Il sistema feudale.
Cari precari,
non la tiro troppo per le lunghe. Una delle ragioni della nascita del feudalesimo è stato un vuoto di comando che ha trasformato il potere concesso dallo Stato ai funzionari (conti, duchi e marchesi) in qualcosa di privato, scardinando velocemente le strutture pubbliche e lasciando il territorio in mano a una masnada di figli di mignotta che si sono dati un nuovo ordine fondato, soprattutto, sull’ereditarietà dei beni e delle cariche. Oggi la situazione non è proprio così. Forse è peggiore.
Diciamo che noi italiani brava gente, lasciamo, giorno dopo giorno, che un pezzetto di potere pubblico, di territorio, di diritto se ne vada a finire nelle mani di potenti di turno. Ricchi arroganti che, tra una riunione e l’altra, amano infilarsi in qualsiasi buco tranne quello della moglie, in festini a base di sesso e chissà cos’altro. Uomini e donne (anche se in minor parte) assettati di potere e denaro.
Si dice che sia in atto uno scontro, una guerra tra magistratura e altri soggetti. È vero, non potrebbe essere altrimenti. Lo dimostra il fatto che, con tutti i benefici del dubbio, ci mancherebbe, ogni giorno ti ritrovi qualcuno sbattuto in prima pagina: qualcuno che prova a fare del bene pubblico un patrimonio privato, dell’economia un disastro. Ieri il povero babbo della Marcegaglia, finito in una storia di rifiuti. Poco tempo fa Del Bono, Berlusconi, Marrazzo, Mele, Cuffaro, Del Turco, Mastella/Lonardo, qualche lady ASL qui e là per la nazione. Oggi Bertolaso e tutta la protezione civile s.p.a. per appalti e altre storielle saporite. La domanda adesso è: domani a chi tocca? – Arnald



11 febbraio 2010 - 23:22
coraggio, presto il governo metterà a tacere l’informazione e taglierà le unghie alla magistratura … così potremo, da bravi ignoranti, vivere felici e contenti abbuffandoci delle briciole lasciate cadere dal banchetto in corso ai piani alti
12 febbraio 2010 - 06:23
Dico a tutti: Basta !!!!!!!!!!!!
Ne ho rotte le scatole di questi delinquenti, gentaglia da forca, dittatorelli da strapazzo, prepotenti, etc.
Liberiamoci di questa mafia !
Meditate, meditate bene, prima di votare questo marciume, è ora di liberarci di queste sanguisughe, di queste tenie che succhiano il nostro sangue !
12 febbraio 2010 - 09:07
Noi Italiani brava gente?
Noi Italiani massa di pecoroni con pastori asservitie leccaculo.
cia Felice
12 febbraio 2010 - 09:08
Noi Italiani brava Gente?
Noi italiani pecoroni con pastori leccaculi
12 febbraio 2010 - 09:10
Nessun commento preferito a chi controlla
grazie
12 febbraio 2010 - 09:12
Siamo diretti da una classe politica che gli va bene il sistema.
La responsabilità maggiore è di chi usura il nome di sinistra
12 febbraio 2010 - 09:14
Abbiamo una classe politica che gli piace il sistema.
la responsabilità è di chi usurpa tutti i giorni il nome della sinistra.
12 febbraio 2010 - 10:28
come non darti ragione??…
Specie dal momento che….la penso esattamente come te…
Ieri ho mandato “in giro” alla mia “mailing list” di amici il Post di Beppe Grillo (10 Febbraio 2010)….Se ti/vi va….dateci una occhiata….
Mi sembra un “sunto” parecchio significativo della nostra attuale “triste” condizione….
Ma……A CHI INTERESSA DAVVERO CAMBIARE???……
Ad Majora……FRANCO
12 febbraio 2010 - 11:51
un vecchio detto calabrese dice cosi’( on si movi panpana si onmina ventu.) traduco (non si muove foglia se non tira vento.io penso che col clima di odio che ce’ tra magistratura e politica qualsiasi magistrato si guarderebbe bene a scoperchiare simili pentoloni.
12 febbraio 2010 - 16:20
E’ strano è la prima volta che non leggo di destrinoidi che difendono l’operato del loro idolo. Ma che blog è questo? Cmq sono con voi. Io penso di stringere i denti sperando che passino più in fretta possibile questi anni e che facciano meno danni possibili (soprattutto nella mente degli italiani rinc…..i) poi speriamo che il resto degli italiani abbia capito e pensi bene prima di votare.
15 febbraio 2010 - 14:25
Dal blog di Coniglio sulla costa (una sfollata dell’Aquila) http://conigliosullacosta.blogspot.com:
Rideva
Si arriva ad un punto di non ritorno.
Ad un punto in cui manca la forza di difendere e proteggere la propria sofferenza.
Non ho scritto, negli ultimi giorni, proprio per questo motivo. Sono tante, troppe, tutte negative, le notizie che aleggiano intorno alla nostra tragedia, che sono rimasta ammutolita.
Non riesco a pensare lucidamente, non riesco ad immaginare, a concepire, che, nello stesso istante in cui la mia città moriva sotto i colpi di frusta della terra, c’era qualcuno che rideva e si fregava le mani pensando ai futuri guadagni sugli appalti della ricostruzione.
“Alle tre e mezzo ridevo rigirandomi nel letto”
Alle tre e mezzo, invece, il mio letto ballava nella stanza, i miei libri ed i miei cd rovinavano sul pavimento, così come, in cucina, tutti i piatti, i bicchieri, nel corridoio i quadri, nello studio la tv, le sedie, le riviste, nella sala il servizio “buono” e le bottiglie di vini e liquori, mentre il boato ci imbottiva le orecchie e le grida riempivano il vuoto.
Mentre lui rideva, palazzi si sbriciolavano, imprigionando per sempre vite, pensieri, ricordi, affetti, progetti, sorrisi, amori e restituendo, in cambio, solo corpi straziati e lacrime che ancora non si asciugano.
Rideva. E qui la polvere ci avvolgeva insieme all’unica coperta che eravamo riusciti a portare via, dal buio di una casa che non riconoscevamo più, aggrappati, gli uni agli altri, in sette dentro una macchina, senza scarpe, né occhiali, né telefoni. E ancora non sapevamo di essere stati fortunati perché eravamo riusciti a portare con noi la nostra salute e quella dei nostri cari.
Rideva, ed intanto c’era chi chiudeva la lampo di sacchi neri sul volto di amici, chi scavava con le mani nude, in mutande, seguendo le urla disperate provenienti da grovigli di mattoni e oggetti quotidiani, chi saliva sulle ambulanze per dare indicazioni a coloro che erano venuti ad aiutarci da fuori, chi scappava alla ricerca dei propri cari, chi telefonava piangendo per il timore di non ricevere risposta.
Rideva. Nel frattempo qui era un unico enorme dolore di infinite intensità e gradazioni.
Rideva pregustando soldi insanguinati.
Cosa si può dire?
Aiutatemi, perché io non ho più parole.
ps. Complimenti per Domenica In
23 febbraio 2010 - 14:43
NE’ DESTRA, NE’ SINISTRA: NON ANDATE A VOTARE QUESTI CIALTRONI DELINQUENTI!
NON DOBBIAMO VOTARE!
QUESTO E’ L’UNICO MODO PER SBLOCCARE LA SITUAZIONE DI IMPOTENZA IN CUI CI TROVIAMO!