Cari operai della Fiat,
Perché continuate a sperare nella carità dello Stato? O nel buon cuore di Yaki? Cosa vi fa pensare che la dirigenza plurimilionaria del Gruppo voglia far il vostro interesse prima del proprio? Insomma: qual è il male incurabile che vi fa piantonare i cancelli di Termini Imerese per uno stipendio da fame, dimenticando che il grosso della torta (gentilmente offerta dai contribuenti) se lo sbafa la banda di Torino? Perché, per esempio, in una terra come la Sicilia, tanto priva di infrastrutture, strade, ferrovie, ospedali (in poche parole Stato) non vi costituite in cooperativa? Se abbiamo mantenuto Lapo e i suoi vizi, perché non dare una mano a voi? Il vostro dramma non è la chiusura dell’impianto, ma quella dei vostri occhi chiusi di fronte alla grande opportunità che avete davanti: farcela da soli. Meglio essere attivi cari operai. A fare la parte dei passivi, gira che ti rigira, lo si prende sempre nel culo. – Arnald