Archive for luglio, 2007
Quando il cartellino diventa rosso.
lug 31

Tempi difficili per tutti cari flessibili. Sembra che sia arrivato il turno degli statali. Lo dicono spesso, ma pare che stavolta siamo davvero alla resa dei conti. Per una volta, godiamoci la scena e vediamo chi sarà capace di risvegliarsi dal letargo e difendere la propria poltroncina. Certo è che forse una scossetta serviva al mondo degli impiegati (beati loro) che possono passeggiare tra il bar e la loro stanza, andare a fare la spesa durante gli orari di lavoro ecc. Non mi si accusi di qualunquismo. Ricordo il ministero dove lavorava mio padre e ascolto con molto interesse i racconti di tanti che, in forme di precariato, dividono la stanza o la scrivania con i lavoratori tipici. Quindi ben venga l’arbitrato purchè abbia delle regole certe. Così finalmente il cartellino che lor signori timbrano ogni mattina, invece di essere un segno di superiorità potrà diventare un monito a non dilapidare la grande fortuna che hanno. O, nei casi peggiori, il cartellino rosso che ti mette con le spalle al muro e con il culo per terra. – Arnald
L’agenzia che fotte e sfotte.
lug 26
Quello delle agenzie interinali è un capitolo scottante.
Soprattutto per noi poveri precari, spinti da questo sistema di merda a concludere parte delle nostre ricerche di lavoro in una di queste agenzie. Su formazionenet.com (pensate, hanno il coraggio di sposare la parola formazione con lavoro precario questi ipocriti), c’è una lista di tutte queste agenzie in Italia. Qualche giorno fa sfogliavo il Venerdì di Repubblica e trovo questa bellissima (si fa per dire) pubblicità di una di queste aziende.

Io, come molti di voi sono passato anche attraverso questa esperienza. La mia offesa l’ho subita da ManPower. Sono stato fatto accomdare su una sediolina all’ingresso, mi hanno fatto compilare un mega questionario in cui mi hanno chiesto pure se mi lavo il culo con la destra o con la sinistra, si sono complimentati vivamente per la mia laurea in lettere e infine mi hanno fatto la loro proposta (via telefono un mese dopo): o cameriere o fattorino o agente immobiliare (quest’ultimo poi, argomento da approfondire).
Io personalmente spero che un giorno, tutte queste merdose agenzie interinali finiscano in tribunale per crimini contro l’umanità. Oppure che una massa di esasperati finisca in tribunale per crimini contro le agenzie interinali. Voi quale preferite? – Arnald
La lotta al precarito diventa lotta ai precari.
lug 25

Doveva succedere. E noi dovevamo aspettarcelo.
La lotta al precariato, nella sua lunga metamorfosi durata anni, infine, è diventata lotta ai precari. Ha mutato nella stagione delle polemiche sulle pensioni e sull’improbabile futuro di una generazione condannata all’insicurezza. Ha lasciato la vecchia pelle sulla strada, in pasto a ideologie di ogni schieramento e si prepara a spiccare il suo definitivo volo nei progetti del centrosinistra prima e del centrodestra poi. Intendo dire che la nuova frontiera della lotta al precariato non passa più per l’abolizione della legge Biagi. No. Non vorrete davvero far chiudere i battenti a tutti quelli che festeggiano con soddisfazione questo nuovo medioevo di classe? Ci mancherebbe. La lotta al precariato, adesso, è guerra aperta allo stato psicologico che uno Stato psicopatico ci ha offerto in tanti anni di sofferenze e delusioni. Vogliono trasformare la nostra percezione (così la chiamamo) di essere precari, nella certezze di essere lavoratori flessibili. Mi direte: “E dov’è la novità?”. La novità è che c’era un programma di governo, anch’esso impalpabile, che a detta di molti recitava il requiem alla legge Biagi, a detta di altri, ne voleva mantenere le parti migliori. Non sto nemmeno a dirvi chi pensava una cosa, chi l’altra. Fatto sta che ora la sinistra radicale si sente libera da vincoli e fedeltà a Prodi. Lo stesso dicasi per Mastella che ha trovato la sua voglia di emancipazione attraverso la lotta alla legge elettorale. Per quanto mi riguarda è poco importante. Quello che conta è che i vertici hanno davvero deciso che i lavoratori non sono più essere umani di classe A, ma merce a disposizione del miglior offerente, che ovviamente farà di noi tutto ciò che vuole. Insomma. Che altro serve per farci sollevare la testa? Che vengano personalmente a mettercelo nel culo? – Arnald
Mandiamoli a lavorare.
lug 24

Il detto “tutto il mondo è paese” è davvero il modo migliore per descrivere lo sfascio totale del nostro parlamento? Mentre noi ci ammazziamo alla ricerca di un lavoro non precario e di governi che sappiano riportarci ad uno stato esistenziale dignitoso, i nostri politici fanno i cazzi propri e poi rifiutano in blocco di mostrarceli. Non ultimi gli esponenti del centro-sinistra che, quando si è trattato di pubblicare le intercettazioni sul caso Scaramella erano a favore. Ora che tocca a loro, guarda caso sono contro. Io non ne posso più di questa fotttuta classe politica. Di qualsiasi schieramento sia. E non sono il solo. – Arnald
Quelle sporche morti bianche.
lug 24

Ciao Flessibili,
il bollettino di guerra riferito alle morti bianche continua a crescere senza sosta. Ultima notizia sul web, la morte di un operaio nel Milanese. Insomma, ma è davvero così difficile non morire mentre si lavora in una fabbrica? – Arnald
Il ritorno del laureati.
lug 20

Pare proprio che ci sia una leggera, ma comunque ben accetta inversione di tendenza, che fa risalire un po’ le speranze di chi ha pensato che prendere una laurea potesse servire a trovare un lavoro. E’ proprio il caso di esultare, no? Finalmente uno su dieci avrà occasione di entrare in azienda e fare la propria strada verso la progettazione di un’esistenza. Basterà accettare un primo stage di 3/6 mesi forse remunerato con un rimborso spese, un probabile rinnovo stage che ci porta forse ad un anno di rimborso spese e poi, incrociare le dita. Mai le braccia mi raccomando o siete fottuti. Piuttosto. Ma che tipo di assunzione prospetta questa statistica? In base a quali regole del gioco parliamo di assunzione? Quanto è lungo un contratto per dirsi assunzione? Attenzione, domandone finale che farà tremare la terra e i continenti tutti: non è che c’è la possibilità che qualche azienda offra anche contratti a tempo indeterminato? Sempre cinicamente vostro – Arnald
Il segno dei tempi.
lug 14

Dunque ci siamo. Non bastavano i blog per raccontare il mondo dei precari. Non erano sufficienti questi fottuti disoccupati che tutti i giorno o quasi posano le mani sulla tastiera di un computer e inneggiano ai bei tempi andati, quando un sindacato era un sindacato, il lavoro, un lavoro e la disoccupazione un terreno perfettamente distinguibile dal resto. Finalmente (o disgraziatamente, perché ogni medaglia ha il suo rovescio), il precariato diventa un fenomeno di costume, tanto da riuscire a spalancare le porte del cinema. Attenti a non confondervi le idee. Non stiamo parlando dell’era di Full Monthy, pellicola che ci parla della disoccupazione della classe operaia inglese. Ne vi sto parlando di Priceless il divertente film di Pierre Salvadori, che ci racconta come un cameriere, scambiato dall’innamorata per un riccone, diventi un gigolò per facoltose attempate, pur di mantenere la sua precaria condizione di milionario. Oggi si parla di “Riprendimi”, pellicola prodotta da Francesca Neri per la regia di Anna Negri. Vi riporto qualche passo dell’intervista di Silvia Fumarola alla giovane regista. Leggi il resto »







Commenti recenti