Archive for ottobre, 2007

Post-primarie.

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Pre-primarie.

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L’antipolitica.

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Giudici e giudizi.

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E poi dicono che la Sardegna non sia un mondo a parte.

Prima la sentenza del tribunale di Cagliari sulla fecondazione assistita, che ha fatto infuriare vescovi, preti e affini leccaculo parlamentari. Poi, oggi, la sentenza della cassazione che equipara il lavoro sommerso al reato di estorsione, condannando tre imprenditori (si fa per dire) di Nuoro. Peccato che questa notizia sia nella rubrica “brevi” di Repubblica, mentre nelle altre pagine imperversa la polemica per la battuta idiota di Padoa-Schioppa che, dopo aver chiamato bamboccioni tutti i ragazzi che perdono la propria esistenza nel precariato, si vanta del fatto che ci darà 41 fottuti euro al mese come incentivo statale. Insomma, una somma utilissima per arrotondare la paghetta. Una semplice gaffe? Io non direi proprio. Questi coglioni sono seriamente convinti di illuminare il nostro futuro con queste dichiarazioni di buona volontà. Ma non dimentichiamo che sono gli stessi alienati, convinti che gli affitti stiano tra i 400 e i 600 euro. Roba che oggi non ci prendi nemmeno l’ombrellone per una settimana. A me sembra impossibile che non sappiano il reale stato delle nostre condizioni di vita, lavorativa e non. Poco importa. Piuttosto vorrei sapere se ci sarà mai un tribunale che potrà condannare l’intera classe politica del nostro paese. Senza mandare in galera nessuno però, o dopo ci toccherà mettere la bouvette a Rebibbia e fare incazzare i detenuti onesti. Semmai, giusto per poter dire che una volta qualcuno ha dato ragione a noi: generazione di bamboccioni nullafacenti che perdono tempo a laurearsi, frequentare master, fare qualsiasi tipo di lavoro, invece di pensare alle cose serie. Tipo drogarsi. – Arnald

 

p.s.: qualcuno sa dirmi come si toglie la correzione automatica dal maledetto “word”? Voglio poter scrivere in libertà le mie parolacce, senza doverci tornare sopra ogni volta.

Mastella T.V.B.

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Cari Flessibili,

oggi voglio dire un’eresia. Mastella ti amo. Ti amo per lo stesso motivo per il quale amo Moggi tanto da mettere un suo poster in camera al posto di Cameron Diaz: senza di lui, senza la sua arroganza e la sua demenza non avrei mai – dico mai – avuto la soddisfazione di vedere la Juventus in serie B.
Allo stesso modo, è grazie a personaggi come Mastella, grassi e avidi (non fuori, ma nell’anima), che hanno il coraggio di sbatterci in faccia le loro immunità e di muovere le leve del potere a proprio piacimento, che questa merdosa classe politica finirà nel cesso con tutto questo paese. L’unico dramma è che, tanto per cambiare, l’ultima cosa che ci lasceranno questi “pezzi di politica” sarà probabilmente un altro duce da cui farci manganellare per bene. Ma in fondo ce lo meritiamo, perchè saremmo dovuti scendere tutti in piazza molto prima, uniti e pacifici. Ma si sa, agli italiani piace stare a casa a vedere la TV. Il giorno in cui Mastella oltre a segare internet, proverà a chiudere le trasmissioni televisive, forse questo popolo di eroi, santi e pensatori, andrà a cercarsi un altro piazzale Loreto. – Arnald

Un qualunquista qualunque.

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Ciao Flessibili e Precari,

per giorni mi sono chiuso in un profondo silenzio.
Il fatto è che sto un po’ col fiato sospeso sul destino del governo e delle nostre povere aspettative.
Sono diviso come da una pulsione schizofrenica tra la manifestazione del 20 ottobre e la solidarietà con Prodi. Intendiamoci, non che mi piaccia questa maggioranza corrotta dai vescovi e i loro leccaculo. È che so che l’alternativa avrebbe più lingue a servire il potere porporato e questa cosa non mi va tanto giù. Non so se avete notato quanti soldi versa il nostro Stato al Vaticano; si parla di 4 miliardi di euro. Oggi, per esempio, c’era una bella inchiesta di Curzio Maltese su Repubblica sull’ 8xmille, ma on-line non l’hanno pubblicata. Vi toccherà comprare il giornale per leggerla, ma io vi voglio segnalare un passo: “Nel 1996, la diessina Livia Turco, allora ministro per la Solidarietà, propose di destinare la quota statale otto per mille a progetti per l’infanzia povera. Il “cassiere” pontificio, monsignor Attilio Nicora, rispose che “lo Stato non deve fare concorrenza scorretta alla Chiesa” La politica non ha mai più osato fare concorrenza alla Chiesa cattolica, anzi l’ha favorita con un pessimo uso del fondo”. Insomma, che lo Stato italiano non si azzardi a farsi pubblicità e a pensare di prendere “i soldi della Chiesa”. Secondo voi, quante cose si potrebbero fare per noi precari (ma non solo) con quei benedetti dindi sonanti? – Arnald