Cari precari,

la sinistra va in piazza, la destra va in piazza, il centro va in piazza. Insomma, l’offerta è completa e tutti avremo l’occasione di passare una giornata all’aperto per inseguire le lotte intestine al potere. Portatevi la merenda e, se avete voglia di avventure, munitevi di diverse bandiere e colori, tanto per andare a saggiare gli argomenti e le pulsioni dei diversi palchi. Nel contempo, mentre la sinistra si straccia le vesti in difesa di una Costituzione che ha contribuito ad affossare, e la destra marcia su Roma e sul resto del Paese a tamburo battente, continua la moria di posti di lavoro. E, come avvoltoi, i nostri amati politici volteggiano sulle nostre teste, in attesa che anche noi si stramazzi al suolo e si finisca in una delle piazze ad animare la contesa. Se ci pensate bene, cosa ci resta ora che anche il voto è finito nell’urna cineraria che raccoglie le ceneri del nostro paese? Nelle aule del parlamento ormai c’è così tanta merda che l’aria s’è fatta irrespirabile. Sarà per questo che ora scendono tutti ad appestare le piazze? – Arnald