studenti_protesta.png

Ciao a tutti flessibili, precari e studenti, il decreto Gelmini è diventato legge.
Questa è l’indegna conclusione di un’alternanza di governo che da sempre ha fatto di tutto per servire i potenti, le scuole cattoliche e private, tagliando di volta in volta le risorse dell’istruzione pubblica e della ricerca.
Questo non vuol dire che i governi non si interessano a voi, tutt’altro. Per i nostri politici è importante fare in modo che gli italiani non abbiano un barlume di cultura e conoscenza.
È importante che nascano generazioni di cittadini idioti che si bevano tutto quello che passano le tv e i tg sempre più simili a programmi di svago che a momenti d’informazione.
È importante togliere forze alla scuola e all’università perché voi tutti, dopo esservi precocemente indebitati con mini-mutui per studiare, andiate a ingrossare le file dei disgraziati che pagano master a botte di 10.000 euro per avere, non un posto di lavoro, ma uno stage retribuito come se voi foste dei volontari della Croce Rossa.
E adesso? Gli scenari sono tanti, ma ciò che più salta agli occhi è che questo taglio porterà conseguenze disastrose nel futuro dei ricercatori e degli studenti e dell’intera società.
Cari studenti, dovete scegliere il futuro dei vostri cervelli: qui se non fate i bagagli se li prende il bagaglino e tanti saluti. D’altra parte Berlusconi è stato chiaro e vuole dare più forze ancora alla scuola privata. Non che cambi molto, dico io, visto che quella “pubblica” è da secoli in mano a parenti di sangue e acquisiti: la solita oligarchia di stronzi che restano sempre a galla di fronte a qualsiasi terremoto finanziario e che in questi giorni sfilano nelle piazze insieme ai ragazzi.
Ma il clima politico è a dir poco rovente e i toni usati da certi personaggi sempre più esasperati ed arcigni. Già dopo le elezioni e l’uscita di scena dell’idiota e retrograda sinistra radicale (che tutto ha fatto meno che cogliere la voce dei suoi militanti più giovani), si poteva temere la formazione di nuove frange estreme e violente. Ora, con la rivolta studentesca questa è una certezza; possiamo dire lo stesso per le forze di estrema destra.
Dove un tempo c’era la classe operaia a sventolare i malanni della nostra società ora si presentano gli studenti: ragazzi disillusi, informati, navigatori del web, che niente o quasi hanno a che fare con la polverosa retorica della nostra politica. Ragazzi che preferiscono di gran lunga organizzarsi e agire (lo stanno dimostrando), magari senza pensare alle conseguenze. Siamo a una svolta obbligata e questo è il momento di cogliere questi frutti acerbi dei nostri tempi prima che ci facciano ingoiare la loro parte più aspra.
La riforma Gelmini, quanto meno, ha scoperto definitivamente i nervi di una “istruzione” che si porta dietro gli errori di decenni di politica, ma la nuova legge (per fortuna) è destinata a sparire per mano di un referendum. C’è chi dice che il 2010 (anno in cui si dovrebbe votare) è lontano, ma in realtà due anni passano presto. La sua è una morte annunciata. – Arnald