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	<title>Commenti a: Precari e contenti.</title>
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	<description>Da quante settimane dura la tua settimana di prova?</description>
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		<title>Di: lavoratorinoprofit</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-2517</link>
		<dc:creator>lavoratorinoprofit</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 07:27:59 +0000</pubDate>
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		<description>Lavoro e No Profit

Terzo Settore. La nuova frontiera della lotta per i diritti dei lavoratori!

Un nuovo blog aperto al contributo di tutti!

http://terzosettore.wordpress.com/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro e No Profit</p>
<p>Terzo Settore. La nuova frontiera della lotta per i diritti dei lavoratori!</p>
<p>Un nuovo blog aperto al contributo di tutti!</p>
<p><a href="http://terzosettore.wordpress.com/" rel="nofollow">http://terzosettore.wordpress.com/</a></p>
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		<title>Di: Arnald</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-150</link>
		<dc:creator>Arnald</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 08:40:09 +0000</pubDate>
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		<description>Carlo,

quasi quasi ti conviene stare dalla parte di quelli che la tua onlus aiuta. Credo che guadagnino più di te? Che aspetti a lasciare quel posto? - Arnald

p.s.: Una mia amica andò a lavorare alla chef express alla stazione Termini. Guadagnava di più e lavorava di meno. A buon intenditor...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo,</p>
<p>quasi quasi ti conviene stare dalla parte di quelli che la tua onlus aiuta. Credo che guadagnino più di te? Che aspetti a lasciare quel posto? &#8211; Arnald</p>
<p>p.s.: Una mia amica andò a lavorare alla chef express alla stazione Termini. Guadagnava di più e lavorava di meno. A buon intenditor&#8230;</p>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-149</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 08:28:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Arnaldo, vedo con molto piacere che il tuo sitofunziona alla grande. Se posso darti un suggerimento per il post succcesivo è lo step seguente allo stage. Personalmente, dopo lo stage di tre mesi, venni riconfermato all&#039;esorbitante cifra a nero di 100 euro mensili...solo la mattina, tre volte a settimana. Ora, dopo due anni e mezzo, sono stato assunto: contratto a progetto, scadenza Marzo 2008, condizioni di lavoro da lavoro subordinato, 400 euro mensili in ritenuta d&#039;acconto e altri 150 extrabusta (quando ci sono), tranne nel mese di Agosto, perchè sono stato in ferie. Otto ore giornaliere dal Lunedì al Giovedì, solo la mattina il Venrdì (in pratica 36 ore settimanali). Due Venerdì fà non venni (mezza gornata di ferie) che dovetti recuperare fermandomi venerdì scorso anche il pomeriggio!
In vista ci saranno un po&#039; di domeniche col mercatino di beneficenza: dalle sette del mattino alle 19.00 a Piazza dei quiriti oppure all&#039;EUR....chiaramente senza riposo settimanale di recupero!
Così lavorano le onlus. Non si fregano nemmeno un centesimo dalla solidarietà, ma soddisfano la loro coscenza sfruttando i &quot;dipendenti&quot; a nero!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Arnaldo, vedo con molto piacere che il tuo sitofunziona alla grande. Se posso darti un suggerimento per il post succcesivo è lo step seguente allo stage. Personalmente, dopo lo stage di tre mesi, venni riconfermato all&#8217;esorbitante cifra a nero di 100 euro mensili&#8230;solo la mattina, tre volte a settimana. Ora, dopo due anni e mezzo, sono stato assunto: contratto a progetto, scadenza Marzo 2008, condizioni di lavoro da lavoro subordinato, 400 euro mensili in ritenuta d&#8217;acconto e altri 150 extrabusta (quando ci sono), tranne nel mese di Agosto, perchè sono stato in ferie. Otto ore giornaliere dal Lunedì al Giovedì, solo la mattina il Venrdì (in pratica 36 ore settimanali). Due Venerdì fà non venni (mezza gornata di ferie) che dovetti recuperare fermandomi venerdì scorso anche il pomeriggio!<br />
In vista ci saranno un po&#8217; di domeniche col mercatino di beneficenza: dalle sette del mattino alle 19.00 a Piazza dei quiriti oppure all&#8217;EUR&#8230;.chiaramente senza riposo settimanale di recupero!<br />
Così lavorano le onlus. Non si fregano nemmeno un centesimo dalla solidarietà, ma soddisfano la loro coscenza sfruttando i &#8220;dipendenti&#8221; a nero!</p>
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		<title>Di: Max Cosmico</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-146</link>
		<dc:creator>Max Cosmico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 09:09:26 +0000</pubDate>
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		<description>Mi aggiungo a questo post (in attesa di una copia autografata del libro di Angela!) per ribadire questo concetto: il problema italiano è che la flessibilità va di pari passo con il basso stipendio, indipendentemente dalla produttività del lavoro erogata dal lavoratore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi aggiungo a questo post (in attesa di una copia autografata del libro di Angela!) per ribadire questo concetto: il problema italiano è che la flessibilità va di pari passo con il basso stipendio, indipendentemente dalla produttività del lavoro erogata dal lavoratore.</p>
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		<title>Di: Arnald</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-145</link>
		<dc:creator>Arnald</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 09:22:41 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; proprio questo il punto Massimo. Posto il fatto che si voglia a tutti i costi svecchiare e rendere migliore il mercato del lavoro attraverso al felssibilità, bisogna creare i presupposti perché funzioni. Sennò sarebbe come avere un auto senza strada asfaltata, ma un percorso a ostacoli con buche e veri e propri fossati. - Arnald</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; proprio questo il punto Massimo. Posto il fatto che si voglia a tutti i costi svecchiare e rendere migliore il mercato del lavoro attraverso al felssibilità, bisogna creare i presupposti perché funzioni. Sennò sarebbe come avere un auto senza strada asfaltata, ma un percorso a ostacoli con buche e veri e propri fossati. &#8211; Arnald</p>
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		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-144</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 09:12:21 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho ancora letto il libro (solo uno stralcio sul Messaggero di qualche giorno fa), ma da quanto scrivete emerge il concetto di &quot;flessibilità buona&quot; non ancora applicata in Italia. Ed è qui che bisognerebbe fare la battaglia. Perchè il concetto di flessibilità, come lo intendeva Biagi, e come lo spiega Angela, è ottimo. Il problema è che viene a cadere in un contesto e in un sistema pessimi.
Analizzo due punti.
1) Io lavoravo come recruiter, ed ero l&#039;addetto alla selezione e all&#039;inserimento del personale. Avevo un contratto da stagista, poi diventato co.pro., ma ero a tutti gli effetti un dipendente. Non solo, ero anche l&#039;addetto al confezionamento di contratti a termine, il 98% dei quali a progetto, per i candidati selezionati. Il settore era quello dell&#039;informatica. Settore, ahimè, che funziona malissimo e che vive sulla pelle di migliaia di ragazzi, usati come carne da macello. Ragazzi che non possono esplicitare neanche un &quot;NO&quot;, a causa, ovviamente, della mancanza di potere nei confronti del datore di lavoro, determinata dall&#039;assenza di garanzie.
2) La precarietà che noi tutti oggi viviamo sulla nostra pelle, oltre che dai pessimi contratti che ci sono di cui al punto 1, è determinata altresì dal contesto più ampio. Un precario non può comprare un oggetto finanziabile (casa, mobili o un semplice computer) se non ha la garanzia dei genitori o di chi per lui. E&#039; impossibile andare avanti così.
Ecco, credo che questi 2 punti siano quelli più importanti su cui focalizzare l&#039;attenzione. La flessibilità è buona, ma va applicata per quello che è. Gli strumenti per renderla &quot;buona&quot; ci sono, quel che manca è la volontà politica. Perchè?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho ancora letto il libro (solo uno stralcio sul Messaggero di qualche giorno fa), ma da quanto scrivete emerge il concetto di &#8220;flessibilità buona&#8221; non ancora applicata in Italia. Ed è qui che bisognerebbe fare la battaglia. Perchè il concetto di flessibilità, come lo intendeva Biagi, e come lo spiega Angela, è ottimo. Il problema è che viene a cadere in un contesto e in un sistema pessimi.<br />
Analizzo due punti.<br />
1) Io lavoravo come recruiter, ed ero l&#8217;addetto alla selezione e all&#8217;inserimento del personale. Avevo un contratto da stagista, poi diventato co.pro., ma ero a tutti gli effetti un dipendente. Non solo, ero anche l&#8217;addetto al confezionamento di contratti a termine, il 98% dei quali a progetto, per i candidati selezionati. Il settore era quello dell&#8217;informatica. Settore, ahimè, che funziona malissimo e che vive sulla pelle di migliaia di ragazzi, usati come carne da macello. Ragazzi che non possono esplicitare neanche un &#8220;NO&#8221;, a causa, ovviamente, della mancanza di potere nei confronti del datore di lavoro, determinata dall&#8217;assenza di garanzie.<br />
2) La precarietà che noi tutti oggi viviamo sulla nostra pelle, oltre che dai pessimi contratti che ci sono di cui al punto 1, è determinata altresì dal contesto più ampio. Un precario non può comprare un oggetto finanziabile (casa, mobili o un semplice computer) se non ha la garanzia dei genitori o di chi per lui. E&#8217; impossibile andare avanti così.<br />
Ecco, credo che questi 2 punti siano quelli più importanti su cui focalizzare l&#8217;attenzione. La flessibilità è buona, ma va applicata per quello che è. Gli strumenti per renderla &#8220;buona&#8221; ci sono, quel che manca è la volontà politica. Perchè?</p>
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		<title>Di: Arnald</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-143</link>
		<dc:creator>Arnald</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2007 11:43:58 +0000</pubDate>
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		<description>Effettivamente la copertina merita una noticina.
Se provate a scrivere su ggogle &quot;precari e contenti&quot;, compare più di una copertina per il libro. Questo perché Angela Padrone e il suo editore, hanno cercato ll strada migliore per dire in immagini quello che il libro racconta. Non so di preciso se l&#039;idea sia di Angela o del fotografo Francesco Toiati. Di sicuro è un bel lavoro. -  Arnald</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Effettivamente la copertina merita una noticina.<br />
Se provate a scrivere su ggogle &#8220;precari e contenti&#8221;, compare più di una copertina per il libro. Questo perché Angela Padrone e il suo editore, hanno cercato ll strada migliore per dire in immagini quello che il libro racconta. Non so di preciso se l&#8217;idea sia di Angela o del fotografo Francesco Toiati. Di sicuro è un bel lavoro. &#8211;  Arnald</p>
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		<title>Di: angela padrone</title>
		<link>http://www.diversamenteoccupati.it/2007/09/15/precari-e-contenti/comment-page-1/#comment-142</link>
		<dc:creator>angela padrone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 20:50:42 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Arnald, complimenti. Mi sembra che tu abbia colto in pieno il senso del mio libro, che ha l&#039;obiettivo di uscire dalle trappole dei luoghi comuni e delle ideologie, per raccontare una situazione che è quella che è: l&#039;Italia. L&#039;Italia con i suoi vizi antichi, e le sue antiche stupidità , i suoi autolesionismi. Un paese dove i giovani faticano, da sempre, molto più degli altri per entrare nel mercato del lavoro. Un Paese dove i &quot;vecchi&quot;, come nelle caserme di un tempo, guardano i giovani dall&#039;alto delle loro protezioni. E dove, anche per questo,  non siamo ancora riusciti ad applicare come si deve la &quot;flessibilità buona&quot;
Detto tutto ciò, ho cercato anche dei motivi di ottimismo: ognuno deve rimboccarsi le maniche e trovare in se stesso forza e passione (la passione è un punto centrale del libro) per realizzare ciò che vuole. Venti anni fa, forse stentate a crederlo, la legge Biagi (che vi sta tanto...) non c&#039;era, ed era peggio di oggi. Ma capisco che non sia per niente una consolazione. 
Voglio aggiungere che questo non è solo un &quot;saggio&quot;, ma una raccolta di storie. Avventure vere, di giovani che si sono sbattuti come pazzi e ai quali si possono rubare delle idee, dei suggerimenti, un&#039;ispirazione. Da quello che ama i cavalli e comincia dalle stalle, agli ingegneri venuti dal Sud, all&#039;archeologo che si trasforma in operatore turistico, al neo-laureato quarantenne, alla maestra-cameriera. La cosa più bella per me è stata conoscere queste persone e raccontare le loro vicende. In qualche caso mi sono seriamente emozionata, come quando mi è arrivata la lettera dell&#039;oncologa che dopo avermi raccontato il suo percorso freddamente, me lo &quot;colora&quot; con tutti tormenti e i desideri che l&#039;hanno agitata. Insomma, a me quello che interessano sono le persone, non solo i numeri, sarà perché io stessa ho vissuto con enorme travaglio la ricerca del &quot;mio&quot; lavoro. 
Mi scuso ;-) per il mio cognome, che certo non aiuta, anzi mi perseguita da sempre: pensate quando avevo sedici anni e andavo ai cortei contro i &quot;padroni&quot;! .
In bocca al lupo a tutti
PS X Arnald: ...e pubblica la copertina! E&#039; tanto carina, e mi è costata tanta fatica!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Arnald, complimenti. Mi sembra che tu abbia colto in pieno il senso del mio libro, che ha l&#8217;obiettivo di uscire dalle trappole dei luoghi comuni e delle ideologie, per raccontare una situazione che è quella che è: l&#8217;Italia. L&#8217;Italia con i suoi vizi antichi, e le sue antiche stupidità , i suoi autolesionismi. Un paese dove i giovani faticano, da sempre, molto più degli altri per entrare nel mercato del lavoro. Un Paese dove i &#8220;vecchi&#8221;, come nelle caserme di un tempo, guardano i giovani dall&#8217;alto delle loro protezioni. E dove, anche per questo,  non siamo ancora riusciti ad applicare come si deve la &#8220;flessibilità buona&#8221;<br />
Detto tutto ciò, ho cercato anche dei motivi di ottimismo: ognuno deve rimboccarsi le maniche e trovare in se stesso forza e passione (la passione è un punto centrale del libro) per realizzare ciò che vuole. Venti anni fa, forse stentate a crederlo, la legge Biagi (che vi sta tanto&#8230;) non c&#8217;era, ed era peggio di oggi. Ma capisco che non sia per niente una consolazione.<br />
Voglio aggiungere che questo non è solo un &#8220;saggio&#8221;, ma una raccolta di storie. Avventure vere, di giovani che si sono sbattuti come pazzi e ai quali si possono rubare delle idee, dei suggerimenti, un&#8217;ispirazione. Da quello che ama i cavalli e comincia dalle stalle, agli ingegneri venuti dal Sud, all&#8217;archeologo che si trasforma in operatore turistico, al neo-laureato quarantenne, alla maestra-cameriera. La cosa più bella per me è stata conoscere queste persone e raccontare le loro vicende. In qualche caso mi sono seriamente emozionata, come quando mi è arrivata la lettera dell&#8217;oncologa che dopo avermi raccontato il suo percorso freddamente, me lo &#8220;colora&#8221; con tutti tormenti e i desideri che l&#8217;hanno agitata. Insomma, a me quello che interessano sono le persone, non solo i numeri, sarà perché io stessa ho vissuto con enorme travaglio la ricerca del &#8220;mio&#8221; lavoro.<br />
Mi scuso ;-) per il mio cognome, che certo non aiuta, anzi mi perseguita da sempre: pensate quando avevo sedici anni e andavo ai cortei contro i &#8220;padroni&#8221;! .<br />
In bocca al lupo a tutti<br />
PS X Arnald: &#8230;e pubblica la copertina! E&#8217; tanto carina, e mi è costata tanta fatica!</p>
]]></content:encoded>
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