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Ciao Flessibili e Precari,

per giorni mi sono chiuso in un profondo silenzio.
Il fatto è che sto un po’ col fiato sospeso sul destino del governo e delle nostre povere aspettative.
Sono diviso come da una pulsione schizofrenica tra la manifestazione del 20 ottobre e la solidarietà con Prodi. Intendiamoci, non che mi piaccia questa maggioranza corrotta dai vescovi e i loro leccaculo. È che so che l’alternativa avrebbe più lingue a servire il potere porporato e questa cosa non mi va tanto giù. Non so se avete notato quanti soldi versa il nostro Stato al Vaticano; si parla di 4 miliardi di euro. Oggi, per esempio, c’era una bella inchiesta di Curzio Maltese su Repubblica sull’ 8xmille, ma on-line non l’hanno pubblicata. Vi toccherà comprare il giornale per leggerla, ma io vi voglio segnalare un passo: “Nel 1996, la diessina Livia Turco, allora ministro per la Solidarietà, propose di destinare la quota statale otto per mille a progetti per l’infanzia povera. Il “cassiere” pontificio, monsignor Attilio Nicora, rispose che “lo Stato non deve fare concorrenza scorretta alla Chiesa” La politica non ha mai più osato fare concorrenza alla Chiesa cattolica, anzi l’ha favorita con un pessimo uso del fondo”. Insomma, che lo Stato italiano non si azzardi a farsi pubblicità e a pensare di prendere “i soldi della Chiesa”. Secondo voi, quante cose si potrebbero fare per noi precari (ma non solo) con quei benedetti dindi sonanti? – Arnald