Archive for 15 giugno 2007
Sindacato: lo snaturamento di un’istituzione
giu 15
Il sindacato non è nato, ovviamente, in un Paese civile come l’Italia. Ma alla fine del 1700 in Gran Bretagna, dove gruppi indipendenti di lavoratori iniziarono ad unirsi per cercare di ottenere dei diritti dai padroni sfruttatori.
Poi la questione si allargò agli Stati Uniti d’America per arrivare alla fine dell’800 anche nel Belpaese. E qui inizia la tragedia: neanche nasce che già si divide in tre correnti politiche, socialista, comunista e cristiana. Un’istituzione nata con il sangue e il sudore dei minatori inglesi, dei bambini morti nelle miniere di carbone di Manchester, nasce già storpia in Italia. Più che storpia, nasce su una intenzione differente: i lavoratori non sono tutti uguali. Ci sono i lavoratori socialisti, quelli comunisti e quelli cristiani. Ma non sono tutti uguali? No, non lo sono. Ma solo in Italia ovviamente. La forza di un sindacato è quello della rappresentanza dei lavoratori, della possibilità di rivendicare migliori condizioni di lavoro, di rivendicare un posto di lavoro sicuro. Di evitare che il datore di lavoro approfitti della sua posizione di superiore forza contrattuale per sfruttare il lavoratore. Ma se poi, per rinnovare un contratto di lavoro, si siedono intorno ad un tavolo decine e decine di sindacati questa capacità di rappresentanza muore, o comunque si affievolisce.
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Max Cosmico per diversamenteoccupati.it
giu 15

Come promesso, abbiamo l’intervista al protagonista di 1000€ blues. Leggetevela tutta cari amici precari, perchè ne vale la pena. Allora Max. Intanto grazie per aver risposto tanto velocemente alla mia richiesta di intervista. Da dove vogliamo cominciare? Che ne dici intanto di spiegarci perché “cosmico”? Grazie a voi! Gli spazi come i vostri sono preziosissimi, sono quei pochi punti di riferimento e di aggregazione per la nostra sbandata e trascurata (dai media, dai politici, dai sindacati, ecc.) generazione precaria. Ma veniamo a noi. Il nome Cosmico l’ho scelto per diversi motivi. Innanzitutto ha un’assonanza con il mio cognome (Colosimo) e quindi si presta bene per rappresentare il mio oscuro alterego, una sorta di paladino rancoroso e incazzereccio che vuole perorare la causa della mia/nostra generazione. Inoltre l’ho scelto perchè mi affascinano molto i temi “spaziali”, i film di fantascienza di serie b, il cosmo, le civiltà aliene (su questo tema ho scritto anche un brano, “L’invasione dei Cazzabubboli”, ispirato ad una vignetta di un mio amico, Riccardo Castelli). In un certo senso è consolante sapere che non siamo altro che un piccolo e ridicolo formicaio disperso in un granello di Terra nello spazio, ti aiuta ad estraniarti dalle piccole e grandi probbbblematiche che ci riguardano. Leggi il resto »


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