Archive for novembre, 2008
Predestinati.
nov 30

Ciao a tutti flessibili e precari.
La settimana scorsa sono successe molte cose, dalla social card ai primi provvedimenti per i precari che perderanno il lavoro, ma ciò su cui mi vorrei concentrare ora sono altre due notizie.
La prima è l’ennesima bocciatura consecutiva (la terza) per Renzo Bossi, figlio dell’Umbertone nazional-padano. Non c’è niente da fare, questo ragazzo proprio non ci riesce a passare la maturità e ovviamente il suo babbo non ha niente di meglio da fare che prendersela con gli insegnanti che lo hanno bocciato. Non lo sfiora nemmeno il pensiero di aver messo al mondo un figlio limitato o quanto meno di averlo cresciuto tale.
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Per chi suona la campanella.
nov 25

Ciao a tutti precari,
a noi italiani per mettere su una catastrofe ogni tanto non serve una crisi finanziaria che ruba risorse. Basta applicare una politica sconsiderata per qualche decennio e creare centinaia di presupposti di strage. È successo anni fa a San Giuliano, dove perlomeno (si fa per dire) fu un violento terremoto a far crollare una scuola.
A Torino è stato sufficiente sbattere una porta per far venir giù il soffitto di un’aula e ammazzare un ragazzino di diciassette anni e renderne forse un altro paraplegico. Lode e onore a questo paese di merda che si batte con le unghie e i denti per non far morire Eluana o per difendere cause perse aggrappati alle ideologie sconquassate di politici e benpensanti di ogni risma, ma che non fanno di niente per la sicurezza nelle scuole o nei posti di lavoro.
La scuola statale è davvero la sala d’aspetto per l’ingresso nella società incivile. Banchi e sedie rotte, bagni fatiscenti sono la norma; Gli incidenti come quello di Torino, indimenticabili lezioni di vita italiana. – Arnald
La moderna arte del mobbing.
nov 20

Ciao a tutti flessibili e precari,oggi si parla di mobbing: l’arte di far sentire inadeguato un lavoratore e di minacciarlo con sistemi più o meno sottili. In Italia abbiamo una vera e propria scuola di specializzazione in questo campo e sono centinaia di migliaia gli esempi di lavoratori finiti nelle mani di aguzzini di merda pronti a tutto pur di spingerli alle dimissioni.
Se ne parla sul sito de ilSole24ORE e sul blog curato da Rosanna Santonocito, JobTalk.
E voi che ne pensate? Per esempio, non trovate che il precariato, nella sua forma italiana non sia in qualche modo una evoluzione perversa del mobbing? – Arnald
Conversione e riconversione.
nov 16

Ciao a tutti flessibili e precari.
Ieri i grandi del pianeta si sono riuniti a Washington per discutere i problemi del mondo e cercare una prima soluzione alla crisi. Diciamo che hanno rinviato il tutto al 31 Marzo, giorno in cui si rivedranno, ma senza Bush per riscrivere le regole della finanza internazionale.
Hanno ribadito la voglia di salvare il liberismo ed evitare forme di protezionismo deleterie al libero scambio, ma la missione sarà più dura di quanto si possa immaginare.
La fede nel liberismo è caduta di fronte all’evidenza dei fatti: l’economia mondiale abbandona i dettami del Mago Greenspan Zurlì e adesso tutti si convertono all’etica e aspettano il Mosè che ci porterà fuori dal deserto della crisi. Che questo Mosè debba essere Obama sembra ormai accettato da tutti, ma io ci vedo un ultimo atto di deresponsabilizzazione dei potenti che preferiscono attendere l’uomo forte su cui scaricare tutti i problemi accumulati in otto anni di amministrazione Bush negli Usa e di riflesso nel mondo.
Negli States, ha raccontato Obama durante la sua prima conferenza stampa da Mr President, in un anno sono stati persi un milione e duecentomila posti di lavoro. Insomma, una vera catastrofe.
Obama ha deciso di intervenire e per questo, ben prima del suo insediamento nello studio ovale, comincerà a lavorare con Goerge per rimettere in moto l’economia.
L’America è una terra grande, ricca di risorse e con un’industria e un mercato interno che possono tornare a lavorare in sinergia, garantendo la rinascita di un’economia ora in grande stato di deflazione, oltre che recessione. Per deflazione si intende, detto in soldoni, il continuo rinvio di acquisti da parte dei consumatori “perché i prezzi caleranno ancora e quindi conviene aspettare”.
Chiaramente gli aiuti che la coppia Obama-Biden daranno all’economia americana non si limiteranno a mettere una pezza ai redditi dei poveracci, ma a rimettere in moto il mercato del lavoro creando domanda e offerta, e facendo ripartire la costruzione di infrastrutture.
Insomma, Obama non ha nessun interesse a farli diventare consumatori depressi, ma preferisce farli rientrare in un meccanismo di produzione e soddisfazione di consumi.
Cosa accade invece qui da noi?
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Trovare lavoro non è mai stato così idiota.
nov 11


Ciao precari,
godetevi queste due perle di saggezza pubblicitaria qui sopra.
infojobs.it e miojob.repubblica.it, due agenzie che pretendono di trovarvi lavoro, hanno deciso di comunicare la loro “mission” aziendale nel peggiore di modi possibili, cioè con una frasetta fatta, buttata lì.
Immagino quanto avranno sudato per giungere a questa verità suprema: trovare lavoro non è mai stato così facile (o semplice).
Certo che le altre agenzie trova-lavoro si troveranno in crisi perché la creatività l’hanno esaurita queste due.
Allora, facciamo i bravi e consigliamo altri claim tanto creativi per le altre aziende sul mercato:
1 – Trovare lavoro non è mai stato così agevole.
2 – Trovare lavoro non è mai stato così comodo.
3 – Trovare lavoro non è mai stato così agibile.
4 – Trovare lavoro non è mai stato così gradevole.
5 – Trovare lavoro non è mai stato così fattibile.
6 – Trovare lavoro non è mai stato così accessibile.
7 – Trovare lavoro non è mai stato così realizzabile.
Tutto chiaro? – Arnald
Nobili intenti.
nov 10

Ciao a tutti flessibili e precari,
riprendo questo post per pubblicare questo articolo di Giuliano Foschini, uscito oggi con La Repubblica.
Una bella storia d’affetto di un padre verso il figliolo. Lo solita storia di nepotismo all’italiana.
Buon amaro divertimento:
FOGGIA – Antonio Muscio lo aveva confessato ad amici e colleghi il giorno del commiato: “Questa è stata la mia seconda casa”. Questa è l’Università statale di Foggia che Muscio ha fatto nascere e poi ha guidato per nove anni, fino al 31 ottobre scorso quando ha ceduto l’incarico al nuovo eletto, il professor Giuliano Volpe. Prima di quella data, però, il docente ordinario di Zootecnia speciale alla facoltà di Agraria ha voluto fare un ultimo, personale regalo ai docenti e agli studenti che lo hanno accompagnato “in questi anni indimenticabili”: suo figlio. Il 30 ottobre, infatti, un giorno prima di lasciare l’ateneo, Antonio Muscio ha firmato il decreto rettorale con il quale ha assunto Alessandro Muscio, fresco vincitore di un concorso da ricercatore in Economia applicata alla facoltà di Agraria.
Il giovane professore, dicono i tre commissari della selezione, è stato più bravo di cinque partecipanti: ottime le prove, ma soprattutto buonissimo il curriculum. Muscio junior, laureato a Foggia, si è specializzato nel Sussex e poi ha girato per mezza Italia. Ha lavorato per la Luiss e per Finmeccanica, ha sei pubblicazioni, di cui quattro uscite in Inghilterra. Leggi il resto »






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