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Ciao a tutti stagisti e ex stagisti.
Eh sì perché prima di diventare precari (o flessibili, fate voi), in questo paese si diventa prima di tutto stagisti.
E in questa fase di passaggio che va dai tre mesi a un tempo indeterminato, si svolge la vera battaglia per conquistare la propria precarietà e molto difficilmente un posto stabile di lavoro.
Chiaramente, come tutto quello che si fa in Italia, anche lo stage è diventata una forma di abuso di manodopera più o meno preparata: un turn over ossessivo da parte delle aziende che, piuttosto che “regolarizzare” con un contrattino di 6 mesi e uno stipendiolo uno dei suoi stagisti, a volte preferisce investire (risparmiare) prendendone un altro.Insomma, quello dello stage è un terreno scivoloso che da sempre accende polemiche che non si spengono, ma che danno vita a nuovi focolai di protesta.
Su questo terreno si spende quotidianamente Eleonora Voltolina, fondatrice del blog “La repubblica degli stagisti”.
Suo merito, oltre a quello di fare un punto costante sullo stage in Italia, è anche quello di avere iniziato una “lista dei buoni” da opporre all’oceano di commenti negativi sugli stage come forma di sfruttamento non retribuita.
Perché ve ne parlo oggi (pur sapendo che molti di voi già la conoscono)? Perché il blog di Eleonora compie un anno e meritava di essere festeggiato nel migliore dei modi: dicendo ciò che fa. – Arnald