Contratti terminali.

Salve Precari.
Dite la verità. Quanti di voi stanno facendo il conto alla rovescia per sapere se finiranno nella statistica dei contratti non rinnovabili?
Quanti di voi sanno già che non c’è speranza di rinnovo e hanno smesso di mettere qualsiasi passione nel lavoro? Quanti si ritrovano senza soldi per l’affitto? O per il mutuo?
Beh, molti precari, presto, finiranno col culo per terra e non ci sarà nessuno a tirarli su.
Il governo per primo se ne lava le mani dicendo che non può mica salvare tutti: mica si può fare un lodo salva precari. Sti cazzi dei precari, no?
Non parliamo nemmeno dei due sindacalisti leccapalle né del leggero ritardo (appena dieci anni) della sinistra sulla questione dei contratto a termine.
Piuttosto, cerchiamo di capire come creare occupazione e far uscire vivo dalla crisi chi ci entra.
Avete idee? Proposte?
Sono esentati da questa domanda tutti gli onorevoli (si fa per dire) deputati e senatori, sindaci, presidenti di regione e provincia, consiglieri comunali, consiglieri regionali, portaborse, sindacalisti, sinistra extraparlamentare, presidenti di circolo politico. Praticamente il 60% della popolazione italiana. – Arnald
p.s.: sarebbe carino, anche solo come gesto se qui bravi ragazzi che ci governano si decurtassero lo stipendio base (14.000 euro vero?) come gesto di decenza, oltre che di umanità verso le finanze dissestate di questa nazione.



3 marzo 2009 - 23:11
Arnald,
guarda che non sono solo i precari ad aspettare la loro sorte…
Io, con circa altri 7.000 colleghi, nel solo 2008 con contratto a tempo indeterminato (ma che senso ha ormai questo termine?) siamo in piena mobilità… o meglio cassa integrazione… e dopo pensi che ci sarà un dopo? E premetto che il mio settore, in realtà, non è in crisi…non ho mai sentito un ammalato prendersi il lusso di non ammalarsi…e quindi di non comprare farmaci… La verità è che è tutto pilotato…A qualcuno questa crisi conviene…
Anna
4 marzo 2009 - 10:26
Hai ragione Anna.
Questa crisi sta provocando un appiattimento evidente tra la condizione di precario da contratto e di precario futuro da posto fisso.
Però devi ammettere che nella PA non sarà così facile liberarsi di chi ha un posto fisso, rispetto a quelli come te che lavorano per colossi privati (oltretutto in buona salute). – Arnald
4 marzo 2009 - 12:44
ecco il link all’articolo di Luciano Gallino su Repubblica di oggi:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/crisi-18/lavoro-gallino/lavoro-gallino.html
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Le persone che raccontano le loro esperienze di senza lavoro rientrano abbastanza chiaramente in due gruppi diversi. Ci sono quelle ancora giovani, al massimo trentacinquenni, che si interrogano sul perché il mondo della produzione non riesce più a trovar loro un’occupazione; e quelle sui 45-50 anni e oltre, le quali hanno compreso che per lo stesso mondo sono ormai troppo anziane.
Del primo gruppo colpisce soprattutto il fatto che i titoli di studio elevati sembrano servire poco per trovare o mantenere un posto di lavoro qualificato, coerente con gli studi fatti. Hanno due o tre lauree, un paio di master, tre o quattro specializzazioni, significative permanenze all’estero.
Invece si ritrovano a fare il garzone di cucina in un fast food, la badante o l’addetto alle pulizie sui vagoni delle ferrovie. Con paghe effettive da 6 euro l’ora, quando va bene 800 al mese. Naturalmente con un contratto a breve scadenza.
Non è un paese per giovani, l’Italia. Non è nemmeno un paese per vecchi; laddove vecchio, aziendalmente parlando, significa aver passato i quaranta. In questo secondo gruppo i disoccupati che si raccontano sono in prevalenza dirigenti d’azienda, funzionari della PA, tecnici con una lunga pratica di laboratorio, esperti di informatica. Rappresentano un patrimonio immenso di conoscenze, competenze professionali, abilità accumulate in decenni di lavoro.
L’altro elemento in comune è il risentimento, se non la rabbia, verso chiunque svolga un ruolo in campo economico. La politica, il governo, i partiti, la pubblica amministrazione, gli enti locali, le imprese grandi e piccole, i singoli imprenditori, i manager, lo stato: tutti sono oggetto di sprezzanti giudizi.
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comunque non credo che il 60% degli italiani campi di politica, come dici.
4 marzo 2009 - 18:03
Propongo di ridurre del 20% lo stipendio dei quadri e dirigenti aziendali, insieme a tutti i loro benefit aziendali.
I soldi risparmiati vengano utilizzati per assumere neolaureati e rinnovo dei contratti dei precari.
Forse è un po’ qualunquista questa soluzione ma è un inizio e un segnale di speranza. Dopo questo gesto si inizi una VERA POLITICA di crescita: investimento sulla ricerca e sull’innovazione!
5 marzo 2009 - 09:15
Qui si assume: 1600 offerte di lavoro e più nelle aziende italiane
Rosanna Santonocito Job24 – Il Sole 24 Ore
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/qui-si-assume/trend-scenari/quisiassumeapre-4032009.shtml?uuid=a41c62ca-082a-11de-bd54-016680bc9313&DocRulesView=Libero
Secondo loro il 45% delle aziende continua ad assumere. (salvo poi accertare che sono per lo più posti di agenti commerciali e simili)
Invitano addirittura le aziende (dando un indirizzo e-mail) a segnalare chi di loro fa assunzioni.
Sarà un appuntamento fisso ogni settimana di Job 24.
E mò voglio proprio vedere chi si precipita a scrivergli…………ve lo farò sapere
buona giornata a tutti
Zia Elle
5 marzo 2009 - 12:06
Scusate, se mi intrometto.
Sono un fannullone, 48 anni, una laurea, un’abilitazione professionale, 25 anni di cantiere, 12 di Ufficio Tecnico comunale… prendo 1.200,00 Euros al mese, perchè ho pestato i piedi ad un noto professionista di scuderia leghista … semplicemente chiedendogli di fare il suo lavoro per bene.
Ho usato la parola Euros in quanto mi sembra di essere nello Stato Libero di Bananas.
5 marzo 2009 - 12:37
A proposito di proposte concrete
una cosa che ho trovato in rete
http://www.istitutoinnovazione.eu/download/le_politiche_dell_innovazione.pdf
5 marzo 2009 - 12:42
Cara Zia Elle,
Rosanna Santonocito sta avanti.
Marino, grazie per il link.
Luigi. Perché inizi con “fannullone”?
6 marzo 2009 - 12:06
dalla rubrica Voci dal precariato:
http://www.unita.it/news/82470/noi_comparse_noi_fantasmi_dobbiamo_elaborare_un_pensiero
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Io sono iscritta a un dottorato di ricerca senza borsa di studio. Se c’è tanto allarme perché presto i dottorandi e i ricercatori spariranno dimenticati, noi senza borsa questa condizione la viviamo da sempre. Mai nessun distinguo, invisibili. Ma non riesco ad abbandonare.
Per guadagnare faccio l’impiegata con una borsa di studio. Ripeto, di studio. Non sono contata nel personale, quando ci sono solo io è come se non ci fosse nessuno, sono invisibile. Tuttavia ogni giorno apro la porta, rispondo al telefono, rispondo alle mail, e non studio affatto, lavoro. Sono ricattabile, anche se ho capito tutto devo far finta di no e ringraziare per l’opportunità formativa che mi stanno dando.
Per il nido comunale di mia figlia, se non fosse per un altro lavoro saltuario, sarei madre non lavoratrice. Però faccio 36 ore la settimana. Non ho maternità, non godo di un trattamento previdenziale. Non avrò mai un TFR. La borsista non è una madre lavoratrice, però lavora.
Mi ripeto continuamente… questi sono i migliori anni della mia vita…
Il problema più grosso è l’invisibilità. Se sei invisibile non hai prospettive, non hai un futuro.
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e pensare che a noi sembrava brutto negli anni ‘70 e ‘80.
11 marzo 2009 - 02:36
@Ziaelle
Hai centrato una parte del problema. Questi titoli quale quello che citi sono solo degli specchietti per le allodole, costruiti ad arte per attrarre l’attenzione.
E’ paradossale che una giornalista stipendiata profumatamente come Rosanna venga a raccontare certe cose, o ci si ride sopra, oppure viene un po il voltastomaco.
@Arnald
Attendiamo il tuo puntuale contrasto alle parole dette a zia elle.
11 marzo 2009 - 11:01
No cicci belli, non ci entro in questo vostro terreno paludoso. Le vostre beghe con (contro?) la Santonocito ve le risolvete a casa vostra. Io e Rosanna abbiamo un buon rapporto, ma questo non ci toglie il gusto dello scontro. Lo facciamo con onestà senza invadere altri blog per creare un fuoco incrociato. – Arnald
12 marzo 2009 - 14:53
La nostra rivolta a te era una battuta – se non ti sembrava chiaro ora ne puoi avere la conferma.
Senza offesa ne per te, è solo la fotografia della realtà – stare avanti vuol decisamente dire altro.