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Dunque. Prima di partire per la Finlandia, venerdì 17 Agosto (immaginate gli scongiuri e affini), mi sono comprato un libro per ammazzare il tempo e tutte le mie conoscenze sul mondo di oggi: “Il caos prossimo venturo” di Prem Shankar Jha, uno dei massimi economisti indiani, (non che lo conoscessi prima di entrare in libreria). Io sono uno di quelli che quando arriva da Feltrinelli ti fa venire voglia di chiamare la sicurezza. Ci sto dai 20 ai 200 minuti e non mi rendo nemmeno conto del tempo che passa. Poi negli ultimi tempi la questione è peggiorata perché di tempo per leggere ne ho sempre di meno e quindi quelle passeggiate si trasformano in ottime occasioni per inghiottire letteralmente i libri più piccoli. Infatti, avendo imparato a leggere a una velocità pazzesca, posso far fuori un volumetto di 200 pagine in tempi preoccupanti per un editore che i libri vuole venderli. L’unico problema è che oltre un numero di pagine troppo elevato sono costretto a rinunciare o comprare, perché dopo aver iniziato a leggere, mi rimane difficile tornare la settimana dopo e riprendere dove avevo lasciato.

La cosa scandalosa poi, è che a casa ho ancora 2 o 3 libri che mi hanno regalato e che non ho trovato il tempo di leggere. Dovrei portarmeli da Feltrinelli, ma a quel punto rischierei proprio l’arresto. Insomma, ero in missione i primi di Agosto per conto della Voglia di Lettura e sono andato da Mel Bookstore (un altro negozio vittima delle mie incursioni) e mi ritrovo quasi subito davanti a questo volume di 670 e passa pagine.
Il titolo per uno come me è peggio di una donna nuda che ti guarda con in mano un joypad per playstation3. Raccolgo il libro sapendo già che mi avrebbe portato all’acquisto perché 670 pagine richiedono una resistenza elevata. Mi metto a sfogliarlo (leggerlo) avidamente e mi accorgo che ne sono rapito. La prefazione è di Eric J. E. Hobsbawm, l’autore del “Secolo Breve”, uno dei miei testi sacri. Ho letto una sessantina di pagine, poi mi sono fermato e, non avendo notoriamente un soldo, ho deciso di tornare a comprarlo il giorno prima di partire. Cari Precari, è un libro fantastico, forse necessita di una rispolveratina del manuale di storia contemporanea, ma se vi dico che ne vale davvero la pena dovete credermi. Il nostro Prem Shankar Jha, divide la storia del capitalismo in quattro atti; dalla nascita nei comuni italiani fino all’attuale dimensione globale. Alla fine di ogni atto il capitalismo sbriciola i propri “contenitori” (comunali, nazionali, transnazionali e ora quello globale) per allargare il proprio raggio d’azione, provocando instabilità e violenza. E’ molto forte e preoccupante la teoria secondo la quale gli USA trattano il pianeta come un loro mercato interno (cfr mc donalds). Oggi il capitalismo globale considera limitante qualunque tipo di istituzione, dal welfare agli stati nazionali, mentre le istituzioni non hanno ancora avviato un profondo processo di revisione dei propri ruoli e del proprio funzionamento. In breve, ci aspetta un’era di terremoti economi, unilateralismo e guerra tra eserciti regolari e terroristici. Detta così sembra la parola di un pessimista rompicoglioni che non altro da fare che tirare iatture sul pianeta. Ma, leggendo quelle pagine, troverete conferma di tante altre cose che fanno parte di questo nostro mondo, che spesso ci fanno passare sotto gli occhi per altre. Una per tutte, un’attentissima analisi dello stato sociale e della sua fine. Roba per noi gente. – Arnald

p.s.: già che ci sono vi segnalo “Antigua, vita mia”. Un libro che non ha niente a che vedere con il welfare, ma molto piacevole e leggibile direttamente da Feltrinelli come si dice a Roma, a gratise.