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Ciao a tutti precari,

a noi italiani per mettere su una catastrofe ogni tanto non serve una crisi finanziaria che ruba risorse. Basta applicare una politica sconsiderata per qualche decennio e creare centinaia di presupposti di strage. È successo anni fa a San Giuliano, dove perlomeno (si fa per dire) fu un violento terremoto a far crollare una scuola.
A Torino è stato sufficiente sbattere una porta per far venir giù il soffitto di un’aula e ammazzare un ragazzino di diciassette anni e renderne forse un altro paraplegico. Lode e onore a questo paese di merda che si batte con le unghie e i denti per non far morire Eluana o per difendere cause perse aggrappati alle ideologie sconquassate di politici e benpensanti di ogni risma, ma che non fanno di niente per la sicurezza nelle scuole o nei posti di lavoro.
La scuola statale è davvero la sala d’aspetto per l’ingresso nella società incivile. Banchi e sedie rotte, bagni fatiscenti sono la norma; Gli incidenti come quello di Torino, indimenticabili lezioni di vita italiana. – Arnald