Archive for novembre, 2007

I croupier.

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Destini e destinatari.

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Sarebbe facile mettermi a parlare del fatto che se muore un ragazzo per un caso di malasanità, non c’è anima che scenda in piazza per mettere a soqquadro gli ospedali (forse perché ridurli peggio di così è difficile). Ancora di più, parlare di quanti morti ci sono ogni giorno sui posti di lavoro. Il destino di Gabriele è stato così infame che difficilmente si presta a qualsiasi discussione.
Invece io questo post lo “giro” alla manica di stronzi che si sono messi a ungere il paese con la notizia che, letta bene, diceva: “Violenti di tutto il paese, è il momento di bruciare la città, almeno avremo qualcosa da scrivere per tutta la prossima settimana”.
Sì, dico a voi, uomini e donne che del giornalista avete solo il tesserino. Visto che il vostro lavoro non lo sapete fare, cedete il posto a qualcuno più bravo di voi e che magari ne ha più bisogno. Cedetelo a me. – Arnald

La domenica bestiale.

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Viral Cosmico.


Cari flessibili,

vi cito “paro paro” il contenuto di Wikipedia:
Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali.
È un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.
Il principio del viral marketing si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del “passaparola”, la conoscenza dell’idea.

Certo è che, mentre mezzo mondo si sbatte per farci digerire il precariato con milioni di euro spesi in comunicazione, alla rete basta un upload per fottere gli sforzi (ipocriti) di tutti i “creativi” del governo.

Il video qui sopra, tratto da un film di Moretti, oggi ci parla del precario più celebre d’Italia, Max Cosmico e del suo trascinante 1000 Euro Blues, Ve lo ricordate vero? - Arnald

Salute precaria 2.

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Dunque precari,

durante il corso in scrittura pubblicitaria, con i miei compagni (di classe) abbiamo passato una giornata molto divertente e costruttiva (è quel giorno che è nato diversamenteoccupati.it) con una dirigente della CGIL. Scopo del nostro lavoro, trovare una campagna contro il lavoro precario e sommerso. Ricordo che quel giorno mi aveva impressionato molto l’annuncio della mia amica Serena; annuncio che ho riportato qui sopra. Oggi mi fa un po’ meno effetto, forse perché a forza di pensare al precariato giorno per giorno, certe cose mi smuovono un po’ meno. Tuttavia, nella questione della “precaria salute dei precari” che in questi giorni imperversa da “la Repubblica” fino a “Metro”, vale proprio la pena ricordare questo annuncio e pubblicarlo. – Arnald

p.s.: avrete notato la parentesi con scritto numero verde e logo. Non ci ho messo CGIL per due motivi specifici. Il primo, perché questo non è nei fatti un annuncio CGIL. Il secondo, perché nessuno, CGIL compresa riesce a stare al passo con i problemi sollevati dal precariato (non dai precari badate bene). Un giorno, la società tutta chiederà il conto del disastro economico e sociale provocato da una politica tanto idiota e arrivista. E lo ripeto: finché saremo una merce di scambio tra coalizioni di maggioranza, per noi ci sarà ben poco da fare.

p.p.s.: tanto per insistere sul fatto che non ci sono i soldi per fare un cazzo, sappiate che al senato è passata come acqua fresca la proposta di abolire l’esenzione vaticana dell’ICI. Quel miliardo di euro all’anno devono proprio tenerselo loro?

Il testimone scomodo.

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Salute precaria.

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Ciao Precari,

oggi ho passato la giornata a scrivere radio per il TFR. Poco male direte voi, ma per uno che il TFR non ce l’ha è una cosa un po’ frustrante, o almeno anomala. Una delle cose che si possono ottenere attraverso l’adesione a un fondo di previdenza complementare è un anticipo di parte del denaro depositato in caso di malattia. Una cosa buona no? Rassicurante direi. Soprattutto se hai un TFR. Sapete tutti perché ci chiamano precari? Tanto per cominciare perché per noi un giorno di malattia è un salto nel buio senza stipendio. Comunque, senza dilungarmi, leggetevi l’ultimo studio fatto intorno alla salute (flebile) dei precari. – Arnald

p.s.: la cosa inquietante è che i precari non si ammalano quasi mai. E poi? Ci voleva davvero uno studio per capire che vivere precariamente avrebbe avuto, e avrà, grosse conseguenze sulla salute pisco-fisica delle persone? Che cazzo di mondo.

Riccorrenze e ricorsi.

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Tutto il mondo è svedese.

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Dunque flessibili,
stamattina la mia dolce metà mi ha trascinato da Ikea per comprare qualche cosetta per il nostro bucolocale. Infatti, essendo ancora liberi dai 60 a 75 cm², c’era il grosso rischio di rimanere scioccati da un attacco di agorafobia. Così, per la seconda volta in due settimane, siamo tornati nella fabbrica della casa facile. La prima volta, scusate se apro la parentesi, dopo un paio di chilometri tra un’immensa folla che si muoveva ipnoticamente lungo un percoso spaventoso, circondati da mobili di ogni genere, ho avuto addirittura un momento di elevazione. Ero nel reparto letti matrimoniali, quando vedo un bellissimo materasso che mi invitava a riposare la schiena disteso sopra di lui. Mentre mi avvicinavo strascicando i piedi annoiati, una ragazza (una bella ragazza), mi precedette tuffandosi sorridente sul letto e invidandomi tacitamente a stendermi su di lei. Insomma si pregustava una roba a tre: io, lei e il materasso. Grazie Ikea, mi dissi, ormai incosciente del fatto che non ero solo, ma vittima del fuoco incrociato della mia ragazza e del ragazzo di lei. Mi ripresi in tempo e mi diedi due schiaffi per restare sveglio e non cedere al perverso incanto di quel luogo maledetto. Oggi mi sono ripromesso di stare più attento a non cadere nella trappola. Tuttavia, al nostro arrivo da Ikea, invece di essere accolto dal vespaio di donnine accompagnate dai loro servi, vedo un gruppetto di ragazzi girare con bandiere e volantini.“Attento Arnald” mi sono detto, “Questa è Ikea che ti mette alla prova”.

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Intolleranze.

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