Cari assunti, convenienti precari,
sabato il Popolo Viola si è ripresentato in piazza (del Popolo stavolta), in difesa della Costituzione.
Altri i numeri rispetto al milione e mezzo (minimo) del 5 Dicembre. A essere ottimisti ci saranno state sì e no 60.000 persone (venti amici secondo il TG1): non male comunque. Una decimazione fisiologica, direi, visto che come tutti i movimenti nati “contro qualcuno”, anche questo è destinato a lasciare saldamente in sella l’oggetto della protesta, per poi scomparire nonostante i tentativi di cambiare natura. Mi riferisco all’accusa, fondatissima, di essere solo un movimento anti-berlusconiano. Oggi i “viola” dicono di essere qualcosa di costruttivo, un gruppo di persone che si oppone ai mali del Paese.
Onestamente, non mi pare.


Non ancora comunque, e me ne dispiace, perché sarebbe una bella occasione per mettere insieme un po’ di persone coerentemente, senza finire nel qualunquismo becero, nell’insulto, negli slogan retorici e privi di contenuti che ho visto sabato sul palco. “Legittimo un cazzo”, “Sana e robusta costituzione”, “Ci siamo rotti i coglioni”. Insomma, forse un piccolo sforzo per migliorare si poteva pure fare. Come pure si dovrebbe togliere dal banner del sito ufficiale la maschera di Berlusconi; e non mi fate la solfa che lui rappresenta i mali del paese, perché è soltanto l’elemento più spregiudicato di una classe politica quasi totalmente corrotta.
Alla fine, la piazza, circondata da bandiere di partito, era piena di maschere di Berlusconi, tanto per rimanere in tema. Come se dalle nostre parti (a sinistra intendo) non ci fosse l’ombra delle tangenti, del ricatti, delle mignotte e altro.
Il 5 Dicembre sono sceso in piazza come altri milioni di persone: stavolta no. Ho fatto il turista, il curioso. Penso che le piazze servano a mostrare il dissenso e a contarsi, quando c’è bisogno di mostrare ai nostri rappresentanti che le cose non vanno. Ma se le piazze restano tali, la storia ci insegna che saranno sconfitte. Il V Day ne è stato un esempio lampante: i ragazzi scesi in piazza per mandare “affanculo” qualcuno, il giorno dopo sono tornati alle loro mere esistenze, come se niente fosse successo, perché alla fine sono le urne che decidono. Così, Il buon Grillo ha dato via alle liste per entrare nei consigli regionali e comunali. A niente serve starsene in roulotte davanti al parlamento se non si entra nel cuore delle persone. Il Popolo Viola ha una grande occasione: portare elettori al voto non contro qualcuno (dovremmo fare una lista di onorevoli bipartisan), ma a favore di qualcosa. Un cambio della classe dirigente, per esempio e la realizzazione del disegno costituzionale. Ma sul web, oltre ai commenti entusiasti, si inseguono voci di dissenso sulla gestione del nuovo movimento: troppo verticale (armiamoci e partite), già terrorizzato dall’idea di soccombere causa esaurimento della causa. Gianfranco Mascia, leader del Popolo Viola, ha dichiarato ai giornali: “Se il Legittimo Impedimento passa, nuova manifestazione nazionale”.
Perché ho il sospetto che ci speri? – Arnald