Archive for ottobre, 2008

La legge del taglio.

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Ciao a tutti flessibili, precari e studenti, il decreto Gelmini è diventato legge.
Questa è l’indegna conclusione di un’alternanza di governo che da sempre ha fatto di tutto per servire i potenti, le scuole cattoliche e private, tagliando di volta in volta le risorse dell’istruzione pubblica e della ricerca.
Questo non vuol dire che i governi non si interessano a voi, tutt’altro. Per i nostri politici è importante fare in modo che gli italiani non abbiano un barlume di cultura e conoscenza.
È importante che nascano generazioni di cittadini idioti che si bevano tutto quello che passano le tv e i tg sempre più simili a programmi di svago che a momenti d’informazione.
È importante togliere forze alla scuola e all’università perché voi tutti, dopo esservi precocemente indebitati con mini-mutui per studiare, andiate a ingrossare le file dei disgraziati che pagano master a botte di 10.000 euro per avere, non un posto di lavoro, ma uno stage retribuito come se voi foste dei volontari della Croce Rossa.
E adesso? Gli scenari sono tanti, ma ciò che più salta agli occhi è che questo taglio porterà conseguenze disastrose nel futuro dei ricercatori e degli studenti e dell’intera società.
Cari studenti, dovete scegliere il futuro dei vostri cervelli: qui se non fate i bagagli se li prende il bagaglino e tanti saluti. D’altra parte Berlusconi è stato chiaro e vuole dare più forze ancora alla scuola privata. Non che cambi molto, dico io, visto che quella “pubblica” è da secoli in mano a parenti di sangue e acquisiti: la solita oligarchia di stronzi che restano sempre a galla di fronte a qualsiasi terremoto finanziario e che in questi giorni sfilano nelle piazze insieme ai ragazzi.
Ma il clima politico è a dir poco rovente e i toni usati da certi personaggi sempre più esasperati ed arcigni. Già dopo le elezioni e l’uscita di scena dell’idiota e retrograda sinistra radicale (che tutto ha fatto meno che cogliere la voce dei suoi militanti più giovani), si poteva temere la formazione di nuove frange estreme e violente. Ora, con la rivolta studentesca questa è una certezza; possiamo dire lo stesso per le forze di estrema destra.
Dove un tempo c’era la classe operaia a sventolare i malanni della nostra società ora si presentano gli studenti: ragazzi disillusi, informati, navigatori del web, che niente o quasi hanno a che fare con la polverosa retorica della nostra politica. Ragazzi che preferiscono di gran lunga organizzarsi e agire (lo stanno dimostrando), magari senza pensare alle conseguenze. Siamo a una svolta obbligata e questo è il momento di cogliere questi frutti acerbi dei nostri tempi prima che ci facciano ingoiare la loro parte più aspra.
La riforma Gelmini, quanto meno, ha scoperto definitivamente i nervi di una “istruzione” che si porta dietro gli errori di decenni di politica, ma la nuova legge (per fortuna) è destinata a sparire per mano di un referendum. C’è chi dice che il 2010 (anno in cui si dovrebbe votare) è lontano, ma in realtà due anni passano presto. La sua è una morte annunciata. – Arnald

Occupazioni.

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Facciamo il punto.

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Dunque precari,

facciamo il punto di questi ultimi tempi o non ci capisco più niente.
Parleremo un po’ di politica, ma quel tanto che basta per non essere faziosi né qualunquisti.
Io non amo i post troppo lunghi, quindi perdonate questa eccezione.
Diciamo che per comodità dividerò il post in punti, così se non vi interessa un argomento potrete saltarlo direttamente.

Punto primo, la crisi dei mercati.
Non ci si capisce molto e come dice un mio caro amico, se mettessimo a confronto le prime pagine dei giornali di giorno in giorno, capiremmo da subito che anche la stampa sta giocando con la nostra salute mentale, solo perché ossessionata dai titoli eclatanti.
Quindi, oggi le borse vanno a picco, domani toccherà andare sulla luna per trovare la fine di quel grafico che tiene in piedi le sorti del mondo.
Parlando in soldoni (che non ci sono più), questi beati santi finanzieri hanno fatto investimenti e speculazioni con denaro che non esisteva, se non sulla carta come promessa di pagamento per chi aveva acceso un mutuo negli States. Diventando i compratori di case insolventi verso le banche, la montagna di carta spacciata per soldi, torna ad essere carta e anche di infimo valore.
Insomma, tutto è cominciato così (almeno credo, anche se a occhio c’è molto di più sotto), ma ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo.
Ora per esempio, l’intervento statale può avere due risultati: da una parte rallentare la morte di questo sistema rendendo la caduta meno dolorosa, dall’altra accelerarla. In Italia finiremo senza dubbio sulla seconda ipotesi per un motivo molto semplice: i soliti noti plasmati sul modello geronzi-tanzi&co., si mangeranno tutta la torta a disposizione lasciandoci riccamente nella merda.

Punto secondo. Le emissioni di CO2.
Qui da noi, si sa, l’agenda politica la dettano le grandi forze industriali e della finanza. Basti pensare che la Panda (o la Punto o il modello che vi pare), ha chiesto a Marchionne di chiedere al governo di chiedere all’Unione Europea di non abbassare i livelli di CO2 per non mettere in crisi la nostra industria dell’auto. E non dite che non è vero, perché quello non è mica scemo e ha cominciato a lamentarsi da parecchi mesi.

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La camorra ha Fede.


Ciao a tutti precari.

Emilio Fede ha detto la sua su Roberto Saviano e  lo ha fatto nel peggiore dei modi possibili.
Che Saviano abbia guadagnato soldi con Gomorra , tra libro e film, nessuno lo mette in dubbio.
Ma non sono sufficienti a giustificare una vita da esule in terra propria, continuamente sotto scorta per aver messo a nudo le porcherie di una nazione intera, collusa e fusa con la camorra.
E che fa il nostro Emilio? Invece di difendere una delle poche personalità che ha avuto le palle di tirar fuori nomi e cognomi, si mette a giudicare il fatto che Saviano viva sotto scorta e che in fondo  ci guadagna a fare ‘sta vita di merda.
E poi, anche il nostro Emilio vive sotto scorta. Forse per difendersi dai pazzi che hanno fondato un fan club di lecca culo inneggianti al suo professionalissimo ruolo di giornalista lecca palle di Berlusconi.
Fede sei una vergogna. Tu , i tuoi privilegi e l’uso che fai della penna.
Con le tue parole non fai che dar credito a tutti quelli che vorrebbero affossare intellettuali veri come Roberto Saviano e non i dementi lampadati come te e il tuo padrone.
Da questo paese disgraziato se ne va Saviano, ma sarebbe meglio se te ne andassi tu. – Arnald

Countdown.

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Si salvi chi può.

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Ciao Precari,

Mentre Striscia la Notizia ci racconta del rubinetto che perde della signora X e le Iene ci parlano degli scandali della tangente sull’ambulanza privata (chissà da chi hanno imparato), Report, trasmissione dove nessuno sculetta e ride a tempo con le risate finte, scoperchiava un piano per fotterci e salvare gente come Geronzi e Tanzi dalle proprie responsabilità di fronte alla legge.
Questo è lo Stato? Una carogna ributtante di vermi che si affollano nei palazzi di potere per accedere a privilegi o per salvarsi da una disonorevole condanna ad arresti domiciliari, in ville di migliaia di metri quadri?
E tutto questo mentre a colpi di frusta si prova a salvare posti di lavoro e famiglie da un baratro sempre più alto: spaventoso.
Ma a questi politici non interessa. Loro sono troppo impegnati a piazzare mogli e amanti a far carriera. Amici e parenti a far consulenze che non servono. A mettere nelle posizioni strategiche persone che non hanno ricevuto alcuna educazione per starci se non l’arroganza non più di una casta, ma di una vera e propria oligarchia di potenti sempre più ricchi, sempre più distanti: sempre più imprendibili dalla legge.
Dirigenti che non si fanno mai da parte e che si tengono duemila cariche pubbliche e private con stipendi e liquidazioni da record: e il più delle volte solo per far fallire le società che dovrebbero rendere solide.
Uomini e donne che ti guardano dall’alto verso il basso e per i quali sei merce sacrificabile alla loro causa e al loro conto in banca. Uomini e donne che quotidianamente umiliano umanamente ed economicamente le nuove generazioni che possono solo aspirare al nulla. – Arnald

Indietro tutta.

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Elementareset.

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La crisi nella crisi.

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Ciao a tutti Flessibili e Precari.
O forse vi devo chiamare camerati. Fatto sta che questo paese sta scivolando sempre più velocemente in reazioni di giustizia sommaria e soprattutto preventiva. Neri ammazzati, cinesi pestati, prostitute perseguitate (non i loro sfruttatori: papponi e clienti), polacchi, albanesi, romeni ecc.
Perseguitati in mille modi: da chi li sfrutta, fino a chi li odia perché lasciandosi sfruttare abbassano il livello dei salari e dei diritti sul lavoro.
Non so voi come la pensate, ma la nostra cronica crisi economica nasce da una crisi di valori che in questo paese non si sono mai sviluppati.
Il mal governo continuo e costante ci ha portati a essere poveri di spirito, di idee e di soldi.
Troppo difficile rimboccarsi le maniche e cambiare, mettendo la nostra classe politica (intera) di fronte alle sue responsabilità.
Meglio prendersela con il debole, povero, disadattato, microcriminale di turno. – Arnald

In culo agli operai.

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Cari precari,
oggi parliamo di un altro grande dell’industria italiana.
Il sig. Marchionne, amministratore delegato della Fiat.
Oggi, mentre la nostra economia se ne va a farsi fottere, il caro Marchionne ha stretto un accordo con la Serbia per aprire stabilimenti Fiat e produrre qualcosa come 300.000 auto.
Niente male, considerando che poi mette gli operai italiani in cassa integrazione.

Ma è ovvio che la forza-lavoro serba costa meno, non ha sindacati e scioperi e permette a questo cialtrone e tutta la cricca di apparentati e soci di fare quello che vogliono, senza starsi troppo a preoccupare delle conseguenze.

Intendiamoci, non che qui lo facciano. Se gli muore qualcuno in fabbrica le inchieste cadono nel dimenticatoio; se qualcuno sciopera, basta fare finta di niente.

Ma che volete, evidentemente a questi industriali del cazzo da fastidio anche un titolo sul giornale in cui si parla di qualche merdoso operaio morto o di qualche sindacalista che osa chiedere un aumento di stipendio.

La domanda è: perché quando questa fottuta Fiat va male, io gli devo pagare i debiti?

Perché devo mantenere lo stile di vita di questi schifosi che per ringraziarci delocalizzano le industrie fuori dal paese togliendo lavoro ai nostri operai? – Arnald

p.s.: rileggetevi questa chicca in cui il nostro Sergio si definisce il più precario della Fiat. Questo significa che ha già finito il suo stage?