La repubblica degli stagisti.

Ciao a tutti stagisti e ex stagisti.
Eh sì perché prima di diventare precari (o flessibili, fate voi), in questo paese si diventa prima di tutto stagisti.
E in questa fase di passaggio che va dai tre mesi a un tempo indeterminato, si svolge la vera battaglia per conquistare la propria precarietà e molto difficilmente un posto stabile di lavoro.
Chiaramente, come tutto quello che si fa in Italia, anche lo stage è diventata una forma di abuso di manodopera più o meno preparata: un turn over ossessivo da parte delle aziende che, piuttosto che “regolarizzare” con un contrattino di 6 mesi e uno stipendiolo uno dei suoi stagisti, a volte preferisce investire (risparmiare) prendendone un altro.Insomma, quello dello stage è un terreno scivoloso che da sempre accende polemiche che non si spengono, ma che danno vita a nuovi focolai di protesta.
Su questo terreno si spende quotidianamente Eleonora Voltolina, fondatrice del blog “La repubblica degli stagisti”.
Suo merito, oltre a quello di fare un punto costante sullo stage in Italia, è anche quello di avere iniziato una “lista dei buoni” da opporre all’oceano di commenti negativi sugli stage come forma di sfruttamento non retribuita.
Perché ve ne parlo oggi (pur sapendo che molti di voi già la conoscono)? Perché il blog di Eleonora compie un anno e meritava di essere festeggiato nel migliore dei modi: dicendo ciò che fa. – Arnald



4 settembre 2008 - 12:05
ciao Arnald, perché non citare anche alcune scene di Boris (http://it.youtube.com/watch?v=aael1ueCYnM)?
Buona compleanno al blog di Eleonora!
4 settembre 2008 - 14:47
Caro Arnald
che dire? Grazie, grazie, grazie. Questo tuo post per me vuol dire molto, lo considero come un riconoscimento. Ma non solo per me: per tutti i ragazzi che vivono il difficile passaggio di entrata nel mondo del lavoro in Italia, e che troppo spesso non vengono valorizzati.
La Lista dei Buoni, specialmente ai “piani alti”, testimonia che un altro modo di trattare gli stagisti è possibile. Che ci sono realtà dove lo stagista viene gratificato – anche economicamente! – per l’impegno e il tempo che dedica all’azienda. In più, è giusto sottolineare che spesso sono proprio le aziende che pagano bene gli stagisti (e quindi compiono un investimento su di loro) a garantire la percentuale più alta di assunti al termine dello stage.
Certo, il rimborso spese alto non è l’unico parametro per giudicare un’impresa: vi sono anche eccezioni, imprese che danno rimborsi spesa dignitosi e però poi operano quel furioso turn-over degli stagisti di cui parlavi tu nelle prime righe del tuo post.
Però in generale si può dire che le aziende della Lista dei Buoni dimostrano che la mentalità aziendale italiana può cambiare, e mettersi al passo con il resto dell’Europa. Anche per quanto riguarda il trattamento dignitoso della forza-lavoro più giovane. Affinchè non sia costretta al bamboccionismo forzato e ad andare a pietire la paghetta da mamma e papà.
L’appello che lancio anche dallo spazio di Diversamenteoccupati è dunque sempre lo stesso: segnalate, segnalate, segnalate. La Lista dei Buoni ha superato quota 140 ma vuole crescere ancora, e ha bisogno delle vostre segnalazioni. Quindi vi aspetto tutti sul mio blog, dove potrete inserire i vostri commenti citando le aziende che pagano più di 500 euro al mese i loro stagisti.
Un saluto a tutti, e ancora un grazie immenso ad Arnald per questo post così lusinghiero.
Eleonora