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Cari precari,
oggi parliamo di un altro grande dell’industria italiana.
Il sig. Marchionne, amministratore delegato della Fiat.
Oggi, mentre la nostra economia se ne va a farsi fottere, il caro Marchionne ha stretto un accordo con la Serbia per aprire stabilimenti Fiat e produrre qualcosa come 300.000 auto.
Niente male, considerando che poi mette gli operai italiani in cassa integrazione.

Ma è ovvio che la forza-lavoro serba costa meno, non ha sindacati e scioperi e permette a questo cialtrone e tutta la cricca di apparentati e soci di fare quello che vogliono, senza starsi troppo a preoccupare delle conseguenze.

Intendiamoci, non che qui lo facciano. Se gli muore qualcuno in fabbrica le inchieste cadono nel dimenticatoio; se qualcuno sciopera, basta fare finta di niente.

Ma che volete, evidentemente a questi industriali del cazzo da fastidio anche un titolo sul giornale in cui si parla di qualche merdoso operaio morto o di qualche sindacalista che osa chiedere un aumento di stipendio.

La domanda è: perché quando questa fottuta Fiat va male, io gli devo pagare i debiti?

Perché devo mantenere lo stile di vita di questi schifosi che per ringraziarci delocalizzano le industrie fuori dal paese togliendo lavoro ai nostri operai? – Arnald

p.s.: rileggetevi questa chicca in cui il nostro Sergio si definisce il più precario della Fiat. Questo significa che ha già finito il suo stage?