Archive for novembre, 2007

We will not stay in silence.


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http://politicalcomic.blogspot.com

Un progetto di Gianluca Costantini

Collaboratori:
Armin Barducci, Rocco Lombardi, Raùl, Arnald, Janjano+ferro, E_Bone, Benjamin Heine, Lele Corvi, Carlos Latuff, Niccolò Storai, Claudio Nader, Bluttanzt, Marco Corona, Marco Riciputi, Giacon, Leonardo Guardigli, Hannes Pasqualini, Marino Neri, Carlo Barba, LaScimmia, Antonio Bruno, Bombo!, China di Keme, Franco Sacchetti, Gianluca Foglia ecc…

Il miracolo italiano.


Allora precari,

guardate cosa ho pescato in rete. Non so se è mai uscito in TV, ma dubito perché avrebbe senza dubbio fatto scoppiare un bel casino. Perché? Guardate e giudicate voi. Quante volte abbiamo parlato della mania che hanno i media di favorire la flessibilità italiana (cioè il precariato più bieco)? Questo film di tre minuti, secondo me, è stato ordito (e ordinato) dalle istituzioni, o da qualcuno che aveva tutto l’interesse a far passare la riforma del lavoro come qualcosa di positivo. Il doppiatore sembra proprio Claudio Capone, (Ridge Forrester e voce guida dei documentari di Quark). Insomma, non è che stavano scherzando quando hanno tirato su questa folli tre minuti. Questi figli di puttana hanno messo le immagini del parlamento europeo sotto la parola “flessibilità”. L’altro orrore, dopo la fiction sulla Rai, è quello di aver usato il povero Rino Gaetano come colonna sonora. Ma tutto il film è un pastone di idiozie sulla bellezza della precarietà del lavoro. A voi i giudizi prego. – Arnald

Partiti e arrivati.

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Storici ricorsi.

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W la Rai.

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Fuori dal coro.

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Ciao precari,

sono le 19:53 e sto finalmente per uscire dall’ufficio. Prima di andare a casa però, voglio parlarvi di Luciano Gallino e del suo ultimo libro: “Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità”.
Non ho le forze di dire molto, quindi vi riporto un commento di Massimo Riva de la Repubblica: “Gallino lancia un serio allarme sul rischio che, inseguendo modelli nazionali di basso costo del lavoro, anche le società dell’Occidente democratico (che provano a restare al passo con Cina&Co. fottendoci l’esistenza, dico io) possano regredire perfino sul terreno delle libertà politiche”.
In realtà c’è molto di più in questo libro, dalle multinazionali che controllano la politica al lavoro di serie A e B. Ma amici miei, io sono davvero cotto, quindi vi lascio col dubbio e vi prego di leggerlo per fare un po’ di contro-contro cultura a chi sta dicendo (me compreso a volte) che flessibile può anche andare bene. – Arnald

Lotteria Molise.

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Ciao flessibili,

nei due post precedenti abbiamo parlato di mal di merito e di raccomandazioni. Ma in questo Paese la sorpresa è sempre in agguato e, nella migliore delle tradizioni italiane, posso dire con orgoglio che la raccomandazione è una cosa superata. Adesso il lavoro si trova direttamente con l’estrazione. Sì, avete capito bene, come quella del Lotto. Il presidente della Regione Molise, Michele Iorio, si giustifica dicendo che i curricula ricevuti per la selezione di 22 impiegati erano 2000; troppi per essere letti tutti. Beh, dico io, ha ragione. Non vorrete davvero che questi impiegati vengano scelti con ore di sudato lavoro. Che esempio gli daremmo? Non vorrete che entrino negli uffici pubblici pensando che lì si lavora, vero? Piuttosto, a questo punto conviene organizzare questi concorsi durante le feste di Natale, unendo così l’utile al dilettevole. Pensate che bel regalo sotto l’albero per i fortunati estratti. Ma riuscite a immaginare le declinazioni che può avere questo sistema? Si potrebbero organizzare delle fantastiche tombolate e assumere chi fa almeno una cinquina, oppure giocarsi il tutto a sette e mezzo, con penale pecuniaria per i candidati che sballano. Allora flessibili, che aspettiamo! Da oggi la letterina la dobbiamo mandare alla Regione Molise: perché se è vero che Babbo Natale non esiste, qualche bravo italiano che ci fa sognare lo si trova sempre. – Arnald

Mal di merito: rettifica.

Ciao precari,

sarebbe più semplice cancellare il paragrafetto del post precedente dedicato a Corrado Augias e Natalia, sua figlia. Come dicevo nel post precedente, ero rimasto tanto scioccato dal sentire quel nome al TG che ho fatto 1+1 per scoprire, alla fine, che faceva 3. In breve, Augias padre mi ha risposto con una mail ancora più tirata della mia, che vi riporto di seguito:

“Gentile Arnaldo, mia figlia lavora alla Rai da quando faceva l’università in Inghilterra circa 20 anni fa. Cioè prima che io comiciassi – adesso a forza di lavorare è arrivata al TG e lei se n’è accorto – la prego, calma.”
Corrado Augias

Tutto chiaro no? In realtà è lei che ha fatto entrare suo padre in Rai. Scherzo ovviamente.
Ma sapete qual’è la cosa peggiore che il povero Augias ha ricavato da questo episodio? Da questo momento è ufficialmente rientrato nella mia lista di “perseguitati dalle vignette”. Bello no? – Arnald

p.s.: alla sua mail ne è seguita una mia di scusa ancora più concisa. La prossima volta lo accuserò di falso in bilancio. Almeno avrò di nuovo occasione di scambiarci qualche riga.

Mal di merito.

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Ciao a tutti flessibili e precari,

oggi parliamo di merito, anzi di “mal di merito”, rubando il titolo del post all’ultima fatica di Giovanni Floris. Dopo averlo visto su LA7 per parlare del suo libro, avevo già deciso di dedicare un post alla cosa. Neanche a farlo apposta, la cara Ladypeterpan, “titolare” del blog miglioriamolavoro.blogspot.com, mi ha chiesto se potevo realizzare per lei una vignetta (quella qui sopra) sul problema dei raccomandati.
Che volete che vi dica: quello delle raccomandazioni, più che un problema, è uno sconfinato universo nel quale presto o tardi tutti, ma proprio tutti, si incontrano.
Ma cos’è una raccomandazione? Secondo wikipedia è una pratica, largamente diffusa, di segnalare qualcuno con il chiaro intento di porlo in una situazione di vantaggio rispetto ad altri in particolari situazioni (selezioni, concorsi, ecc.), nel quale ci sono tre soggetti attivi: Il raccomandatore (colui che, sfruttando la propria posizion e il proprio potere, compie l’azione del raccomandare), il raccomandato (colui che gode della raccomandazione e della posizione di vantaggio che ne consegue) e il raccomandatario (colui che riceve la raccomandazione e, dunque, la segnalazione del soggetto da favorire).
No, non mi sono rincoglionito. Semplicemente per dire bene o male di qualcuno, bisogna stabilire quanto spostare avanti e indietro il confine di questo campo minato. Ieri sera ero davanti al TG1 e sento un servizio di, udite udite, Natalia Augias. Omonimia? Secondo il web si tratta proprio della figlia del grande (e deludente) Corrado Augias. Leggi il resto »

The day after.

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