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È davvero il caso di smetterla. Ce la mettono davvero tutta i giornalisti, i politici, gli istituti di ricerca. Presto cominceremo anche noi precari o i lavoratori in nero a dire che viviamo in un Paese che si cura dei propri cittadini e lavoratori. Oppure ci incaponiremo giustamente sulla questione della qualità del lavoro e a questo punto delle statistiche. Oggi troneggia sui giornali il titolo: “Disoccupazione mai così bassa dal ‘92”.
Bella soddisfazione non trovate? E dite dite. Quali dati hanno usato? Per esempio: se un lavoratore ottiene un contratto di sei mesi e dopo un secondo contratto identico fanno due posti di lavoro?
Fortunatamente Elena Polidori, autrice dell’articolo de La Repubblica di cui vi invito a leggere qualcosa per incazzarvi come si deve, in qualche riga riassume il problema di fondo delle statistiche: “Queste statistiche conteggiano il lavoro precario come vera occupazione”. Può bastare? No. Incazzatevi di brutto con questi politici che dicono stronzate e leggetevi l’ultimo post di Grillo – Arnald