Archive for novembre, 2009

La caduta.

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Cari precari,
il No Berlusconi Day si avvicina a tappe forzate.
No, non parlo della manifestazione del 5 dicembre, che comunque vedrà in piazza tanta gente che si è giustamente rotta le balle di questo vecchietto truccato e imparruccato, manco fosse Luigi XIV.
Mi riferisco piuttosto all’evidente conto alla rovescia che la classe politica sta facendo all’uomo che ne decide le sorti ormai da quasi trent’anni.
Ma badate bene, Berlusconi non è stato solo il traino della destra populista, razzista o del popolo dell’evasione fiscale autorizzata, ma l’atto di garanzia che ha fatto sopravvivere i rappresentanti di sinistra alle proprie mancanze. Pensateci bene: a chi poteva convenire dare una spallata a Berlusconi quando si poteva?
Cittadini a parte, a nessuno dei parlamentari, perché dopo sarebbe arrivato il momento della responsabilità: il momento del dover fare qualcosa di concreto.
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Pausa pranzo.

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L’incognita Y.

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Cari precari,
nuova esilarante puntata della sit-com “Fiat Termini Imerese”.
Il nostro eroe dei due mondi Marchionne, dopo aver chiesto altri soldi dei contribuenti per il rinnovo degli incentivi, pianifica di spostare la produzione della Nuova Y in Polonia.
Praticamente si fa pagare da noi per licenziare i nostri operai, chiedendoci, poi, di ricomprare pure le auto.
Nel frattempo, altri poveri cristi si aggiungeranno (con le proprie famiglie) all’esercito di senza futuro che il nostro paese sta fabbricando a ritmo serrato.
Non me ne vogliano gli operai, ma l’auto, per quanto mi riguarda, andrebbe abolita. Non fosse altro perché ormai non porta guadagni, ma solo problemi. La sua produzione, almeno ai miei occhi, non rispetta alcun circolo virtuoso, ma resta fine a se stessa. In breve, o gli italiani cambiano auto una volta ogni due anni, o si abbassa la saracinesca.
A dire il vero, l’alternativa c’è, ma nessuno vuole metterla in pratica, perché obbligherebbe tutti, dallo Stato (vegetativo) ai vertici industriali, fino alle parti sociali, a investire tutto sul turismo.
Come detto tante volte, il turismo metterebbe davvero in moto il famoso circolo virtuoso di cui parliamo, perché per portare gente ai monumenti, nelle città, nei luoghi naturali, sulle spiagge e in montagna, servirà più di un’auto. Dovremmo finalmente costruire infrastrutture serie: ferrovie, strade, treni, pullman, navette, scali aeroportuali migliori. Quante Termini Imerese servirebbero per fare tutto questo?
Per non parlare del personale necessario per tenere in piedi un turismo di questa portata, laureati e non.
Un circolo virtuoso che porterebbe nelle nostre casse molti più soldi di quanti ne possiamo fare con queste fottute automobili. Un circolo virtuoso che farebbe ripartire i consumi e il futuro di un’intera nazione che ha un giacimento inesauribile di storia, cultura, monumenti e bellezze naturali, ma che continua a farselo mettere in culo da un’oligarchia di industriali e politici (si fa per dire) da quattro soldi. – Arnald

Fame.

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Sfida alla crisi.

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Ciao a tutti flessibili e precari,
ieri a Exit, la trasmissione di Ilaria D’Amico, parte della puntata è stata dedicata alla norme antifannulloni del ministro Brunetta, peraltro presente in studio.
Insieme a lui, anzi contro di lui, il presidente dei sindacati che difendono la dirigenza italiana. Una figura alienata che si batteva contro la lingua più feroce del governo con frasi fatte e dichiarazioni patetiche che, alla fine, non facevano che confermare l’irresponsabilità della nostra dirigenza.
Se vi capita rivedetevi la puntata. A me, ha dato lo spunto per parlarvi della nuova fatica di Angela Padrone, giornalista de Il Messaggero, che da sempre si occupa di temi legati al lavoro e che, contrariamente alla trafila di titoli dedicati alla crisi in senso generico, l’ha presa in modo laterale, mettendo al centro del contesto i lavoratori. Il suo nuovo libro “La sfida degli outsider”, adotta tra l’altro un format molto intelligente, anticipando ogni capitolo con un estratto preso da diversi blogger italiani. Di seguito, il capitolo dedicato al tema “precari contro fannulloni”.

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Poteri straordinari.

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Pare che la polizia penitenziaria ci sia andata giù pesante con Stefano Cucchi che, per quanto non fosse un eroe nazionale né un boy-scout (non più quanto meno), non meritava di morire in carcere. Ma su due cose vorrei porre l’accento.
La prima, non facciamo di tutta un’erba un fascio. Quindi non strumentalizziamo l’azione di pochi smerlando tutto il corpo di polizia.
Secondo: che questo evento, come altri, smuovano i nostri politici dai loro party per migliorare finalmente le condizioni di vita e di lavoro nelle carceri. Comprese quelle dei poliziotti che lavorano in uno stato da terzo mondo. – Arnald

www.actainrete.org

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Le dieci risposte.

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Finalmente, cari precari, Silvio nostro ha deciso di rispondere a dieci domande tutt’altro che innocenti. Certo, l’ha fatto attraverso il suo valvassino Vespa, ma almeno ha compiuto lo sforzo.
C’è da dire che l’atteggiamento di Repubblica si stava facendo pesante e io stesso, che non sono un amante del Presidente, cominciavo ad averne piene le palle di cinque pagine fisse e quotidiane sulle puttane e le puttanate di Berlusconi.
Ora, finalmente, potremo tornare a occuparci dei problemi del paese: crisi, occupazione, cassa integrazione, credito alle imprese, infrastrutture, scuola, ecc.
Sempre che ci sia qualche politico determinato ad affrontarli, tra un troiaio e l’altro, s’intende. – Arnald

Suoneria precaria.

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Non sarà ora di licenziare la vostra vecchia suoneria? – Arnald
p.s.: sulla pagina del libro, ne troverete altre.

In verità vi dico.

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Ciao a tutti precari,

leggevo oggi sui giornali che i sindaci di tutta Italia promettono di scendere in strada a distribuire crocifissi in difesa degli italiani. Così ho capito come possiamo ottenere tutto ciò che ci viene tolto o non ci viene dato. Basterà chiedere alla corte di Strasburgo di vietare gli estintori nelle fabbriche, i letti negli ospedali, i banchi nelle scuole per vedere i nostri amministratori fare finalmente qualcosa per noi. – Arnald