Archive for febbraio, 2010

Brogli elettorali – 6.

Tangentopoli: un gioco sempre di moda.

Come si diventa ricchi? Come si corrompe il prossimo? Come si truffa lo Stato?
Impariamo tutti i segreti, ma divertendoci!
Dopo il grande successo nazionale del 1992, torna TANGENTOPOLI, un gioco essenziale per la crescita dei tuoi figli.
Costruisci case ai terremotati lucrando sui ponteggi, inizia grandi opere senza portarle a termine e evita di andare in prigione.
Specula sulla salute dei cittadini con ospedali fatiscenti o trucca i risultati elettorali. Fai accordi con la mafia, conquista il parlamento e demolisci la costituzione. Un gioco che non ti stancherà mai!
E se hai paura che l’impero ti crolli addosso, puoi sempre pescare il jolly tra le carte delle opportunità: “VAI AD HAMMAMET SENZA PASSARE DAL VIA”. – Arnald

p.s.: Scrivici per avere la tua copia in alta risoluzione per la stampa.

Brogli elettorali – 5.

Brogli elettorali – 4.


Cari precari,
oggi non so proprio da cosa cominciare. Andiamo per ordine.
Al primo posto, terremoto all’Ateneo di Bari dopo il rifiuto delle commissione di dare il posto alla vincitrice di un concorso del 2005, Luisa Fiorella, figlia di Raffaele Fiorella, potente barone, docente e direttore della clinica dove la figlia già lavorava. Immagino il durissimo colpo per la famiglia di luminari: adesso chiederanno alla protezione civile lo stato d’emergenza e si faranno costruire in fretta e furia un ospedale tutto per loro.
Al secondo posto, la meravigliosa notizia che la Thyssen – sì, quella che ama i barbecue umani – concederà la cassa integrazione in deroga a ventidue operai, ma solo se rinunceranno a costituirsi parte civile nel processo sull’incidente del 2007. Non parliamo di ricatti, per favore, e spegniamo subito le polemiche. Ma per farlo non usate gli estintori della Thyssen: quelli sono vuoti.
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Brogli elettorali – 3.

Dopofestival.

Cari precari,

non siamo arrivati all’Ariston, ma poco ci manca. Siamo stati invitati al dopofestival di Youdem dove, finalmente, bontà di Elena di Cioccio, abbiamo avuto ampio spazio per parlare un po’ di precariato.
Intanto, un dato per tutti sul maglioncino più amato d’America, Marchionne a cui è stato assegnato un bonus di 1,343 milioni, che si aggiunge ai 3,347 milioni percepiti per la carica ricoperta nel Gruppo. Luca di Montezemolo incasserà 5,2 milioni, di questi 550.000 euro sono la retribuzione per la presidenza, mentre 4,6 milioni comprendono l’emolumento per la presidenza Ferrari e il raggiungimento dei bonus legati agli obiettivi di bilancio di Maranello. Al vicepresidente John Elkann vanno solo (si fa per dire) 631.000 euro. In tutto, per i top manager di prima fascia il monte stipendi è salito dagli 11 milioni del 2008 ai 19 del 2009.
Manco se le fossero assemblati da soli le auto. – Arnald

p.s.: Qui di seguito la seconda parte di video con la risposta di Bersani.
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Brogli elettorali – 2

Brogli elettorali – 1.

Miniere nazionali.


Il sistema feudale.

Cari precari,

non la tiro troppo per le lunghe. Una delle ragioni della nascita del feudalesimo è stato un vuoto di comando che ha trasformato il potere concesso dallo Stato ai funzionari (conti, duchi e marchesi) in qualcosa di privato, scardinando velocemente le strutture pubbliche e lasciando il territorio in mano a una masnada di figli di mignotta che si sono dati un nuovo ordine fondato, soprattutto, sull’ereditarietà dei beni e delle cariche. Oggi la situazione non è proprio così. Forse è peggiore.
Diciamo che noi italiani brava gente, lasciamo, giorno dopo giorno, che un pezzetto di potere pubblico, di territorio, di diritto se ne vada a finire nelle mani di potenti di turno. Ricchi arroganti che, tra una riunione e l’altra, amano infilarsi in qualsiasi buco tranne quello della moglie, in festini a base di sesso e chissà cos’altro. Uomini e donne (anche se in minor parte) assettati di potere e denaro.
Si dice che sia in atto uno scontro, una guerra tra magistratura e altri soggetti. È vero, non potrebbe essere altrimenti. Lo dimostra il fatto che, con tutti i benefici del dubbio, ci mancherebbe, ogni giorno ti ritrovi qualcuno sbattuto in prima pagina: qualcuno che prova a fare del bene pubblico un patrimonio privato, dell’economia un disastro. Ieri il povero babbo della Marcegaglia, finito in una storia di rifiuti. Poco tempo fa Del Bono, Berlusconi, Marrazzo, Mele, Cuffaro, Del Turco, Mastella/Lonardo, qualche lady ASL qui e là per la nazione. Oggi Bertolaso e tutta la protezione civile s.p.a. per appalti e altre storielle saporite. La domanda adesso è: domani a chi tocca? – Arnald