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Vite da curriculum.
giu 16

Il ministro Sacconi invita tutti i giovani laureati ad accettare anche i lavori più umili, anche quello di imbianchino, operaio ecc.
Io ormai ho 34 anni e ricordo che quando ho iniziato a lavorare, i miei primi impieghi sono stati proprio i lavoretti di cui ci parla il ministro Sacconi.
Oggi tutti questi lavoretti stanno diventando un obiettivo occupazionale, vuoi perché c’è crisi o perché non c’è posto per tutti in un mercato saturo di laureati e povero di scrivanie.
O forse è anche colpa della politica sui licenziamenti, con gli inviti alle aziende a non licenziare o liquidare personale con 30 anni di servizio alle spalle, ma lasciando semplicemente decadere i contratti a termine dei giovani precari, vero motore dell’innovazione in qualsiasi azienda. E se da una parte è verissimo che molti ragazzi non sono disposti a fare sacrifici da primo impiego, è ancor più vero che sono molti di più quelli che si mettono in gioco e di brutto.
Ma questa epoca ci consegnerà presto solo generazioni di depressi lavoratori precari senza figli e famiglia che vivono con gli amichetti a cinquant’anni, perché non esiste stipendio in grado di sostenere un affitto, una bolletta o una spesa mensile in modo indipendente. Per fortuna che sulle nostre spiagge sbarcano carrettate di gente da mezzo mondo che fa figli anche per noi. Uomini disposti a vivere in dodici in una stanza nera d’affitto e di sporcizia. Donne per le quali “maternità” non ha mai significato welfare. Noi, nel frattempo, ci accontenteremo di imbiancare qualche parete tra uno stage e l’altro. Almeno finché babbo e mamma non creperanno e non ci potranno più dare la paghetta a fine mese per aiutarci a campare. – Arnald


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