Archive for giugno, 2009

Stragi di stato – primo tempo.

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Routine.

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Strani traffici.

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Ciao a tutti flessibili e precari,
c’è chi farebbe di tutto per ottenere soldi, magari vendere anche parti del proprio corpo.
Non lo dico io, ma l’inchiesta da brivido di Repubblica che ci fa vedere come di fronte alla catastrofe economica c’è chi, dopo aver perso la testa, si prepara a perdere un rene o il fegato. Centomila euro, il prezzo medio.
Notizia che completa il quadro delle ultime settimane, dove per cifre simili, c’è chi dava in saldo anche il resto di sé. – Arnald

La profezia.


Vite da curriculum.

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Il ministro Sacconi invita tutti i giovani laureati ad accettare anche i lavori più umili, anche quello di imbianchino, operaio ecc.
Io ormai ho 34 anni e ricordo che quando ho iniziato a lavorare, i miei primi impieghi sono stati proprio i lavoretti di cui ci parla il ministro Sacconi.
Oggi tutti questi lavoretti stanno diventando un obiettivo occupazionale, vuoi perché c’è crisi o perché non c’è posto per tutti in un mercato saturo di laureati e povero di scrivanie.
O forse è anche colpa della politica sui licenziamenti, con gli inviti alle aziende a non licenziare o liquidare personale con 30 anni di servizio alle spalle, ma lasciando semplicemente decadere i contratti a termine dei giovani precari, vero motore dell’innovazione in qualsiasi azienda. E se da una parte è verissimo che molti ragazzi non sono disposti a fare sacrifici da primo impiego, è ancor più vero che sono molti di più quelli che si mettono in gioco e di brutto.
Ma questa epoca ci consegnerà presto solo generazioni di depressi lavoratori precari senza figli e famiglia che vivono con gli amichetti a cinquant’anni, perché non esiste stipendio in grado di sostenere un affitto, una bolletta o una spesa mensile in modo indipendente. Per fortuna che sulle nostre spiagge sbarcano carrettate di gente da mezzo mondo che fa figli anche per noi. Uomini disposti a vivere in dodici in una stanza nera d’affitto e di sporcizia. Donne per le quali “maternità” non ha mai significato welfare. Noi, nel frattempo, ci accontenteremo di imbiancare qualche parete tra uno stage e l’altro. Almeno finché babbo e mamma non creperanno e non ci potranno più dare la paghetta a fine mese per aiutarci a campare. – Arnald

Alieni e alienati.

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A sinistra non si svolta.

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“Pura fantapolitica? È probabile. Ma anche di questo si parla, nel tintinnar di sciabole che prelude all’ennesima, sanguinosa resa dei conti del Pd. “Sfasciare il Pd per salvare il centro-sinistra” è la formula paradossale riassunta da Follini. Ma le incognite sono tante. D’Alema ci pensa. Francheschini è preoccupato. Veltroni medita. Prodi incombe. Fassino aspira. Rutelli scalpita. Viene in mente Arthur Koestler, in “Schiuma dalla terra”: “Passeri cinguettano sui fili telegrafici, mentre il filo trasmette telegrammi con l’ordine di uccidere tutti”. Massimo Giannini, La Repubblica del 10/06/2009.

Ciao a tutti flessibili e precari,
anche queste elezioni sono passate come una tempesta sulla sinistre italiane.
La sinistra radicale, marciando divisa, come da tradizione, non ha raggiunto il quorum che avrebbe ottenuto unita.
L’altra sinistra (si fa per dire), il PD, ha tenuto botta, ma ha comunque pagato caro l’ultimo anno.C’è poco da essere ottimisti, perché anche di fronte a questa sconfitta nessuno si rimette in discussione nel Pd. Anzi, è già partita la corsa ai posti migliori che resteranno vacanti dopo la solita sanguinosa guerra civile. Per mesi ancora, al primo posto nella testa di questi politici ci saranno le poltrone del partito, non la vita di merda dei precari, dei cassintegrati, dei poveri o degli immigrati.
Per mesi ancora litigheranno su chi è più o meno cattolico, chi comunista, chi bravo, chi onesto, chi giusto. Le correnti ricominceranno a tirare e le fondazioni riprenderanno a rosicchiare le fondamenta con turni straordinari di lavoro.
Per mesi vedremo i soliti, retorici, colpevoli politici, che pretendono di rappresentarci anche quando il voto gli dice che nessuno li vuole più e continueranno a sbranarsi per decidere quale direzione deve prendere il partito: se verso il centro o verso sinistra.
Mai che pensino di prendere la direzione dell’uscita e lasciare finalmente il posto a qualcun altro. – Arnald

No camping.

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Spese superflue.

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Licenziamenti.

lavoro_perso.png Ciao precari, ricordatevi di partecipare alla JobMarathon di JOBtalk. – Arnald