Da grande farò lo stagista.

Udite udite cari precari.
Pare proprio che qualcuno abbia sentito finalmente il bisogno di parlare del mondo del non lavoro. Esattamente quello in cui stanno a galla molti di noi. Certo che noi lavoriamo e anche di brutto. Solo che se qualcuno lo ammettesse poi sarebbe costretto a pagarci come lavoratori e non come apprendisti. Per questo lo stage ha assunto la connotazine di un purgatorio in cui ossessivamente si gira, noi e loro (i padroni), per non mettere mai mano alle tasche e creare un malato sistema di ricambio stabile di personale, col quale non impegnarsi mai nell’assunzione di qualcuno. O sbaglio? – Arnald
p.s.: un augurio a tutti. Che il nostro stage presto diventi un lavoro.



21 settembre 2007 - 01:37
No… ti prego Arnald, dicci che vuoi fare l’astronauta, il pompiere, l’anatomopatologo…
Non perdiamo l’ultimo barlume di speranza!
;-)
Sono Eleonora, ho aperto da meno di un mese questo blog:
http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/
Magari a qualcuno va di farci un salto e di partecipare alla discussione con un commento.
Saluto tutti confermando in pieno l’augurio di Arnald. Che il nostro stage presto diventi un lavoro. Vero.
21 settembre 2007 - 09:41
Ciao Eleonora,
l’ultimo barlume di speranza non l’ho perso. Semmai è in depressione. ;-)
By the way. Aggiungo il tuo link tra i miei.
Un saluto – Arnald