Archive for marzo, 2010
La resa dei conti.
mar 31
Cari precari,
come si riassumono i dati elettorali? Di modi ce ne sono tanti.
Uno è questo: Berlusconi ha perso, Berlusconi ha vinto. Ha perso, perché il suo PDL crolla di dieci punti. Ha vinto, perché grazie alla Lega di Bossi (che ha dato un bel posto di lavoro anche al figlio ritardato), si è garantito la sopravvivenza giudiziaria e continua ad avere un paese in ostaggio da scambiare in parlamento con le sue leggi personali.
L’altro dato: il PD ha vinto, il PD ha perso. Ha vinto, perché ha tenuto a livello nazionale nonostante i cazzi di Marrazzo, le carte di credito di Del Bono, i milioni di Del Turco, le fughe (benedette) di Rutelli, Binetti e altri fondamentalisti cattolici. Ha perso, perché non riesce a trovare continuità e già si parla di nuove rese dei conti tra Bersani e il resto del partito.
L’altro dato interessante è l’astensionismo, segno che stavolta la gente s’è incazzata per davvero e che per i prossimi tre anni sarà la riconquista di questi elettori il fulcro di tutto. Ma badate bene, i vecchi partiti, tra i quali possiamo ormai annoverare anche l’IDV che si è cristallizzata intorno alla figura di Di Pietro, sono al palo. Il movimento di Grillo ha conquistato quasi il 7%, se non sbaglio a Bologna. Che serva da lezione al Popolo Viola e a tutti gli altri: nelle piazze ci si conta, ma è alle urne che si conta.
Abbiamo tre anni per costruire l’alternativa. Diamoci da fare. – Arnald
Stato confessionale.
mar 23
Cari precari,
dalla nascita siete circondati di croci. No, stavolta non in senso metaforico, ma letterale. Questo paese è ossessionato dall’accontentare uno stato straniero che aggira, scavalca e denigra le nostre leggi. Che ci spiega cosa è morale e cosa no: uno Stato che però, quando fa qualcosa di immorale, dà la colpa al diavolo. Poi sono cazzi dei magistrati andarlo a cercare ‘sto povero diavolo, ma i preti non si toccano. Se non in compagnia dei bambini.
Non c’è atto, dalla trombata all’aborto, dalla nascita alla morte, dal voto all’astensione (anche sessuale) che non passi per le bocche dei vescovi.
Ieri il cardinal Bagnasco, tanto per mettere le mani nelle nostre urne (oltre che nelle tasche e nelle coscienze) ha invitato tutti a non votare chi è a favore dell’aborto. Però caro cardinale, poteva anche essere un po’ più positivo. Non avrebbe fatto bene anche a dire di andare tutti a votare per chi sconfiggerà il cancro in tre anni? – Arnald
Precauzioni per l’abuso.
mar 16
Cari precari,
mentre le nostre piazze si popolano di viola, rosso e nero, il governo zitto zitto, quatto quatto, legifera a più non posso per mettere i lavoratori con le spalle al muro. Ultima, in ordine di tempo, la questione dell’arbitrato in caso di controversia tra datore di lavoro e sottoposto.
Di cosa si tratta? Semplice. In caso il fine rapporto non accontenti il lavoratore e questi decida di portare in causa il datore di lavoro, da oggi la controversia può essere risolta non più dai giudici, ma da un arbitro che deciderà a sua discrezione le sorti della questione.
Ora, immaginate di fare un colloquio di lavoro e il vostro futuro capo vi chieda, candidamente: “Lei è disposto a firmare un foglio in cui accetta di risolvere la nostra futura controversia attraverso un arbitrato?”.
Provate a rispondere: “No”. Poi fatemi sapere se siete stati assunti. – Arnald
Pic-nic.
mar 11
Cari precari,
la sinistra va in piazza, la destra va in piazza, il centro va in piazza. Insomma, l’offerta è completa e tutti avremo l’occasione di passare una giornata all’aperto per inseguire le lotte intestine al potere. Portatevi la merenda e, se avete voglia di avventure, munitevi di diverse bandiere e colori, tanto per andare a saggiare gli argomenti e le pulsioni dei diversi palchi. Nel contempo, mentre la sinistra si straccia le vesti in difesa di una Costituzione che ha contribuito ad affossare, e la destra marcia su Roma e sul resto del Paese a tamburo battente, continua la moria di posti di lavoro. E, come avvoltoi, i nostri amati politici volteggiano sulle nostre teste, in attesa che anche noi si stramazzi al suolo e si finisca in una delle piazze ad animare la contesa. Se ci pensate bene, cosa ci resta ora che anche il voto è finito nell’urna cineraria che raccoglie le ceneri del nostro paese? Nelle aule del parlamento ormai c’è così tanta merda che l’aria s’è fatta irrespirabile. Sarà per questo che ora scendono tutti ad appestare le piazze? – Arnald
Mestieri immorali.
mar 10
Cos’è il celibato? Niente altro che una clausola amministrativa. Non fatevi ingannare dalle parolone delle tonache vaticane: non è per farli stare più vicini a Dio che i preti non possono trombare, sposarsi e fare quello che secondo natura è assolutamente normale (per quel che ne penso, omosessualità inclusa). E visto che quando fai qualcosa di innaturale, come frenare le normali e sacrosante pulsioni emotive delle persone, ci scappano effetti collaterali non sempre piacevoli. Ma meglio qualche migliaio di ragazzino stuprati o molestati che un’ammissione di verità: un prete non sposato e senza figli non ha eredi. Chiesa a parte, naturalmente. – Arnald
Brogli elettorali – 7.
mar 4
Cari precari,
non voglio sembrare prevenuto, ma mi domando perché mai, quando si tratta di fare leggi e leggine che vanno contro i diritti dei lavoratori, il nostro parlamento, da destra a sinistra, lavora sempre a pieno regime.
Comunque, la questione dell’aggiramento dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori continua, in un modo o nell’altro, a tenere banco. Qui e qui due differenti visioni della notizia. – Arnald












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