Ahahahah mamma mia quant’è vero. Io, oggi, lavoro. Ad ogni modo, ormai penso che il precariato sia un problema fondamentale nel concetto di prospettiva di vita. Mi ha piacevolmente colpito la Daniela Melchiorre dei Liberal Democratici Riformisti perché uno dei punti forti del suo programma è la regolarizzazione del lavoro.
Fortunati – lo si deve dire – tutti quei “fannulloni” che cercando il lavoro (o almeno facendo un po finta di farlo) sono venuti a Roma per fare un colloquio con “Vasco Rossi”.
Arnald, perchè non parliamo di tutti i loro colleghi – non pochi, e decisamente + di loro – che invece il 1° Maggio erano regolarmente al lavoro, un lavoro trovato proprio evitando di andare alla Festa in questione?
La realtà è un paradosso: chi lavora, o il lavoro lo ha, alla Festa dei Lavoratori non va mai.
Chi il lavoro non lo ha, lo cerca e non lo trova o fa finta di cercarlo per rimanere nella sua condizione di nullafacenza, alla Festa dei Lavoratori non manca mai.
fannulloni per il semplice fatto di essere stati a un concerto?
Io questo tuo modo di fare non l’ho mai capito, intendo quello di buttare tutti dentro una categoria, argomentando, a mio avviso, in modo un po’ surreale. Certo che un sacco di gente il primo maggio ha lavorato. Figurati che era uno dei temi da cui sono partito per fare una vignetta dedicata alla data. Ma non è che quelli che il primo maggio non hanno lavorato sono dei fannulloni: sono in ferie. E secondo me non c’è niente di male. Forse conviene annullare questa festa e tenerci quelle di nuova fattura, come la festa dei nonni, quella del vicino di casa e altre perle delle nostre amministrazioni bipartisan.
Dici una cosa molto importante, forte, seria e vera:
“Arnald, perchè non parliamo di tutti i loro colleghi – non pochi, e decisamente + di loro – che invece il 1° Maggio erano regolarmente al lavoro, un lavoro trovato proprio evitando di andare alla Festa in questione?”.
Parliamone. Quanti di loro secondo te si sentono flessibili il primo maggio? Quanti precari? E quanti semplicemente presi per il culo? – Arnald
Arnald:
Certo che un sacco di gente il primo maggio ha lavorato. Figurati che era uno dei temi da cui sono partito per fare una vignetta dedicata alla data. Ma non è che quelli che il primo maggio non hanno lavorato sono dei fannulloni: sono in ferie.
non “in ferie”, che vanno richieste: il primo maggio è riconosciuto come festività in tutti i contratti (come le domeniche, il natale, la pasqua e il 25 aprile), per cui chi lavora il primo maggio o fa i turni o lavora fuori contratto cioè in nero.
Ergo, chi non lavora in nero è un fannullone e si permette pure di andare a sentire Vasco.
Una volta è esisitito un gruppo di estreme sinistra che si chiamava Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, adesso cosa è venuto fuori, il Partito di Unità Aristocratica per il Feudalesimo, con nel programma il ripristino della servitù della gleba… e secondo la più recente storiografia la schiavitù prima della guerra civile era molto produttiva ed efficiente, per non dire delle workhouses per i poveri nella prima rivoluzione industriale e dei campi di lavoro staliniani… qui con la scusa della flessibilità si è finiti con legittimare l’odio per chi lavora, fannullone fino a prova contraria
@Arnald
Le provocazioni sono belle proprio per vedere cosa evocano. In un mondo ovattato come queste, sono rimaste una delle poche cose a tirare fuori il vero dalle persone.
Per questo ci sei sempre stato simpatico come sai, al contrario di altri.
Volentieri parliamone. Non fannulloni per essere stati ad un concerto, quello lo facciamo tutti credo.
Piuttosto, fannulloni per i giorni intorno a quel concerto. E’ paradossale che proprio il I° Maggio concerti del genere – a favore dei lavoratori – siano proprio frequentati in larga parte da chi il lavoro non ce l’ha, e non ha interesse reale ad averlo.
Ecco qui i nostri “fannulloni”.
Ma non solo. Ecco qui i nostri “in ferie”. Che fannulloni forse non sono – ci mancherebbe lo fossero tutti, saremmo già un paese morto – o almeno, non del tutto.
Secondo le ultime valutazioni, il concerto del Primo Maggio è frequentato per il 65% da studenti di vario titolo, dei quali la maggior parte viene per sentire l’artista che suona la sera. Paradossale una intervista televisiva RAI dell’altro giorno ad un gruppo di ragazze milanesi che scendendo dal treno a Termini, alla domanda “siete venute spesso per il concerto a Roma” ha risposto “no, abbiamo fatto sega a scuola ieri per organizzarci meglio e venire a sentire Vasco, altrimenti qui chi ci viene”.
Una parte poi – si parla di un 8% circa – sono soggetti sindacali in pensione (attualmente largamente maggioranza assoluta delle sigle di categoria).
Ci rimane un 27% di gente verso la quale quel concerto è diretto.
Fortunatamente quando si è in ferie si ha davvero ben altro da fare che andare al concerto del Primo Maggio – stare con la propria famiglia? Partire se si ha una minima disponibilità economica? Etc etc.
Il concerto del Primo Maggio è una delle + belle cose che ci sono in giro. Ma non ha + ormai nulla di valenza sociale o politica: è solo un concerto da ascoltare con piacere, se non si ha null’altro da fare.
E’ decisamente un concerto da precari, perchè non crea, ma mantiene, non innova ma invecchia, non motiva ma intristisce, non vive ma sopravvive.
Come si sentano loro il primo maggio conta poco, è quello che dimostrano fuori dal primo maggio che conta – durante un concerto sono tutti capaci a sentirsi, ed essere flessibili.
Ergo, chi non vuole lavorare è un fannullone, chi fa lavorare persone in nero è un delinquente, e sbaglia chi accetta di piegarsi a filosofie di questo genere.
Dispiace tu @Marino possa aver avuto certe brutte esperienze che ti hanno portato forse a parlare così.
Mi trovi d’accordo su un paio di punti. Il primo è che Vasco ha chiaramente stravolto i dati d’affluenza.
Altro punto è il fatto che il primo maggio possa avere ancora una valenza sociale e di memoria storica. Quando vedi salire sul palco personaggi come Angeletti e Bonanni poi, ti viene quasi il sospetto di essere a villa Certosa e non a piazza San Giovanni. Infine, l’ignoranza che serpeggia tra i ragazzi di questa nazione. Pochi giorni fa mi sono amaramente scompisciato a vedere il 90% dei ragazzi non saper rispondere alla domanda: “Sai cos’è il 25 Aprile?”.
Fai tu. – Arnald
Giro dalla lista dei bibliotecari italiani questo post relativo a un bando del comune di Verona:
Oggetto dell’appalto: Servizi bibliotecari
Le ditte devono presentare i nominativi di 7 “collaboratori” (si da’gia’ per scontato che i poveretti non potranno essere ssunti?).
Requisito di studio richiesto: Licenza di scuola media superiore!
Proprio cosi’, non e’ necessaria neanche esperienza pregressa di lavoro in biblioteca, ma solo generiche conoscenze .
Prezzo stabilito a base d’asta, su cui fare il ribasso: EUR 17,00
orarie! Se pensate al ribasso, al minimo margine che dovra’ avere la ditta, ai costi della gara, aziendali ecc., si puo’ immaginare che il
“collaboratore” sara’ ricompensato, se va bene, con 12-13 euro orari.
Andatevi a guardare le tabelle dei contratti di lavoro e vedrete che
quello e’ inferiore al costo LORDO di un addetto alle pulizie (per il quale ci si aggira intorno ai 14 euro).
intanto i miei corrispondenti americani (da tutte e due le coste) si lamentano che non è più possibile trovare facilmente lavori nel settore dell’informatica, e che pure quelli sono pagati meno di dieci anni fa.
1 maggio 2009 - 16:34
Male, rimboccati le maniche e datti da fare, ce n’è per tutti|
1 maggio 2009 - 17:39
Ahahahah mamma mia quant’è vero. Io, oggi, lavoro. Ad ogni modo, ormai penso che il precariato sia un problema fondamentale nel concetto di prospettiva di vita. Mi ha piacevolmente colpito la Daniela Melchiorre dei Liberal Democratici Riformisti perché uno dei punti forti del suo programma è la regolarizzazione del lavoro.
2 maggio 2009 - 14:05
Cioè? – Arnald
2 maggio 2009 - 19:12
Bene o male anche questo 1 Maggio è passato. Chissà se l’anno venturo gli ex lavoratori saranno più di quelli senza “ex”!
4 maggio 2009 - 01:50
Fortunati – lo si deve dire – tutti quei “fannulloni” che cercando il lavoro (o almeno facendo un po finta di farlo) sono venuti a Roma per fare un colloquio con “Vasco Rossi”.
Arnald, perchè non parliamo di tutti i loro colleghi – non pochi, e decisamente + di loro – che invece il 1° Maggio erano regolarmente al lavoro, un lavoro trovato proprio evitando di andare alla Festa in questione?
La realtà è un paradosso: chi lavora, o il lavoro lo ha, alla Festa dei Lavoratori non va mai.
Chi il lavoro non lo ha, lo cerca e non lo trova o fa finta di cercarlo per rimanere nella sua condizione di nullafacenza, alla Festa dei Lavoratori non manca mai.
4 maggio 2009 - 09:43
Mah,
fannulloni per il semplice fatto di essere stati a un concerto?
Io questo tuo modo di fare non l’ho mai capito, intendo quello di buttare tutti dentro una categoria, argomentando, a mio avviso, in modo un po’ surreale. Certo che un sacco di gente il primo maggio ha lavorato. Figurati che era uno dei temi da cui sono partito per fare una vignetta dedicata alla data. Ma non è che quelli che il primo maggio non hanno lavorato sono dei fannulloni: sono in ferie. E secondo me non c’è niente di male. Forse conviene annullare questa festa e tenerci quelle di nuova fattura, come la festa dei nonni, quella del vicino di casa e altre perle delle nostre amministrazioni bipartisan.
Dici una cosa molto importante, forte, seria e vera:
“Arnald, perchè non parliamo di tutti i loro colleghi – non pochi, e decisamente + di loro – che invece il 1° Maggio erano regolarmente al lavoro, un lavoro trovato proprio evitando di andare alla Festa in questione?”.
Parliamone. Quanti di loro secondo te si sentono flessibili il primo maggio? Quanti precari? E quanti semplicemente presi per il culo? – Arnald
4 maggio 2009 - 10:29
Arnald:
Certo che un sacco di gente il primo maggio ha lavorato. Figurati che era uno dei temi da cui sono partito per fare una vignetta dedicata alla data. Ma non è che quelli che il primo maggio non hanno lavorato sono dei fannulloni: sono in ferie.
non “in ferie”, che vanno richieste: il primo maggio è riconosciuto come festività in tutti i contratti (come le domeniche, il natale, la pasqua e il 25 aprile), per cui chi lavora il primo maggio o fa i turni o lavora fuori contratto cioè in nero.
Ergo, chi non lavora in nero è un fannullone e si permette pure di andare a sentire Vasco.
Una volta è esisitito un gruppo di estreme sinistra che si chiamava Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, adesso cosa è venuto fuori, il Partito di Unità Aristocratica per il Feudalesimo, con nel programma il ripristino della servitù della gleba… e secondo la più recente storiografia la schiavitù prima della guerra civile era molto produttiva ed efficiente, per non dire delle workhouses per i poveri nella prima rivoluzione industriale e dei campi di lavoro staliniani… qui con la scusa della flessibilità si è finiti con legittimare l’odio per chi lavora, fannullone fino a prova contraria
4 maggio 2009 - 10:36
Marino ha ragione. Ho detto una cosa sbagliata. Il primo maggio è una festività riconosciuta. Per ora. – Arnald
4 maggio 2009 - 14:38
@Arnald
Le provocazioni sono belle proprio per vedere cosa evocano. In un mondo ovattato come queste, sono rimaste una delle poche cose a tirare fuori il vero dalle persone.
Per questo ci sei sempre stato simpatico come sai, al contrario di altri.
Volentieri parliamone. Non fannulloni per essere stati ad un concerto, quello lo facciamo tutti credo.
Piuttosto, fannulloni per i giorni intorno a quel concerto. E’ paradossale che proprio il I° Maggio concerti del genere – a favore dei lavoratori – siano proprio frequentati in larga parte da chi il lavoro non ce l’ha, e non ha interesse reale ad averlo.
Ecco qui i nostri “fannulloni”.
Ma non solo. Ecco qui i nostri “in ferie”. Che fannulloni forse non sono – ci mancherebbe lo fossero tutti, saremmo già un paese morto – o almeno, non del tutto.
Secondo le ultime valutazioni, il concerto del Primo Maggio è frequentato per il 65% da studenti di vario titolo, dei quali la maggior parte viene per sentire l’artista che suona la sera. Paradossale una intervista televisiva RAI dell’altro giorno ad un gruppo di ragazze milanesi che scendendo dal treno a Termini, alla domanda “siete venute spesso per il concerto a Roma” ha risposto “no, abbiamo fatto sega a scuola ieri per organizzarci meglio e venire a sentire Vasco, altrimenti qui chi ci viene”.
Una parte poi – si parla di un 8% circa – sono soggetti sindacali in pensione (attualmente largamente maggioranza assoluta delle sigle di categoria).
Ci rimane un 27% di gente verso la quale quel concerto è diretto.
Fortunatamente quando si è in ferie si ha davvero ben altro da fare che andare al concerto del Primo Maggio – stare con la propria famiglia? Partire se si ha una minima disponibilità economica? Etc etc.
Il concerto del Primo Maggio è una delle + belle cose che ci sono in giro. Ma non ha + ormai nulla di valenza sociale o politica: è solo un concerto da ascoltare con piacere, se non si ha null’altro da fare.
E’ decisamente un concerto da precari, perchè non crea, ma mantiene, non innova ma invecchia, non motiva ma intristisce, non vive ma sopravvive.
Come si sentano loro il primo maggio conta poco, è quello che dimostrano fuori dal primo maggio che conta – durante un concerto sono tutti capaci a sentirsi, ed essere flessibili.
Ergo, chi non vuole lavorare è un fannullone, chi fa lavorare persone in nero è un delinquente, e sbaglia chi accetta di piegarsi a filosofie di questo genere.
Dispiace tu @Marino possa aver avuto certe brutte esperienze che ti hanno portato forse a parlare così.
4 maggio 2009 - 14:45
Mi trovi d’accordo su un paio di punti. Il primo è che Vasco ha chiaramente stravolto i dati d’affluenza.
Altro punto è il fatto che il primo maggio possa avere ancora una valenza sociale e di memoria storica. Quando vedi salire sul palco personaggi come Angeletti e Bonanni poi, ti viene quasi il sospetto di essere a villa Certosa e non a piazza San Giovanni. Infine, l’ignoranza che serpeggia tra i ragazzi di questa nazione. Pochi giorni fa mi sono amaramente scompisciato a vedere il 90% dei ragazzi non saper rispondere alla domanda: “Sai cos’è il 25 Aprile?”.
Fai tu. – Arnald
4 maggio 2009 - 16:11
Giro dalla lista dei bibliotecari italiani questo post relativo a un bando del comune di Verona:
Oggetto dell’appalto: Servizi bibliotecari
Le ditte devono presentare i nominativi di 7 “collaboratori” (si da’gia’ per scontato che i poveretti non potranno essere ssunti?).
Requisito di studio richiesto: Licenza di scuola media superiore!
Proprio cosi’, non e’ necessaria neanche esperienza pregressa di lavoro in biblioteca, ma solo generiche conoscenze .
Prezzo stabilito a base d’asta, su cui fare il ribasso: EUR 17,00
orarie! Se pensate al ribasso, al minimo margine che dovra’ avere la ditta, ai costi della gara, aziendali ecc., si puo’ immaginare che il
“collaboratore” sara’ ricompensato, se va bene, con 12-13 euro orari.
Andatevi a guardare le tabelle dei contratti di lavoro e vedrete che
quello e’ inferiore al costo LORDO di un addetto alle pulizie (per il quale ci si aggira intorno ai 14 euro).
intanto i miei corrispondenti americani (da tutte e due le coste) si lamentano che non è più possibile trovare facilmente lavori nel settore dell’informatica, e che pure quelli sono pagati meno di dieci anni fa.
meditate gente…
5 maggio 2009 - 00:19
basta con questa storia che non c’è lavoro! bastaaaaaaa! non state con le mani in mano…fate qualcosa… prendete esempio e meditate:
http://www.sivedonocosestrane.it/
ahahah bellissimi!
5 maggio 2009 - 08:13
basta con questa storia della disoccupazione! fate come dice Silvio: non rimanete mai con le mani in mano!
guardate un po’…
http://www.sivedonocosestrane.it/
5 maggio 2009 - 13:09
Fabio, quale dei due commenti vuoi che tolga? :P