Promesse nazionali.

Cari precari,
sono fermamente convinto che la pubblicità e l’informazione siano il vero termometro della cultura di un popolo.
Sui giornali, accanto alle notizie della rivolta degli schiavi neri (perché questo sono) in Calabria, dell’esplosione di cassa integrazione e debito pubblico, campeggiano i soliti retorici annunci lontani dalla realtà.
In tv, poi, accade anche di peggio. Mentre nelle agenzie ci si affanna a mostrare brand sorridenti e felici, ci dimentichiamo che in casa nostra il lavoro, più che mai degenerato, ha fatto passi indietro non di decenni, ma di secoli. La Fiat mostra bambini che fanno le domande sul futuro, quando i suoi operai (adulti) stanno fondamentalmente sull’orlo della crisi di panico, perché un futuro è evidente che non ce l’hanno.
Barilla ti parla della benedizione del grano: ma c’è qualcuno che si è fatto un giro per i campi per vedere come si coglie questo grano?
Intanto, una bambina corre felice su un prato con la sua gallina libera (forse nella sua ora d’aria) di scorrazzare su un prato meraviglioso, dove dissemina uova del Mulino Bianco lucide come la testa di Mastro Lindo. Finite le menzogne per gli acquisti, puoi trovare politici in tv che si incazzano con i precari che si lamentano di non avere un futuro, dicendo loro che è finita l’era del “tutto è dovuto”. Fatto sta che con certi contratti non ti ci compri neanche un forno a microonde, figuriamoci un domani.
Il punto è che i vertici economici e politici non ci stanno a condurre una vita normale, onesta e credibile. Fare dei contratti per i negri sfruttati come nei campi di cotone dell’America schiavista non significa smettere di guadagnare, ma guadagnare meno: questo per loro è inaccettabile. Lasciare le fabbriche in Italia, invece di portarle in Cina, dove gli operai li paghi con una ciotola di riso, significa, per i padroni, essere troppo vicini alla gente comune: quella che nel fine settimana si gode una pizza con gli amici in qualche locale di periferia. O quella che per andare in vacanza deve scovare l’offerta, sperando che, arrivati all’aeroporto o alla stazione del treno, tutto fili liscio, tra bagagli persi, voli in ritardo o treni da deportazione.
La responsabilità è nostra. Siamo noi a dare credito infinito a una classe politica (tutta intera) che ci condanna all’immobilismo, se non alla regressione. Fatevi due conti e scoprirete che state passando la vostra esistenza a foraggiare gli interessi di un migliaio di viziati (tra camera e senato) che passano le legilsature a sistemare i propri cazzi e quelli dei loro amici imprenditori. Per non parlare poi di regioni, province, comuni ecc. Quante volte i nostri amati onorevoli (si fa per dire) si sono abbassati lo stipendio? E quante volte lo hanno abbassato a voi? Come si fanno scendere dalla carrozza questi signori, dando magari ad altri l’occasione di sbagliare e, perché no, di fare bene? – Arnald


8 gennaio 2010 - 18:18
Complimenti Arnald, hai fatto un’analisi che ritengo perfetta. La politica italiana, tutta, e ci metto al il Grillo-non-pensiero, è parte del gioco di costruzione di una cultura nella quale tutto è sempre più sacrificabile e sempre meno legittimo, al solo fine di aumentare sempre di più il divario fra i pochi ricchi e la massa di più o meno poveri che li “foraggiano”.
Complimenti.
A.
8 gennaio 2010 - 18:32
Grazie Alessandro. Anche per il tuo ottimo commento. – Arnald
8 gennaio 2010 - 19:00
Intanto:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/08/news/il_giudice_annulla_il_licenziamento_ma_l_azienda_la_trasferisce_in_india-1880119/
cose ‘e pazzi…
8 gennaio 2010 - 23:50
E vabbé Marino. Farà la pendolare. D’altra parte, andare a lavorare con il treno in città dai paesi intorno a Roma o Milano non richiede meno tempo. Anzi, magari in India funzionano meglio. Ma dimmi te. – Arnald
9 gennaio 2010 - 18:24
Mi associo ad Alessandro, ottima analisi.
Vorrei anch’io tanto sapere come facciamo a mandarli a casa, se lo scoprite, fatemi sapere!
9 gennaio 2010 - 18:28
Cara Zia Elle.
Io intendo mandarli a casa tutti. Gira che ti rigira, cambiano simbolo, sigla incomprensibile, faccia, ma sempre loro sono. E da troppi anni. – Arnald
12 gennaio 2010 - 13:24
Ciao “Arnaldo”….
Ci siamo conosciuti un mesetto fa a cena, a casa di Francesca…..e da allora “ti seguo da vicino”….ovvero “clicco, leggo, osservo….rifletto”….
Abbiamo avuto “poco modo” di parlare se non dei vignettisti che piu’ ci sembravano arguti,
ma avendo avuto (io, non tu…) la possibilità in questi giorni di farmi una “piccola” idea di cosa pensi, credo che piu’ che uno scambio sarebbe stato, il nostro, “un angustiato” palleggiarci addosso ragioni condivise….
E comunque non è poco constatare che ci sono persone in giro che in qualche misura hanno il pensiero “orientato piu’ o meno dalla stessa tua parte”….
Ma il punto è (UNICO E FONDAMENTALE), COME SI CAMBIA QUESTO STATO DI COSE….??…
Pur essendo un convinto sostenitore del fatto che l’impercettibile “battito d’ali” che viene da lontano, come ci suggerisce la cultura orientale, in qualche modo crei alla unga “scompiglio e/o cambiamenti” anche dall’altra parte del mondo, mi interesserebbe che “le forze che già si trovano vicine” trovassero un modo “attivo, continuativo, convincente” per ottenere CONCRETEZZA ORA!!!….Anni fa avevo aperto un blog (è pressochè “in disuso” ora ma te ne allego comunque l’indirizzo…ora ne ho uno di cinema che almeno non mi deprime e mi diverte di piu’…) ma la “scarsa partecipazione” o meglio la “totale mancanza di INTERAZIONE CONCRETA mi ha convinto a desistere in breve tempo….
Siamo diventati troppo autoreferenziali…PARLIAMO, SCRIVIAMO, DISCETTIAMO DI TUTTO, ACCRESCIAMO LA NOSTRA CULTURA MA POI LATITIAMO AL MOMENTO DI STRINGERE LE RETI E COGLIERE IL RISULTATO….
QUESTO “FATTO” MI INTERESSA CAMBIARE….
LO DICO A “CHIUNQUE LEGGA” QUESTE RIGHE….
In ultimo volevo commentare “umilmente” ma non con “falsa accondiscendenza” il tuo lavoro, ovvero le tue vignette….debbo dire che alcune, tra le tante che ho “sbocconcellato” le ho trovate senz’altro carine ma poco incisive……magari è “uno stile” (il tuo…), magari a volte una mancanza di “forza” o di “idea forte”…..ovviamente, per me, il termine di paragone è TE versus I PIU’ GRANDI dei quali parlavamo quella sera a tavola (ovvero Vauro, Ellekappa ecc.ecc…)….
Non vedo perchè partire da piu’ in basso….
Ma…..negli ultimi giorni ti stai come “elevando”, ovvero ti vedo “in gran forma”….saranno i “nefasti” fatti di Rosarno a stimolare la tua rabbia e la tua depressione e tradurla in “combustibile buono per la matita”????…….
Scusa magari la ruvida “FRANChezza” ma “questo sono” e non mi sembra carino blandire “tanto per fare”…..
Se non lo avessi capito, comunque, i miei erano “saluti e COMPLIMENTI”….
Un abbraccio……….FRANCO
12 gennaio 2010 - 13:45
Caro Franco,
intanto ti ringrazio per il lungo commento. Condivido in pieno la parte in cui dici che “stringi stringi” non si passa mai dal pensiero all’azione.
Capitolo vignette. Discorso lungo in realtà, ma proverò a essere conciso. Primo, si cresce. Quindi, oggi forse scrivo meglio di due anni fa.
Il secondo punto: spesso sono legate a uno notizia, se le leggi oggi, magari non ti trasportano come avrebbero potuto fare allora.
Terzo punto: molte non sono legate alla notizia, quindi lì diventa questione anche di gusti. Ho amici che mi danno pareri opposti sulla stessa vignetta.
Ecco. Ben contento se frequenti il blog. E spero di rivederti presto. La serata, allora, fu molto piacevole. Saluti alla tua compagna (moglie?) e al gigante biondo ;) – Arnald