Attenti al voto (la prossima volta).

Ciao a tutti precari,
Come sono andate le vacanze? Spero bene per tutti.
Di argomenti di cui parlare ce ne sono molti, ma direi di riaprire le pagine del blog con la nostra carissima ministro della pubblica istruzione, altra brutta sorpresa uscita dalle urne: Mariastella Gelmini.
Non contenta delle sue dichiarazioni sugli insegnanti del sud che oltre ad essere mafiosi preparano male i nostri studenti, ha deciso di dare un taglio sostanzioso alla scuola. Quindi, torna il maestro unico alle elementari (via due terzi dei posti di lavoro), ferma la Ssis (scuola di specializzazione all’insegnamento), e chiede più attenzione (soldi) per le scuole private.Insomma siamo alla demenza totale. Pensare di combattere il precariato degli insegnanti fermando la loro formazione è un’idiozia assoluta. Così facendo ci ritroveremo con il corpo insegnanti più vecchio del mondo (se già non lo è) e un gap generazionale smisurato che metterà i giovani nelle condizioni di non avere guide adeguate per il loro futuro.
Non che sia d’accordo con la Ssis: la sua esistenza non aveva fatto altro che dare inizio a una guerra tra insegnanti precari che avevano vinto il concorso e altri precari che scalavano le graduatorie grazie alla scuola di specializzazione.
Chiedere più attenzione alle scuole private è come dare un aumento a Marchionne e fregarsense dei suoi operai a Termini Imerese.
Infine, le solite operazioni di facciata come il cinque in condotta contro i bulli (si staranno già cagando tutti sotto) e il grembiule che nasconderà griffe e tatuaggi, ma che non cambierà la sostanza dei nostri studenti. – Arnald



1 settembre 2008 - 11:08
smaltito il jet lag? come state?
re: Gelmini, bisogna riconoscerlo, la signora è un _genio_ . Ritorno ai voti, grembiulino, voto di condotta, tutti ne parlano.
(Voto di condotta? sono reazionario peggio di lei, in molti casi il comportamento per meritarsi il sette o il cinque in condotta andrebbe ricondotto alla sua sede naturale, la giustizia penale, altrochè.
Tipo il nazi che aveva spaccato il naso a un altro studente dentro l’Albertelli ai tempi che ci andava Dani e che la preside NON ha denunciato per violenza privata lesioni e percosse, come avrebbe dovuto)
Così l’abolizione del modulo alle elementari, il ritorno del maestro unico (“maestro”? i docenti maschi andrebbero protetti dal WWF come specie in via di estinzione) e la conseguente morte del tempo pieno passano sotto silenzio. Due piccioni o tre con una fava: si scassa la scuola elementare pubblica, che funziona,
si crea un mercato per il doposcuola privato e si rende la vita ancora peggiore alle donne con figli che lavorano.
Senza contare che cosa ci faranno con le insegnanti di ruolo in esubero create da questa bella mossa? Pensionamento anticipato? Tutte alle PPTT come gli esuberi Alitalia? visto che tanto la spesa per i loro stipendi (e pensioni) già è in bilancio, non ha senso nemmeno dal punto di vista di ridurre la spesa pubblica
Evvai…
1 settembre 2008 - 16:24
Io però sulla maestra unica ci farei un pensiero un po’ più approfondito.
Il tempo pieno esisteva già ai tempi della maestra unica (io lo facevo e uscivo alle quattro e mezza). Le 3 maestre da quel che mi risulta non garantiscono automaticamente un orario più lungo – e quindi più favorevole alle madri lavoratrici.
Inoltre, per bambini da 6 a 10 anni penso che avere un’unica figura di riferimento non sia così male – troppi metodi di insegnamento rischiano di creare confusione.
Sottolineo che i miei sono “pensieri in libertà” perchè in realtà non ho alcuna preparazione didattica o psicopedagogica. So solo che io sono cresciuta all’epoca della maestra unica (erano ahimè i lontani anni Ottanta) e mi sono trovata benissimo, mentre amici e parenti che sono andati a scuola dopo la riforma delle 3 maestre hanno avuto tanti grattacapi e pochi vantaggi (non tanto loro, in realtà, quanto i loro genitori perennemente insoddisfatti).
Però ovviamente sono pronta ad ascoltare chi ne sa più di me: secondo voi per l’apprendimento dei bambini (posto che il tempo prolungato ormai dovrebbe essere garantito in entrambi i casi) è meglio una sola insegnante, o tre?
Eleonora
http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/
1 settembre 2008 - 17:12
” è meglio una sola insegnante, o tre?”
personalmente sono per il sistema attuale (esperienza pratica di genitore).
“Diluisce” eventuali difficoltà relazionali che con un docente unico sarebbero devastanti in quella fascia d’età;
permette di avere un insegnante specializzato nella lingua straniera (per non parlare dei problemi tipo integrazione dell’handicap e alunni immigrati);
permette di integrare tutto l’orario (con il docente unico si finisce con la “scuola vera” la mattina e il “doposcuola/parcheggio” il pomeriggio;
gli stipendi comunque sono già in bilancio, e non ci sarebbe risparmio (Non è che puoi licenziarle e ridurre la spesa…le metti in mobilità? le sposti in altre amministrazioni? Non voglio immaginarmi quello che succede con TAR e sindacati);
oltretutto le graduatorie si basano sull’anzianità di servizio, così si privilegerebbero le maestre più anziane che rimarrebbero in servizio al posto di quelle più giovani.
incidentalmente…il grembiule. Io me lo ricordo come una tortura, col colletto di plastica rigida e il fiocco sempre disfatto… una T-shirt come quelle che danno in omaggio alle manifestazioni sportive non è meglio?
1 settembre 2008 - 21:52
Mi trovo d’accordo con Marino. Mi basta già un punto solo per convincermi: il maestro unico non dà spiragli allo studente se dovesse trovarsi male. Meglio sempre la varietà e la possibilità di avere diversi input educativi. – arnald
2 settembre 2008 - 14:03
Ecco una delle purtroppo rare volte in cui vediamo scrivere ad Eleonora Voltolina una cosa davvero pertinente – non è che è preparata meglio sul mondo della didattica che su quello del lavoro?
;-)
Battute a parte, ha ragione Eleonora: la maestra unica è decisamente un ritorno al passato, ma ha forti elementi di vantaggio rispetto ai 3 docenti.
La chiave di lettura corretta di Eleonora in questo caso è la seguente:
“Inoltre, per bambini da 6 a 10 anni penso che avere un’unica figura di riferimento non sia così male – troppi metodi di insegnamento rischiano di creare confusione.”
La figura unica aiuta in particolare proprio qui – in fondo come dice lei giustamente, ci siamo cresciuti tutti, compresi voi che la pensate in maniera diversa.
Siete forse cresciuti male per questo?
:-)
Un saluto