Una sinistra sorpresa.

Dunque cari precari,
è arrivato il momento di parlare della manifestazione. Cercherò di essere breve. Io ci sono stato, mi sono portato dietro quella “fuori di testa” di mia madre, che mi ha aiutato a distribuire i biglietti del blog. Se è vero che c’erano un milione di persone, e deve essere così perché Emilio Fede non ha tolto i soliti due zeri durante il tg4, non è vero che c’erano poi tanti giovani. Lo dico perché la manifestazione l’ho girata in lungo e in largo e loro possono dire quello che vogliono, ma più che un corteo contro il precariato, è stata una prova di forza di partito. Ma anche questo era ovvio. Certo è che, questa manifestazione non ha avuto niente a che vedere con il V-day e con il significato dei quel corteo, la cui unica bandiera era l’insoddisfazione di una vita precaria. In queste meltin’pot rosso, c’era davvero di tutto, da quelli che vogliono salvare il pianeta dal carbone a quelli che vogliono salvare il governo da Mastella. Stabilite voi chi dei due è più inquinante. Ma la verità è che un successo numerico del genere fa davvero scomparire la ragione per la quale si era deciso di manifestare. Chi se ne frega dei precari, anzi, ben venga la legge Biagi se è riuscita, insieme alla nascita del PD, a ricompattare la volontà di questi sinistri politici sempre pronti a dividersi in partitelli pur di avere la ragione. I precari, se tutto va bene e se la bolla Beppe Grillo si sgonfia (come un mutuo subprime) diventeranno merce da cabina elettorale. La piazza di sabato si è trasformata nella probabile base elettorale di un nuovo partito unico e tanti cazzi delle ragioni del precariato. Già si parla di chi ne sarà il leader ed è spuntato il nome di Nichi Vendola, il quale però, in un intervista a La Repubblica, ha detto di non essere sicuro di voler restare in politica (e chi lo biasima). Ora, passiamo alle robe serie…

Avete letto tutti di quell’imprenditore che ha tentato di vivere con lo stipendio di un suo operaio? Il poveretto (si fa per dire) al 20 del mese aveva già finito i soldi, senza neanche arrivare al “21 del mese” cantato da Battisti. Ebbene, questo illuminato, ha deciso di aumentare di 200 euro netti, la paga dei suoi lavoratori. Come dire: a volte basta un può del solito dimenticato e fottuto buon senso per trasformare il 20 in un giorno come un altro. O no? – Arnald
p.s.: Sono contento per mia madre, quando, vista l’età media dei manifestanti, mi ha confessato di sentirsi come una ragazzetta.



22 ottobre 2007 - 14:49
Caro Arnald,
ti rispondo direttamente qui.
Nel tuo post scrivi la verità. Che tutti dicono, che tutti condannano. Ma che nessun politico si azzarda a cambiarla.
Noi siamo precari. Io ho la “fortuna” di fare il giornalista sottosottosottopagato e di scrivere qual è la realtà del nostro Paese, sia sul blog (sperando che non lo chiudano) sia sul giornale dove scrivo. Come scritto sul blog di Anna e di Angela, abbiamo 3 soluzioni: o subire o lottare o espatriare. Cosa vogliamo fare?
Io ho studiato Scienze Politiche, ho vissuto in prima persona quegli ambienti. Conosco quindi perfettamente quali sono i giochi politici che portano al mantenimento dello status quo italiano. Sartori, durante la trasmissione Anno Zero, da buon politologo disse: “Perchè votare il meno peggio? Perchè devo scegliere tra Berlusconi e Prodi, quando posso non scegliere?”. Bene, io la non scelta l’ho fatta da anni. Non scegliere, adesso come adesso, è importante. Magari si raggiungesse una percentuale di un 25-30% di astensionismo! E contemporaneamente, si mettesse su un forte attivismo politico contro la precarietà nelle sedi opportune.
Basta poco. Ma quel poco, come ben sai, essendo precario, è limitato dal manico dei padroni, i quali, se ti assenti dal tuo luogo di lavoro e debole di un co.pro. del ca**o, ti danno il benservito. Morale della favola: stiamo nella merda. E’ un circolo vizioso dal quale è difficilissimo uscirne. Le tre soluzioni pososno ridursi a una: lottare. Ma essendo guidati da un condottiero. Beppe Grillo? Rinaldini? Oppure?
22 ottobre 2007 - 14:58
Caro Massimo,
io non andrò a votare. E per me è una scelta dolorosa. In 14 anni di diritto al voto, non ho mai evitato la cabina elettorale. Onestamente non credo che Grillo o chi per lui possano davvero aiutarci. Il nostro, come ti ripeto è un problema di mentalità, prima che di legislazione. Se fossimo stati come altri popoli, l’articolo 18 non sarebbe stato un motivo di scontro, ma una flessibilità creata sulla ricchezza e sul lavoro l’avrebbe semplicemente reso obsoleto. Poi, guarda, oggi sono proprio di umore nero. Nel mio lavoro, il copywriter, mi sembra di capire che ci sono alti e bassi. Quando si è giù, si vive davvero in uno stato di depressione creativa e non. Un abbraccio. – Arnald
22 ottobre 2007 - 17:26
Caro Massimo, caro Arnald
con i condottieri ci sono cresciuto e guarda un po’ dove sono arrivato: imprenditore di me stesso per non sentirmi chiamare precario. I condottieri appartengono alla prima repubblica, i condottieri morivano per la causa, i condottieri avevano soluzioni, soprattutto. oggi i nostri condottieri sono un comico incazzato (con tutto il rispetto) o un uomo ricco che viene derubato della presidenza e quindi non potendo fare altro gira un documentario e ci prende pure un oscar. quello che manca sono sempre le soluzioni. C’è qualcuno che ha una soluzione pratica, applicabile con la stessa velocità con cui la legge 30 ha preso possesso del mercato del lavoro? C’è qualcuno che vigila sul governo obbligandolo a mantenere le promesse fatte prima delle elezioni? NO non c’è. Anche io non ho una soluzione perché non sono laureato in economia e commercio o scienze politiche e pertanto non vado al governo a distruggere la vita della gente, me ne sto a casa. Siamo tutti sotto ricatto compresi chi ci ha promesso che da questo ricatto ci avrebbe liberato. Per fortuna che, come dicono i maya e John Titor, tra 15 anni c’è la guerra atomica: sempre di sopravvivenza si parlerà ma in maniera più spettacolare.
Ciao
22 ottobre 2007 - 17:28
errata corrige: nel 2015 ci sarà la guerra atomica.
22 ottobre 2007 - 17:50
Senti,
a me va anche bene una guerra atomica, ma ho due richieste. la prima è che arrivi prima (non ho voglia di lavorare altri 8 anni a queste condizioni), la seconda è che la Roma vinca la champions league in finale con il Liverpool (o con la Juve, fai tu). Dopo tutte le guerre che vuoi. – Arnald
p.s. Ogni tanto mi paice sdrammatizzare, ma grazie per il commento puntuale e soprattutto interessante. Anzi, visto che sembri saperne di tante cose, ti invito, come pure massimo, a scrivere sul blog.
22 ottobre 2007 - 19:23
Cari amici,
ammazza al pessimismo oggi!!
Mi rendo conto che la vita è veramente difficile, però…dentro di noi ci sono sempre delle risorse che nessuno di può rubare…
Allora Max, tra le 3 cose credo che quella da scegliere sia lottare, no? Mica possiamo dargli anche la soddisfazione di arrenderci!
Anzi forse proprio quello aspettano i nostri cari politici! Loro puntano sul “Dividi et Impera” e, come vedi, ci riescono benissimo!!
Allora, perchè non cominciamo da noi?
Sogno troppo? Cerchiamo di unirci tutti insieme noi blogger che parliamo di problemi di lavoro e vediamo se riusciamo ad organizzare un meet-up alla Grillo!
Che ne pensate?
Anna
22 ottobre 2007 - 20:58
Per Anna: rispondo presente!
Per Holafgunter: prima della guerra atomica, me la fai vincere una Champions League? Ovviamente, sulla sponda opposta del Tevere rispetto ad Arnald!