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Davvero non ci siamo ancora stancati di certi personaggi? Perché continuiamo a permettere che invece di pensare a noi facciano solo i propri conti? Non sono una novità le solite parole di Mastella (comparse anche oggi su La Repubblica) che minacciano il Governo di caduta se si persisterà nella questione del referendum elettorale. Quindi questo grasso e ignobile personaggio, invece di ricordarsi che è stato votato per servire noi stupidi elettori (che per l’ennesima volta abbiamo permesso a soggetti del genere di occuapre un posto di potere), pensa solo a farsi i conti per sopravvivere a una eventuale riforma elettorale che possa vanificare il voto dei suoi quattro elettori. Sempre oggi su La Repubblica arriva un altro specchio dei tempi. Un bellissimo articolo di Pietro Citati di cui cito queste parole: ” l’Italia ha perduto la precisione della sua vecchia cultura agricola, quando si sapeva potare un olivo e innestare una vigna. Quasi tutti lavorano in modo confuso ed approssimativo, come se la sorte del mondo non dipendesse dal dono di piantare un chiodo nel punto giusto”. Mentre Pietro citati ci racconta come in questo paese si è perduto completamente il valore dei mestieri, delle specializzazioni e della porfessionalità, siamo anche costretti a sorbirci le parole, le ingustizie e le prese di posizione di questi cialtroni dei nostri politici che pensano solo “a far di conto” senza curarsi mimimamente del mondo che li circondo. Mastella, piuttosto, impegna le sue giornate e il nostro denaro nel difendere gli interessi della Chiesa, nel combattere lo spettro dei gay e a cospargere naftalina sull’istituzione familiare cercando di imbalsamarla contro gli effetti del tempo. Facciamo davvero come dice Grillo: quando vediamo un politico alziamo le dita in segno di V. Seppure dovessere rispondere con un dito medio alzato, per loro sarà sempre un vaffanculo, per noi un piccolo segno di vittoria. – Arnald