Freeze.

Buongiorno a tutti flessibili e precari.
Le statistiche parlano chiaro: il declino di questo paese continua senza sosta.
No, non parlavo del 67% di consensi che si attribuisce Silvio.
Parlavo del fatto che in Italia non c’è mobilità sociale.
Se nasci povero, resti povero. Non ci sono lauree, master, specializzazioni, mestieri che tengano.
Siamo parecchio indietro anche rispetto al medioevo quando nascere figlio di un artigiano, (come di un contadino o di un signore), significava ripercorrere le sue orme.
Io lo stipendio e il welfare di mio padre me li sogno e con me intere generazioni di persone.
Intendiamoci, questo è anche un bene.
Il nostro “sistema lavoro” è precipitato nell’oblio per la congiuntura di un mondo dell’impresa di merda e un abuso dello stato di diritto senza eguali nel mondo.
Però un pensiero mi assilla giorno dopo giorno quando guardo quelle facce di cazzo che si insultano in televisione, ma che mangiano alla stessa sontuosa tavola: forse oggi più che mai, per emergere in un paese come il nostro devi essere soprattutto un figlio di puttana. – Arnald


15 settembre 2008 - 10:47
Guarda un pò, stavo per mandarti il link agli articoli di Smargiassi su Repubblica
(frase saliente: “dopo decenni di flessibilità è venuta fuori una società più rigida che mai”), ma per ora è solo sull’edizione a stampa e di Boeri su lavoce.info:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000612.html
(L’occupazione in Europa è aumentata, ma la produttività no, e (scrive Boeri):
Il guaio è che invece di essere solo un modo diverso per entrare nel mondo del lavoro, questi contratti (a tempo determinato, atipici ecc.) sfociano facilmente in un binario morto: la probabilità che, nel giro di un anno, il contratto a tempo determinato si trasformi in un contratto a tempo indeterminato è invero molto bassa, nell’ordine di 1su 20 o 1 su 10. In altri termini, queste riforme hanno creato un mercato del lavoro a due velocità, che produce pesanti asimmetrie nelle carriere, con tutti i rischi concentrati sulle spalle degli assunti con contratti atipici. Basandosi sulle matrici di transizione si può prevedere che, in futuro, fino a un terzo delle assunzioni avverranno con contratti flessibili.
Marino
19 settembre 2008 - 13:15
Ho trovato il fulltext dell’articolo di Smargiassi, non spaventatevi se è sul sito della Margherita (eh, eh…)
http://www.margheritaonline.it/stampa/scheda.php?id_stampa=35003
19 settembre 2008 - 14:57
Marino, la prossiima volte che nomini la margherita ti metto tra lo spam. ;-)
19 settembre 2008 - 15:47
e io mi nascondo nella mia tana topesca a mangiucchiare libri, squiiit, squiiiit…Marino fa rima con Firmino.
Scherzi a parte, stava solo lì ed è interessante, anche perchè sputtana un diffuso luogo comune “meritocratico”