assunti, convenienti precari,
arriva la data più temuta dalla nostra classe politica. Quella che rimette in discussione l’animo diviso della nazione: fascisti o antifascisti? Partigiani o repubblichini? La data è così temuta che molti, sentendo la parola “venticinque” fanno gli scongiuri come per il venerdì 13. Non poche le proposte, nei salotti segreti del potere, di cambiarlo in calendario con “24 bis”, prendendo spunto dalle cabine delle spiaggia di Ostia, dove lo spaventoso 17 è sostituito da un benevolo 16 bis. Perché è ovvio che la festa della liberazione porti sfiga a questo Paese. Guardate le conseguenze di questo folle atto democratico: sessantacinque anni di inciuci, tragedie, appalti, urne precedute da sfiancanti campagne elettorali. Anche con il Vaticano s’è rischiata ripetutamente la rottura diplomatica a causa dell’omonimia tra il 25 Dicembre e il 25 Aprile: non si può dare lo stesso numero a una data di occupazione e una di liberazione. Hanno ragione, cazzo.
Fortunatamente, gli italiani hanno messo in atto, nel giro di poche generazioni, un’opera di rimozione del trauma imposto dalla storia. Così, il 25 Aprile è diventato negli anni un giorno di festa come un altro. Una specie di San Valentino, ma senza gadget e cioccolatini in vendita. Nessun impegno richiesto, se non quello di dimenticare e lasciarsi andare tra le braccia protettive e restrittive del potere che verrà. – Arnald




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