Ciao precari,

Veltroni ha pronunciato il discorso per la sua candidatura al partito democratico.
Ha parlato di tante cose e ha parlato anche di noi. Io vivo a Roma e posso dire che è stato un buon sindaco, sicuramente il migliore che io abbia vissuto nei miei 32 anni.
Certo è che Roma è una città difficile e di cose da fare ce ne erano molte altre che non hanno ancora trovato realizzazione. Ma una cosa ho sempre notato nelle mancanze di questo sindaco. Che la maggioranza di esse derivavano dai comportamenti dei cittadini. Per questo dico incrociamo le dita, ma non grattiamoci le palle. Perché Veltroni potrà metterci tutto l’impegno del mondo, ma senza di noi, senza il nostro impegno, la nostra partecipazione e, perché no, opposiozione, ci sarà ben poco da trasformare. La nostra società ha sempre portato in grembo un grande difetto genetico: l’illegalità silenziosa. Non solo stragi, omicidi di cui si riempiono pagine e pagine dei nostri giornali. Non solo scandali ai vertici, arresti di presidenti, assessori e senatori. L’llegalità è motore delle stesse strutture che dovrebbero portare legalità. Le strutture che dovrebbero magari aiutarci a trovare stabilità nella vita. Nel lavoro, per esempio, è evidente come le responsabilità e il sistema stesso, siano lasciati sulle spalle di lavoratori in nero, stagisti o professionisti retribuiti con ritenute d’acconto, partite iva, contratti a progetto o contrattini a tempo determinato che appena scaduti possono essere rinnovati lasciando passare semplicemente 20 giorni tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo contratto. Oggi, sul blog di Grillo c’è una pagina molto esauriente sulla questione della degenerazione del mondo del lavoro anche all’interno delle stesse strutture pubbliche. Forse siamo arrivati all’ultima fermata di questa dolorosa caduta del mondo del lavoro? Sinceramente non credo. Anzi sono convinto che si possa cadere anche più in basso di così. Tuttavia, forse abbiamo una speranza in più di invertire questa tendenza. Si chiama Walter Veltroni e tutto quello che rappresenta. Se bisogna cominciare a svecchiare questo sistema lui è l’uomo giusto e noi siamo il “popolo” eletto. Una generazione di diseredati del lavoro in cerca di rivincita. In cerca di giustizia. In cerca di un lavoro: un lavoro vero.
Vi riporto uno stralcio delle sue parole. Buona lettura:
“Più lotta contro la precarietà”
La lotta alla precarietà è la grande frontiera attuale che il Partito democratico ha davanti a sé. «È la precarietà, soprattutto la precarietà die giovani quella che noi dobbiamo combattere. In un tempo fantastico della loro vita – ha detto tra gli applausi – a loro viene detto solo di aspettare, aspettare di avere un lavoro serio, un mutuo per la casa. Ma la vita non può essere saltuaria, non può essere part-time». – Walter Veltroni, Torino 27-06-2007