Archive for ottobre, 2007

Pacco sicurezza.

pena2.png

Puntiamo sui giovani.

immagine-1.jpg

Ciao Precari,

Davvero siamo una generazione tanto sfortunata? Non so proprio. Immaginate un mondo perfetto, dove ogni mattina ti alzi per andare sul tuo sicuro posto di lavoro. Pensate che noia, entrare in un cantiere e non provare il brivido di poter morire prima di sera o iscriversi all’università con il dubbio di risucire poi a trovare un lavoro prima dei quarant’anni (ho detto lavoro, non lavacessi in nero per pagarsi la pizza del sabato sera). Ma in questo mare di letame nel quale sgomitiamo, c’è chi ha imparato a ridere con serietà della propria condizione. La segnalazione ci arriva da Niky ed è molto molto divertente. Cliccate pure qui, non ve ne pentirete: PUNTIAMO SUI GIOVANI.
Concludo con un’altra segnalazione, stavolta relativa a quelle merde di ManPower. Visto che i lavoratori oggi sono diventati una schifosa merce senza esigenze e sentimenti, vita privata e aspirazioni, la cara società interinale avverte i suoi schiavi che lavorano in Fiat via sms. Ma non solo per ricordargli il proprio turno di lavoro, ma per assegnargliene direttamente uno. Come dire: se avevate altri programmi, rinunciateci o non vi chiameremo più, interinali di merda – Arnald

p.s.: se qualcuno conosce questi ragazzi, che ce li segnali, grazie.

Soffitto di vetro.

immagine-3.png

Ciao Flessibili,

solo per dirvi che Angela Padrone, giornalista de Il Messaggero e autrice di “Precari e contenti”, ha aperto un nuovo blog, “soffitto di vetro”, sul sito del giornale per cui lavora. Merita una visita. – Arnald

Reality e realtà.

riina.png

Lavoratori di tutto il mondo, odiatevi.

statali.png

Cari flessibili, amati precari,

Oggi affronto un tema difficile: la guerra fra poveri. Da quando esiste il precariato come forma alternativa di degrado esistenziale, sono nati interi battaglioni di ragazzi che non hanno la speranza di un’esistenza dignitosa. Non lo dico per fare il solito rompicoglioni qualunquista. È un fatto. Lo dice lo stesso Governatore della Banca d’Italia, che parla solo quando c’è qualcosa di allarmante. Secondo Draghi, gli stipendi italiani sono troppo bassi. Apriti cielo: i nostri statali, più volte presi di mira (non sempre ingiustamente) per il loro lassismo, sono scesi in piazza per far valere i loro diritti. Giusto, no? Tutti abbiamo il dovere di farci sentire se c’è qualcosa che non va. Peccato poi, che qualsiasi protesta cada nel profondo buco nero che sta inghiottendo un governo, che appare sempre di più come un’occasione mancata. Cosa c’entra la guerra fra poveri?
Allora, stamattina sono andato alla posta con la mia convivente a pagare il fottuto (benedetto) affitto. Circa 700 euro che ci permettono di vivere insieme, condividere gioie e dolori, ricchezza e povertà (soprattutto povertà) finché “spesa” non ci separi. La mia Lei, è un’odiatissima statale, figuratevi che la “odio” pure io. La odio e la invidio quando mi parla della sua tredicesima e della quattordicesima. O quando mi racconta dei buoni pasto, delle pause pranzo lunghissime o del fatto che in quel paese dei balocchi che è il suo ufficio, esci come e quando vuoi se hai bisogno di farlo, magari senza neanche chiedere un’ora di permesso.
È chiaro che siamo di fronte a un estremo, perché ricordo bene come era la sua vita allo sportello prima di passare in questo luna park. Ma lo “statalismo” in quanto filosofia di vita e di lavoro, è un male dilagante. Entra a far parte di questo esercito e combatterai il mondo del lavoro sempre nelle retrovie. In prima linea ci vanno quegli sfigati di precari. Sono loro a fare il lavoro sporco, mentre agli statali prima o poi, quello che vogliono glielo danno. Sto esagerando? Torniamo alla posta… Leggi il resto »

Assunti in cielo.

eutanasia4.png

Dalla rete alla piazza.

pagina-1.jpg

Per dovere di cronaca e non solo, devo dire che sembra esserci una marcia indietro del governo sulla questione “bavaglio ai blog”. Io ci credo poco, nel senso che forse ora non hanno, più che la voglia, il tempo di sorbirsi un’altra piazza contro. Ma forse lo scontro è solo rinviato. – Arnald

Piazze rosse.

piazzerosse.png

Una sinistra sorpresa.

vendola.png
Dunque cari precari,

è arrivato il momento di parlare della manifestazione. Cercherò di essere breve. Io ci sono stato, mi sono portato dietro quella “fuori di testa” di mia madre, che mi ha aiutato a distribuire i biglietti del blog. Se è vero che c’erano un milione di persone, e deve essere così perché Emilio Fede non ha tolto i soliti due zeri durante il tg4, non è vero che c’erano poi tanti giovani. Lo dico perché la manifestazione l’ho girata in lungo e in largo e loro possono dire quello che vogliono, ma più che un corteo contro il precariato, è stata una prova di forza di partito. Ma anche questo era ovvio. Certo è che, questa manifestazione non ha avuto niente a che vedere con il V-day e con il significato dei quel corteo, la cui unica bandiera era l’insoddisfazione di una vita precaria. In queste meltin’pot rosso, c’era davvero di tutto, da quelli che vogliono salvare il pianeta dal carbone a quelli che vogliono salvare il governo da Mastella. Stabilite voi chi dei due è più inquinante. Ma la verità è che un successo numerico del genere fa davvero scomparire la ragione per la quale si era deciso di manifestare. Chi se ne frega dei precari, anzi, ben venga la legge Biagi se è riuscita, insieme alla nascita del PD, a ricompattare la volontà di questi sinistri politici sempre pronti a dividersi in partitelli pur di avere la ragione. I precari, se tutto va bene e se la bolla Beppe Grillo si sgonfia (come un mutuo subprime) diventeranno merce da cabina elettorale. La piazza di sabato si è trasformata nella probabile base elettorale di un nuovo partito unico e tanti cazzi delle ragioni del precariato. Già si parla di chi ne sarà il leader ed è spuntato il nome di Nichi Vendola, il quale però, in un intervista a La Repubblica, ha detto di non essere sicuro di voler restare in politica (e chi lo biasima). Ora, passiamo alle robe serie…

Leggi il resto »

Se la rete diventa una gabbia.

blog.png

Dovrei parlare di lavoro, della manifestazione di sabato contro il precariato. Ma questa è stata proprio una settimana strana. Di solito mi alzo la mattina sentendomi come un surfista che cavalca precariamente e coraggiosamente un’onda, sbeffeggiando gli statali in pattino, che passano la propria esistenza a vivere in una noiosa sicurezza. Questa settimana invece è stata durissima, ho lavorato molto e non in maniera soddisfacente (soprattutto perché sono un maledetto maniaco perfezionista). Quindi non mi sono preso il tempo di pensare e ragionare su questa manifestazione, sulle sue ragioni e, perché no, sulle mie. Mi riprometto di scrivere per il dopo manifestazione. Nel frattempo, invece, tra un annuncio e l’altro, un amico mi ha segnalato questa notizia sul blog di Grillo. In breve, questi politici di merda non perdono occasione per dimostrarci la loro demenza cronica. Stavolta, mettendo a punto un disegno di legge per rendere complicata (italiana) la gestione e l’accesso alla proprietà di un blog. Insomma, un modo come un altro per imbavagliare l’ultima piazza davvero democratica di questo paese. Tutti pensano che non andranno avanti con la cosa, ma lo si pensava anche quando decisero di prendere di petto la legge sul lavoro e noi per le palle. Stavolta però, lotteremo con tutte le armi che la democrazia ci ha dato. – Arnald

p.s. scusate il tono un po’ cupo, ma il mio umore è già entrato nel week-end, lasciando me ancora con la testa a lavoro.