Asocial network.

Ciao a tutti flessibili e precari.
Quanti di voi si prendono quel famoso quarto d’ora ogni due ore, per togliere gli occhi dallo schermo del computer?
Personalmente lo faccio poco, visto che non ho neanche il sano vizio del fumo che, per pure questioni di astinenza, obbliga tante persone a mollare gli ormeggi dalla scrivania per raggiungere l’uscita o la sala fumatori.
Però, far pausa dal lavoro fa bene e serve a ricaricare un po’ le pile, a distrarsi e rinfrescarsi le idee. Da un po’, cioè da quando internet è entrato nella sua fase più partecipativa, la pausa corrisponde sempre più spesso non in una camminata verso il bagno o in un caffè alla detestabile macchinetta, ma in un giro su Facebook o in chat su MSN e affini.
Poco male, direte voi, ognuno fa quello che vuole del proprio tempo. Ma che succede se poi, abusando dei nostri strumenti (come sempre accade in Italia) la pausa Facebook si trasforma in attività principale e il lavoro viene relegato nei momenti di pausa? Non vi sembra possibile?
Allora spiegatemi perché molte aziende stanno limitando l’accesso ai social network negli orari di lavoro. Non è solo un problema di abuso del tempo, ma di concentrazione. Lavorare con una persona che passa la giornata a decidere se partecipare al gruppo “Contro qualcosa” o a fare il test “Quanto sei qualcos’altro” ti obbliga a parlare con due neuroni liberi di un cervello completamente rapito da altro.
Insomma, io pure mi diverto molto a chattare e postare, ma non sarà che questi social network, oltre a farci lavorare male, ci rendono anche un po’ asociali? – Arnald



24 marzo 2009 - 16:11
eheheheheh
grande anche il titolo ‘da quanto dura la tua settimana di prova…’!
ma è nuovo o sono io ad averlo notato solo ora??
24 marzo 2009 - 16:15
Ciao,
a dire il vero, tra un insulto e l’altro qui stiamo per compiere due anni. Facciamo scambio di link? – Arnald
24 marzo 2009 - 21:23
‘ma è nuovo o sono io ad averlo notato solo ora??’ mi riferivo al titolo, non al blog:)
ti ho linkato da un pò di tempo:)
passo spesso qui, t ho ’scoperto’ grazie ad emme…
25 marzo 2009 - 15:39
Facebook, blog, social network…sono tentazioni troppo forti!
Diciamo che per molti da quando esiste il web 2.0 la pause in ufficio si sono moltiplicate…caffe’, sigaretta e visita al proprio sito o profilo!
Come uscirne?
Personalmente sono d’ accordo con Oscar wilde:
l’ unico modo per reistere alle tentazioni e’ cedervi!
25 marzo 2009 - 17:49
personalmente facebook mi ha stancato dopo 2 settimane.
complimenti per la vignetta, è proprio uno specchio della società: io ho dei colleghi che hanno il capo, i clienti, i fornitori ecc.ecc. come amici di facebook. io personalmente preferisco separare le due cose e quindi ho utilizzato gli appositi filtri.
cmq se uno non ha voglia di lavorare trova altri mille modi per cazzeggiare (camera caffè docet) quindi io non starei a incolpare, come fanno alcuni giornalisti, i social network.
fra l’altro il quarto d’ora di pausa previsto dalla legge 626 sarebbe per riposare gli occhi dal monitor, quindi passarlo al pc è un po’ un controsenso
25 marzo 2009 - 18:07
Non so Simo,
a me facebook no è che ha stancato, penso solo che se ne faccia un uso estremamene idiota. – Arnald
p.s.: grazie per i complimenti.
25 marzo 2009 - 22:36
il rischio c’è… .
25 marzo 2009 - 23:20
bellissima :)…
senti, ti spiace se la pubblico sul mio profilo facebook ?… ovviamente scrivo che l’autore sei tu e link anche al tuo blog. Se ci sono problemi fammi sapere :)
grazie, ciao.
25 marzo 2009 - 23:38
Antonio, non mi dispiace affatto. Anzi.
Saamaya, la tua risposta mi è sembrata un po’ amara. O sbaglio?
Arnald
7 aprile 2009 - 12:57
Ciao Arnald,
hai letto dello studio che lega la frequentazione del web 2.0 in orario di lavoro ad un aumento della produttivita’?
Se ti interessa se ne parla nel mio blog.
Un saluto
7 aprile 2009 - 13:12
Ciao Simon,
sì ho letto dello studio, ma secondo me lascia il tempo che trova. Mi spiego: avere delle distrazioni è una cosa assolutamente sana e serve a ripulire un po’ la testa dal peso dell’impegno e della concentrazione. Ti faccio un esempio. Se vai a registrare un pezzo musicale, dopo tot ore di lavoro, si mette un disco di un genere completamente diverso da quello che si sta registrando, per spezzare l’appiattimento sonoro del nostro udito. Senza questa distrazione, i pezzi uscirebbero tutti male.
Ma il discorso che faccio io è proprio un altro. Secondo me si passa più tempo in rete di quanto serva non trovando neanche il tempo di concentrarsi realmente su un progetto qualsiasi. Insomma, nella mia esperienza lavorativa vedo che c’è un abuso di mezzi che ti distoglie completamente da lavoro, non quel tanto che basta per fartelo fare meglio. – Arnald